Grande successo per la mostra fotografica storica inaugurata lo scorso 19 settembre all’interno dell’antica Chiesa del Rosario. L’esposizione, dal forte valore culturale e religioso, ha richiamato numerosi visitatori, testimoniando l’interesse ancora vivo verso le tradizioni e la memoria del paese.
La realizzazione dell’iniziativa è stata possibile grazie al nulla osta dell’arciprete don Calogero Calanni e soprattutto all’impegno di Rosario Glorioso e Samuele Torcivia, due giovani stefanesi che hanno deciso di mettere a disposizione della comunità la loro preziosa collezione privata di fotografie d’epoca. Le immagini, frutto di un paziente lavoro di raccolta e conservazione, documentano i riti religiosi locali, molti dei quali ormai caduti in disuso.
«L’idea di questa mostra – spiega Glorioso – è nata con l’intento di far conoscere ai giovani i tradizionali festeggiamenti in onore di quei Santi posti da anni nel dimenticatoio».
Riti e tradizioni perdute
Tra gli scatti esposti, spiccano quelli legati alle celebrazioni in onore di Santa Lucia, San Sebastiano, San Giuseppe e Sant’Antonio Abate. In particolare, le immagini dedicate a quest’ultimo rievocano l’antico rito della benedizione degli animali: ogni 17 gennaio, dopo tre giri attorno alla chiesa situata presso il Belvedere di Porta Palermo, cani, cavalli, buoi e altri animali potevano entrare per ricevere la benedizione dal sacerdote.
Grande interesse ha suscitato anche la sezione dedicata a San Giovanni, la cui processione è considerata la più antica del paese e strettamente legata alla ricostruzione di Santo Stefano dopo la frana del 1682 che distrusse il vecchio abitato. Le foto mostrano ancora le statuine dei quattro Evangelisti poste agli angoli della “vara”, reliquie provenienti dal sito originario. Suggestivo anche il ricordo dell’usanza popolare di lanciare sul simulacro la calia (ceci tostati), probabile eco di un antico rito propiziatorio.
Un progetto che guarda al futuro
La mostra, inizialmente prevista per un mese, è stata smontata con qualche giorno di anticipo per restituire la chiesa alle celebrazioni religiose. Ma il riscontro ottenuto ha spinto Glorioso e Torcivia a progettare una nuova edizione nel periodo natalizio, questa volta in una cornice ancora più prestigiosa: lo storico Palazzo Trabia, che grazie alla sua migliore illuminazione potrà valorizzare ulteriormente le immagini.
I due giovani hanno già annunciato l’intenzione di arricchire l’esposizione con nuove fotografie dedicate agli antichi scorci del paese, alle botteghe della ceramica e agli opifici di creta, memoria viva di un patrimonio artigianale che ha reso Santo Stefano di Camastra famosa nel mondo. Inoltre, sono al lavoro per corredare ogni immagine con didascalie dettagliate e notizie storiche, offrendo così al visitatore non solo un’esperienza visiva, ma anche educativa e di approfondimento.
Verso una collezione permanente
L’impegno di Rosario Glorioso e Samuele Torcivia, giovani custodi della memoria collettiva, merita particolare apprezzamento: la loro passione dimostra come le nuove generazioni possano farsi portavoce di tradizioni che rischiavano di andare perdute.
Non si esclude che, con il sostegno delle istituzioni e della comunità, la collezione possa trasformarsi in futuro in una mostra permanente, diventando così un vero e proprio museo della memoria storica e religiosa di Santo Stefano di Camastra.




