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Santo Stefano di Camastra, il «Dono della Vita» nel segno di Salvo D’Acquisto

Un’effigie in basalto lavico ceramizzato, realizzata dal maestro Antonio Fratantoni, custodirà il ricordo del vicebrigadiere. Istituzioni, familiari e cittadini alla manifestazione promossa dall’Associazione Nazionale Carabinieri.

Il volto di Salvo D’Acquisto impresso nel basalto lavico ceramizzato lega da oggi la memoria del vicebrigadiere alla tradizione artistica di Santo Stefano di Camastra. È uno dei segni più significativi lasciati dalla giornata dedicata al «Dono della Vita», celebrata sabato sera nella città della ceramica: un appuntamento che ha riunito istituzioni, rappresentanti dell’Arma, familiari e cittadini attorno ai valori del servizio e della responsabilità verso gli altri.

Organizzata dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, presieduta da Pietro Volo, con il patrocinio del Comune e il sostegno di alcuni sponsor, la manifestazione ha reso omaggio a Salvo D’Acquisto, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, proclamato venerabile da Papa Francesco il 25 febbraio 2025. La sua testimonianza ha accompagnato una serata nella quale il ricordo dei caduti si è intrecciato con una riflessione sull’impegno quotidiano a favore della comunità.

Le celebrazioni sono iniziate nella Chiesa Madre di San Nicolò di Bari, con la messa officiata da don Nuccio Patti. Il programma è poi proseguito in piazza Belvedere, dove il prefetto di Messina, Cosima Di Stani, e il comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, generale di Divisione Ubaldo Del Monaco, hanno deposto una corona d’alloro al Monumento ai Caduti, in memoria dei militari e dei civili deceduti durante le missioni di pace.

Nella stessa piazza è stata svelata l’effigie di Salvo D’Acquisto, realizzata interamente a mano dal maestro stefanese Antonio Fratantoni e benedetta da don Nuccio Patti. Un’opera che affida al linguaggio della ceramica, parte essenziale dell’identità cittadina, il compito di custodire e rendere visibile una memoria condivisa.

Alla manifestazione hanno partecipato il comandante provinciale dei Carabinieri di Messina, colonnello Lucio Arcidiacono, il maggiore Angelo Salici e il luogotenente Cesare Rizzo, della locale Compagnia. Presenti anche il sindaco Francesco Re, diversi primi cittadini dei Nebrodi e rappresentanti di altre sezioni siciliane dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Accanto alle autorità, presenze che hanno dato alla commemorazione una dimensione anche familiare: i nipoti di Salvo D’Acquisto, il tenente colonnello Valentina D’Acquisto e il maresciallo maggiore Mauro D’Acquisto, accompagnati dai rispettivi familiari. Sono intervenuti inoltre il generale di Corpo d’Armata in congedo Giuseppe Governale e Giovanna Orlando, figlia del compianto generale di Corpo d’Armata Stefano Orlando.

Tra i partecipanti anche l’europarlamentare Giuseppe Antoci, originario di Santo Stefano di Camastra e presente anche nella veste di socio della sezione locale dell’ANC. Numerosi i cittadini e le persone legate all’Arma che hanno seguito i diversi momenti della serata.

Negli interventi si è richiamato il significato attuale dell’esempio di D’Acquisto: altruismo, fedeltà e giustizia come principi ai quali dare continuità attraverso il servizio. Il presidente Pietro Volo ha sottolineato il valore delle iniziative che la sezione porta avanti da anni nel territorio, con particolare attenzione agli ambiti più delicati della vita sociale. Ne ha attribuito i risultati alla serietà e all’impegno degli associati, riservando un riconoscimento speciale «alla caparbietà e alla lungimiranza dell’ispettore regionale dott. Ignazio Buzzi».

La conclusione è stata affidata alla musica. In piazza Duca di Camastra, la Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”, diretta dal maestro luogotenente Paolo Mario Sena, ha eseguito il concerto «Memory», dedicato a quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria e per la pace.

Tra raccoglimento, arte e musica, Santo Stefano di Camastra ha così dato forma a un omaggio che lascia un segno nel suo spazio pubblico. L’effigie di Salvo D’Acquisto resterà a ricordare il senso della giornata: riconoscere nel dono di sé una responsabilità verso la vita degli altri.

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