Si è svolta domenica 13, al Santuario del Letto Santo, l’inaugurazione del Museo degli Ex Voto, un evento di grande significato per la comunità stefanese. La cerimonia ha segnato non solo la restituzione al pubblico di un patrimonio storico e spirituale, ma anche la celebrazione della devozione che da secoli lega i fedeli a questo luogo simbolo di fede e identità.
Dopo la Santa Messa, i numerosi presenti si sono radunati sul piazzale del Santuario per il taglio del nastro. Don Calogero Calanni, parroco della chiesa di San Nicolò di Bari e rettore del Santuario, ha accolto i fedeli con parole cariche di emozione. Ha definito il museo una testimonianza viva della storia e della fede popolare, ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile il progetto: l’architetto Giuseppe Natoli, che ha diretto i lavori di restauro del Santuario e curato la realizzazione del museo; Don Stefano Brancatelli, responsabile dell’area architettonica della Diocesi di Patti; e l’architetto Angelo Pettineo, che ha coordinato con rigore scientifico il recupero e l’allestimento degli ex voto. Un pensiero speciale è stato rivolto anche ai volontari, il cui impegno instancabile ha reso possibile l’apertura.

L’architetto Pettineo ha illustrato il lungo e accurato lavoro di riordino. I 130 ex voto, un tempo accatastati e quasi illeggibili in sagrestia, sono stati catalogati e valorizzati con un approccio museale. “Avvicinarsi a questo luogo – ha sottolineato – significa entrare in contatto con un’espressione di fede che nasce nei momenti di dolore estremo”. Le tavolette e gli oggetti raccontano infatti storie di naufragi, incidenti sul lavoro, malattie e drammi familiari, sempre legati all’invocazione della Santa Croce del Letto Santo e alla grazia ricevuta.
Per agevolare la lettura del percorso, gli ex voto sono stati suddivisi per temi: il blu per le vicende legate al mare, il rosso per quelle della terra. Le opere, un tempo custodite in poche teche, occupano oggi quattro sale del museo, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva e ricca di significato. L’allestimento, però, non è ancora concluso: presto ogni pezzo sarà accompagnato da didascalie esplicative.
Alla cerimonia hanno preso parte anche le autorità civili e militari. Il sindaco Francesco Re ha ringraziato Don Calanni per l’impegno profuso, ribadendo il forte legame tra la cittadinanza e il Santuario e annunciando l’impegno dell’Amministrazione a recuperare gli ex voto custoditi altrove per riportarli nella loro sede originaria.

Il maggiore Angelo Salici, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Santo Stefano, ha espresso ammirazione per l’iniziativa, lodando la professionalità dei responsabili del progetto e sottolineando l’importanza di iniziative che rafforzano la memoria storica e il senso di appartenenza della comunità.
La giornata si è conclusa con la visita alle sale del museo, accolte con grande interesse e commozione dai fedeli. L’inaugurazione del Museo degli Ex Voto segna così una tappa fondamentale nella valorizzazione del Santuario del Letto Santo e della tradizione devozionale che da sempre accompagna la storia di Santo Stefano di Camastra.




