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Santo Stefano, Pastorale Sociale: testimonianze di fede, impegno civile e responsabilità

Terzo appuntamento organizzato dall’Ufficio della Pastorale Sociale, del Lavoro e salvaguardia del creato per il vicariato di Santo Stefano di Camastra, ovvero la zona occidentale del territorio diocesano, sul tema “Mi sarete testimoni: corresponsabili nella missione sociale”.

L’incontro si è svolto nell’incantevole cornice del Palazzo Trabia a Santo Stefano di Camastra, dopo i saluti del Sindaco Francesco Re e del Parroco don Calogero Calanni, sono stati il direttore diocesano dell’Ufficio pastorale Don Antonio Mancuso e il vice Gabriele Miceli ad illustrare le ragioni dell’incontro e i temi affrontati nel corso dell’ultima settimana sociale dei cattolici a Trieste.

Sono seguiti gli interventi dei tre ospiti invitati. Il Prof. Nino Faraci di Alcara Li Fusi ha parlato di cattolici e politica, partendo dalla sua personale esperienza politica vissuta alcuni anni fa come consigliere provinciale, eletto allora direttamente dal corpo elettorale, in una fase di transizione tra la prima e la seconda Repubblica, con la crisi dei partiti tradizionali e soprattutto del partito unico dei cattolici.

Come ieri anche nell’oggi per il cattolico la sfida è essere autenticamente cristiano, avere rispetto per chi la pensa diversamente e proviene da altre culture politiche e trovare una chiave di lettura unitaria dei problemi e delle scelte in un tempo in continua trasformazione. Nonostante oggi i cristiani trovino collocazione politica sia a destra che a sinistra, è necessario che si impegnino in politica e si prendano cura del bene comune. Oggi assistiamo a processi di trasformazione che investono anche in pieno le modalità per i cattolici di essere in politica, ma guai restare alla finestra. No alle deleghe in bianco, è importante partecipare.

E’ seguito poi l’intervento dell’imprenditore castelluccese Michele Mammana, che con i suoi due figli, ha dato vita ad una delle più importanti attività imprenditoriali della Diocesi, con un numero di dipendenti che oggi raggiunge oltre le 500 unità. Michele ha, con semplicità, parlato delle sue umili origini, della grande fede in Dio che lo ha sempre sostenuto in questi anni, dell’amore per questo territorio e dell’impegno per assicurare un posto di lavoro dignitoso a tanti giovani che altrimenti rischierebbero di allontanarsi e spostarsi altrove, accentuando ancor di più lo spopolamento delle nostre aree marginali. L’impegno per Mammana imprenditore è continuare a fare del lavoro il luogo afferma la sua dignità e lanciare messaggi positivi di rispetto della legalità e delle regole, su cui si fonda lo stare insieme.

Infine, ha parlato Antonio Sgrò, mistrettese di professione fisioterapista, ma per scelta animatore di ragazzi e giovani tra gli otto e i 21 anni, attraverso il movimento scout. Oggi, dice Antonio, occorre rivolgersi alle nuove generazioni per formare i cittadini del domani. Nell’esperienza scout insegniamo ai ragazzi a stare insieme e ad essere responsabili del creato e di chi ci sta accanto. Dal creato poi si impara a conoscere il Creatore.

Tra gli intervenuti segnaliamo anche la presenza del sindaco di Motta d’Affermo il Dott. Sebastiano Adamo che, oltre a portare il saluto della sua Comunità, ha parlato dell’importanza della testimonianza anche in ambito sanitario ove è impegnato da oltre 50 anni. Gli incontri di pastorale sociale proseguiranno nei prossimi mesi negli altri vicariati e sabato prossimo una delegazione pattese sarà presente al Congresso regionale a Catania.

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