Nella notte tra il 20 e il 21 marzo 2026, il Tirreno meridionale è stato interessato da un vero e proprio sciame sismico, con tante scosse ravvicinate registrate nell’area delle Isole Eolie.
I dati, forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e analizzati dalla Sala Sismica di Roma, descrivono una sequenza concentrata in meno di mezzora.
La scossa più forte – magnitudo 4.6
Registrata ad una profondità di 29 km, alle ore 02:46:04 ora italiana. Si tratta dell’evento più energetico della sequenza, localizzato nel Tirreno meridionale.
La seconda scossa – magnitudo 4.3
Registrata ad una profondità di 11 km alle ore 02:49:09 ora italiana. Anche questa scossa è stata la più avvertita dalla popolazione.
Terza scossa – magnitudo 3.0
Registrata ad una profondità di 11 km alle ore 02:53:31 ora italiana. Evento di assestamento, percepito più localmente.
Quarta scossa – magnitudo 2.7
Registrata ad una profondità di 17 km alle ore 02:55:41 ora italiana. Scossa più debole, registrata dagli strumenti ma avvertita solo in prossimità dell’epicentro.
Altra serie di scosse, tra le ore 02:49 e le 03:15, di magnitudo comprese tra 2.9 e 2.1, si sono susseguite a distanza di pochi minuti una dall’altra
Area interessata e percezione
La sequenza sismica ha coinvolto un’area relativamente ristretta tra il mare delle Eolie e il basso Tirreno, ma la scossa di magnitudo 4.6 è stata nettamente percepita lungo tutta la costa tirrenica della Sicilia e in ampie zone interne dell’isola.
Molti residenti, che hanno lasciato le proprie abitazioni riversandosi in strada, hanno segnalato tremori distinti e ravvicinati, oscillazione di mobili e lampadari, risvegli notturni causati dalla scossa principale. Non risultano, al momento, danni a persone o edifici.
Un’area ad alta attività geologica
Le Isole Eolie rappresentano uno dei distretti vulcanici più attivi del Mediterraneo. La presenza di vulcani come Stromboli e Vulcano è associata a una continua attività sismica.




