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Santo Stefano di Camastra, svincolo A20: un pericolo ignorato da troppo tempo

È uno dei punti più critici della viabilità locale, eppure resta da anni senza un intervento risolutivo. Lo svincolo autostradale dell’A20 che immette sulla Strada Statale 117, nei pressi del Km 0 sul viadotto Colonna, rappresenta una minaccia quotidiana per automobilisti e residenti. Centinaia di incidenti evitati solo per puro caso, manovre d’emergenza all’ultimo secondo, frenate disperate e clacson assordanti: questo è il bollettino non ufficiale di un innesto stradale che continua a far paura.

Il nodo critico è rappresentato dall’obbligo di dare precedenza ai veicoli che percorrono la SS 117 da parte di chi esce dall’autostrada. Obbligo che, nella pratica, viene spesso ignorato o sottovalutato. Chi ha appena superato il casello tende a confluire sulla statale a velocità sostenuta, come se avesse ancora diritto di precedenza. Il risultato è un punto di conflitto ad altissimo rischio: le immissioni avvengono troppo spesso senza alcuna reale valutazione delle condizioni di traffico.

Gli automobilisti della zona lo sanno bene. Le segnalazioni non si contano più, così come i racconti di mancati incidenti che avrebbero potuto avere conseguenze gravi. «Ogni giorno è un terno al lotto», afferma un pendolare che tutti i giorni percorre la tratta tra Mistretta e Santo Stefano. «Basta poco, un attimo di distrazione o una velocità fuori controllo, e il disastro è servito».

Ma fino a quando si potrà contare solo sulla fortuna?

È la domanda che molti si pongono. In assenza di un intervento strutturale, la speranza è che non debba accadere una tragedia prima di vedere azioni concrete. Una semplice cartellonistica, a quanto pare, non basta; servono rallentatori fisici o, se necessario, una revisione dell’intero schema di innesto. Ogni giorno che passa, lo svincolo continua a essere una trappola potenziale.

Una questione di priorità

La sicurezza stradale non può essere affidata alla buona sorte. È urgente che ANAS, Autostrade Siciliane e Comune siedano a un tavolo congiunto per pianificare un intervento strutturale. Non si può più aspettare che un incidente grave riporti l’attenzione su un problema che è già noto a tutti. La soluzione non è impossibile. Servono volontà politica, investimenti mirati e l’ascolto di chi quella strada la percorre ogni giorno. Nel frattempo, a chi guida su quel tratto non resta che un consiglio: massima prudenza. Anche se non basta più.

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