Mentre il dibattito cittadino continua a concentrarsi sulle dimissioni, sul repentino ripensamento e sul ritorno in giunta dell’assessore Alessandro Amoroso, rischia di passare quasi inosservata una vicenda che, per le possibili ricadute sui conti del Comune, potrebbe rivelarsi ben più rilevante. Lontano dal clamore politico, infatti, si sta aprendo un confronto destinato a incidere sulla trasparenza amministrativa e sulla sostenibilità finanziaria dell’Ente: da un lato la definizione agevolata dei tributi comunali, dall’altro un’approfondita richiesta di accesso agli atti sul contenzioso che potrebbe offrire una fotografia dello stato reale delle passività del Comune.
Due temi che, a una prima lettura, potrebbero sembrare destinati a interessare soltanto amministratori, avvocati o commercialisti: la cosiddetta “rottamazione” dei tributi comunali e una corposa richiesta di accesso agli atti sul contenzioso dell’Ente. In realtà, entrambe le questioni riguardano direttamente i cittadini.
Da un lato c’è il regolamento con cui il Comune intende consentire ai contribuenti di definire in maniera agevolata alcune posizioni debitorie, riducendo sanzioni e interessi nei limiti consentiti dalla normativa vigente. Dall’altro emerge un tema ancora più delicato: comprendere quante controversie giudiziarie coinvolgano il Comune, quanto siano già costate alle casse pubbliche, quali possano trasformarsi in future passività e se il bilancio abbia accantonato risorse sufficienti per farvi fronte.
È proprio su quest’ultimo aspetto che il gruppo consiliare di opposizione “Noi per Santo Stefano” ha deciso di concentrare la propria iniziativa, depositando una richiesta di accesso agli atti estremamente articolata. Non una semplice domanda sul numero delle cause pendenti, ma un tentativo di ricostruire l’intera esposizione finanziaria derivante dal contenzioso e le modalità con cui essa viene gestita dagli uffici comunali.

Dietro quella che potrebbe apparire come una normale attività ispettiva dei consiglieri si cela infatti una questione molto più ampia: verificare se la situazione economico-finanziaria dell’Ente sia rappresentata in modo completo, prudente e conforme ai principi della contabilità pubblica. Un tema apparentemente tecnico, ma destinato a incidere sugli equilibri di bilancio e, di conseguenza, sulla capacità del Comune di garantire servizi, investimenti e programmazione.
La rottamazione dei tributi
Il primo capitolo della vicenda riguarda il regolamento sulla definizione agevolata delle entrate comunali. Il gruppo di opposizione ha annunciato di aver depositato dieci emendamenti entro i termini previsti e attende ora la convocazione del Consiglio comunale, dove si capirà se le modifiche proposte avranno carattere tecnico, politico o finanziario e quale sarà l’atteggiamento della maggioranza. Si tratta del normale esercizio delle prerogative consiliari. Ma è subito dopo che il comunicato cambia prospettiva. Il vero nodo diventa il contenzioso dell’Ente.
Il vero obiettivo: fare luce sul contenzioso
La richiesta di accesso agli atti depositata dall’opposizione non ha carattere generico. Al contrario, è costruita con un linguaggio strettamente tecnico, richiamando la normativa sulla contabilità armonizzata, i principi contabili nazionali e la giurisprudenza della Corte dei Conti. L’obiettivo non è sapere semplicemente quante cause abbia perso il Comune, bensì ricostruire l’intera esposizione economica derivante dalle controversie giudiziarie.
Cosa chiedono realmente i consiglieri
L’istanza riguarda sostanzialmente tutta la gestione del contenzioso degli ultimi cinque anni. Tra la documentazione richiesta figurano:
- l’elenco completo delle cause pendenti;
- il valore economico di ciascun giudizio;
- la probabilità di soccombenza attribuita dagli uffici;
- gli avvocati incaricati;
- le controversie già concluse;
- le sentenze di condanna eventualmente emesse;
- gli importi già liquidati;
- quelli ancora da corrispondere;
- gli eventuali debiti fuori bilancio riconosciuti.
L’opposizione chiede inoltre l’elenco degli incarichi legali esterni conferiti dal Comune e dei relativi professionisti, con l’indicazione delle somme corrisposte negli ultimi cinque anni.
Il nodo centrale: il Fondo rischi da contenzioso
La parte probabilmente più delicata dell’istanza riguarda il Fondo rischi da contenzioso, uno strumento poco conosciuto dall’opinione pubblica ma fondamentale nella gestione finanziaria di un ente locale.
Quando esistono controversie che potrebbero concludersi con una condanna dell’amministrazione, il Comune è tenuto ad accantonare in bilancio risorse proporzionate al rischio. Non si tratta di una facoltà discrezionale, ma di un obbligo previsto dai principi della contabilità armonizzata.
Accantonamenti insufficienti potrebbero infatti rappresentare una situazione finanziaria diversa da quella reale. Per questo motivo i consiglieri chiedono di conoscere:
- i criteri utilizzati per gli accantonamenti dal 2021 al 2025;
- i prospetti di calcolo;
- i pareri espressi dal Collegio dei Revisori;
- la conformità dell’operato ai principi contabili nazionali.
È, con ogni probabilità, il cuore dell’intera iniziativa.
Perché viene richiamato il possibile danno erariale
Nel documento compare anche un riferimento all’eventuale danno erariale, espressione che merita di essere correttamente contestualizzata. Il richiamo non equivale ad affermare che siano stati commessi illeciti né costituisce un’accusa.
Significa semplicemente che, qualora un’amministrazione dovesse provocare un aggravio economico evitabile — ad esempio pagando una sentenza con notevole ritardo e maturando interessi, spese esecutive o ulteriori oneri — potrebbe aprirsi una valutazione della Corte dei Conti sulle eventuali responsabilità amministrative. Si tratta di una possibilità prevista dall’ordinamento, non della descrizione di fatti già accertati.
Le verifiche richieste
L’istanza contiene inoltre ulteriori richieste destinate ad alimentare il confronto istituzionale. I consiglieri chiedono infatti di sapere:
- se esistano procedimenti davanti alla Corte dei Conti riguardanti amministratori o funzionari;
- se il Collegio dei Revisori abbia formulato rilievi sulla gestione del contenzioso o sulla congruità del Fondo rischi.
Si tratta di richieste pienamente riconducibili alle prerogative ispettive riconosciute ai consiglieri comunali dal Testo unico degli enti locali, ma che testimoniano anche il livello di approfondimento dell’iniziativa.
Nessuna conclusione anticipata
Allo stato attuale non esistono elementi pubblici che consentano di affermare che il Comune abbia gestito il contenzioso in maniera irregolare.
Sarebbe pertanto scorretto trarre conclusioni preventive. L’istanza rappresenta, allo stato, una richiesta di trasparenza.
Solo una volta acquisita la documentazione sarà possibile verificare se il numero delle controversie sia fisiologico, se gli accantonamenti risultino adeguati, se vi siano sentenze ancora da eseguire, eventuali debiti fuori bilancio derivanti dal contenzioso e, più in generale, se la gestione rispetti i principi della sana amministrazione finanziaria.
Una vicenda che va oltre lo scontro politico
Ridurre questa iniziativa a un semplice confronto tra maggioranza e opposizione sarebbe probabilmente limitativo. Dietro la richiesta di accesso agli atti non vi è soltanto un’iniziativa politica, ma un controllo approfondito su uno degli aspetti più delicati della gestione di qualsiasi ente locale: il rapporto tra contenzioso, bilancio e sostenibilità finanziaria.
Se dalla documentazione emergerà una situazione ordinaria, essa contribuirà a rassicurare cittadini e Consiglio comunale. Se, al contrario, dovessero affiorare criticità, spetterà agli organi competenti valutarne la portata e adottare gli eventuali correttivi. In ogni caso, la discussione delle prossime settimane non ruoterà soltanto attorno alla cosiddetta “rottamazione” dei tributi.
La questione centrale sarà comprendere quale sia il reale stato dei conti collegati al contenzioso del Comune di Santo Stefano di Camastra e se le passività, attuali e potenziali, siano state rappresentate in modo completo, prudente e conforme alle regole della finanza pubblica.
Una risposta che interessa non soltanto la politica, ma l’intera comunità, perché da essa dipendono gli equilibri di bilancio e, di riflesso, la capacità dell’Ente di programmare servizi, investimenti e sviluppo.




