Un vertice straordinario, convocato in tutta fretta al ritorno da Bruxelles, ha segnato le prime conseguenze politiche dell’inchiesta sugli appalti pilotati che sta scuotendo la Regione Siciliana. Il presidente Renato Schifani, rientrato nella notte dopo un incontro con la commissaria europea all’Ambiente Jessika Roswall, ha riunito d’urgenza la Giunta per adottare misure immediate nei confronti dei funzionari coinvolti nelle indagini.
Il bilancio del summit a Palazzo d’Orléans parla chiaro: tre sospensioni e un’autosospensione già formalizzata ieri. I provvedimenti riguardano Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento regionale della Famiglia, Vito Raso, segretario particolare dell’assessore alla Famiglia, e Giovanni Tomasino, direttore generale del Consorzio di Bonifica 2 di Palermo.
Le sospensioni
Per Maria Letizia Di Liberti è scattata la sospensione a tempo indeterminato in attesa degli sviluppi del procedimento penale. La guida del Dipartimento Famiglia è stata affidata ad interim a Ettore Foti, attuale dirigente del Dipartimento Lavoro.
Contestualmente, Schifani ha chiesto all’assessore alla Famiglia la revoca dell’incarico al segretario particolare Vito Raso, anch’egli indagato.
Su indicazione della Giunta, l’assessore all’Agricoltura avvierà invece il procedimento disciplinare con sospensione cautelare nei confronti di Giovanni Tomasino, direttore generale del Consorzio di Bonifica 2 di Palermo.
L’Asp di Siracusa
Capitolo a parte per l’Asp di Siracusa, dove Alessandro Caltagirone, direttore generale dell’azienda sanitaria, aveva già deciso autonomamente di sospendersi dall’incarico. La Giunta ha preso atto della sua scelta e l’assessore alla Salute ha già avviato la procedura per la nomina del commissario straordinario: Chiara Serpieri, manager di lungo corso della sanità piemontese e componente del direttivo Fiaso, che assumerà l’incarico a titolo gratuito per sei mesi.
Nessun provvedimento per Cocina e Iacolino
Nella lista dei sospesi non compaiono invece Salvo Cocina, capo della Protezione civile regionale, e Salvatore Iacolino, dirigente del Dipartimento Pianificazione strategica: entrambi sono citati nelle carte dell’inchiesta, ma non risultano indagati.
“Tutela dell’immagine e della trasparenza”
In una nota ufficiale, Palazzo d’Orléans ha spiegato che le misure “si rendono necessarie per la gravità dei fatti emersi e per la loro possibile incidenza sull’immagine e sul corretto funzionamento dell’amministrazione regionale”.
Pur ribadendo il principio di presunzione di innocenza, la Giunta ha scelto – si legge ancora – “di intervenire con tempestività per salvaguardare prestigio, credibilità e trasparenza delle istituzioni siciliane”.
Con queste decisioni, Schifani tenta di imprimere un segnale politico forte, pur evitando il terremoto amministrativo che molti temevano.




