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«Sara Campanella sarà per sempre tra questi ragazzi»: Schifani a Misilmeri inaugura la scuola intitolata alla studentessa

C’è un momento, durante la mattinata di Portella di Mare, in cui il silenzio prende il posto delle parole. È l’istante in cui il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, accanto ai genitori di Sara Campanella, scopre la targa che da oggi lega per sempre il nome della giovane studentessa alla scuola che frequentò da adolescente. Pochi minuti dopo, insieme alla madre Cettina Zaccaria, inaugura anche il murale realizzato nel cortile dell’istituto. Il volto di Sara appare tra gli applausi degli studenti, delle famiglie e delle istituzioni presenti.

Non è stata una semplice cerimonia istituzionale. Quella andata in scena a Misilmeri è stata una giornata di forte intensità emotiva, durante la quale una comunità intera si è ritrovata per ricordare una giovane donna la cui vita è stata spezzata troppo presto e per riaffermare, attraverso gesti concreti, il rifiuto della violenza di genere.

Sara Campanella, 22 anni, originaria di Misilmeri e studentessa universitaria a Messina, fu uccisa il 31 marzo 2025 in uno dei femminicidi che più hanno segnato la Sicilia e l’intero Paese negli ultimi anni. La sua morte provocò un’ondata di commozione e indignazione che attraversò scuole, università e istituzioni, dando vita a manifestazioni, momenti di riflessione e iniziative di sensibilizzazione.

A oltre un anno di distanza, il suo ricordo continua a generare impegno civile.

Ad accogliere Schifani all’istituto comprensivo statale “Salvatore Traina” sono stati il dirigente scolastico Salvatore Mazzamuto, il sindaco di Misilmeri Rosario Rizzolo, numerosi amministratori del comprensorio, rappresentanti delle forze dell’ordine e centinaia di studenti. A fare da cornice alla cerimonia l’esecuzione dell’Inno di Mameli da parte della Fanfara dei Carabinieri e l’esibizione del coro intitolato proprio a Sara Campanella.

La presenza del presidente della Regione ha conferito all’evento una dimensione che va oltre il contesto locale. Schifani ha voluto partecipare personalmente a una giornata che la Regione considera simbolica nella battaglia culturale contro la violenza e nel percorso di educazione alla legalità rivolto alle nuove generazioni.

«La scomparsa di Sara ci ha lasciato atterriti, ha colpito tutti. Siamo qui tutti insieme oggi per ricordare Sara e insieme dimostriamo che riusciamo a essere uniti quando c’è da sconfiggere un grande nemico: la violenza», ha dichiarato il presidente della Regione davanti agli studenti raccolti nel cortile della scuola.

Parole pronunciate in un clima di grande partecipazione emotiva, con la famiglia della giovane visibilmente commossa e circondata dall’affetto della comunità.

Nel suo intervento Schifani ha richiamato l’attenzione sul fenomeno della violenza giovanile e sulla necessità di costruire modelli educativi alternativi.

«Gli efferati episodi di violenza registrati negli ultimi mesi ci preoccupano. Una violenza giovanile che poi ha il suo contraltare nell’esempio di vita di Sara, che è la via di salvezza, un modello sano per i giovani che varcheranno le porte di questa scuola nel suo nome».

È proprio questo il significato che assume l’intitolazione dell’istituto scolastico.

Da oggi il nome di Sara Campanella non sarà affidato soltanto alla memoria dei familiari o alle pagine della cronaca. Entrerà nella quotidianità di centinaia di ragazzi che ogni mattina attraverseranno il cancello della scuola che porta il suo nome.

Una scelta fortemente voluta dalla comunità scolastica e dalle istituzioni locali, maturata nei mesi successivi al femminicidio e sostenuta da un ampio consenso.

Accanto alla targa, il murale inaugurato nel cortile rappresenta il secondo segno tangibile lasciato dalla giornata. Realizzato con il contributo dei cittadini di Misilmeri, l’opera raffigura Sara e trasforma uno spazio scolastico in un luogo permanente di memoria e riflessione.

«È stato un momento di profonda partecipazione e riflessione per ricordare Sara e per riaffermare i valori che la scuola promuove ogni giorno: rispetto, solidarietà, uguaglianza e contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione», ha sottolineato il sindaco Rosario Rizzolo.

Per il primo cittadino, il murale non è soltanto un’opera artistica ma un messaggio rivolto alle nuove generazioni.

«Rappresenta un messaggio permanente di speranza, consapevolezza e responsabilità civile affinché il ricordo si trasformi in impegno concreto per costruire una società più giusta e inclusiva».

Nel corso della visita il presidente della Regione ha voluto inoltre evidenziare il ruolo dello sport e dell’aggregazione sociale come strumenti di prevenzione della devianza giovanile, ricordando il potenziamento dei voucher palestra finanziati dalla Regione.

«Abbiamo un dovere: trasmettere ai ragazzi esempi sani e l’impegno quotidiano contro ogni forma di violenza. Lo facciamo anche finanziando iniziative che favoriscono la socializzazione e la crescita nel rispetto delle regole e dei valori della competizione sana».

Ma il ricordo di Sara non si esaurisce nell’intitolazione della scuola e nel murale.

La Regione Siciliana ha infatti istituito un fondo annuale da 50 mila euro destinato a borse di studio che porteranno il nome della studentessa. L’iniziativa, approvata all’unanimità dall’Assemblea Regionale Siciliana, finanzierà dodici borse di studio rivolte a studenti e laureati dell’Università di Messina impegnati nei corsi delle professioni sanitarie e negli studi dedicati ai temi del femminicidio e della violenza di genere.

Un modo per trasformare il dolore in opportunità e fare in modo che il nome di Sara continui a vivere attraverso la formazione, la ricerca e l’impegno civile.

Prima di lasciare la scuola, Schifani ha affidato agli studenti l’ultimo messaggio della giornata.

«Dobbiamo fare in modo che chi si è immolato per la legalità venga ricordato sempre. Quello di oggi è il miglior modo per ricordare Sara: il suo nome entrerà nelle vostre case insieme al principio del rispetto delle regole e della legalità, che è fondamento per la crescita dei giovani».

Ed è probabilmente questa l’immagine destinata a rimanere: il volto di Sara che da oggi osserva il cortile della scuola, i suoi genitori accanto alle istituzioni, centinaia di studenti riuniti sotto quel murale e una comunità che sceglie di non limitarsi a ricordare una vittima, ma di fare della sua memoria uno strumento di educazione e di cambiamento.

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