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Sicilia in subbuglio: la frattura tra Schifani e FdI apre la crisi politica

Il governo regionale di Renato Schifani attraversa una crisi profonda e forse irreversibile, mentre la maggioranza si sgretola fra dissensi e malumori crescenti. La frattura più evidente è con Fratelli d’Italia, partito che non gli riconosce più fiducia e che ha sancito in aula, durante il voto segreto sulla manovra-quater, la propria distanza dalla leadership del presidente della Regione.

La spaccatura con Fratelli d’Italia

Dopo la riconferma di Salvatore Iacolino alla Pianificazione strategica, i segnali di tensione erano già evidenti, ma si sono fatti espliciti con la manovra-quater. I patrioti hanno usato il voto segreto per tagliare le ali alle ambizioni del governatore, pur rimanendo in aula per prendersi meriti limitati e sottolineando la fuga da parte di Lega, Dc e Forza Italia. Lo scontro fra il capogruppo FdI Assenza e l’ex meloniano Intravaia è solo un episodio di una guerra interna più ampia, che vede Schifani isolato e in difficoltà anche con i suoi ex alleati di partito, come Galvagno.

L’allontanamento di FdI dal progetto di Schifani è netto, soprattutto per la gestione delle nomine strategiche in sanità, dove il parere dei meloniani non è stato rispettato. Le tensioni si sommano alle controversie legate all’assessore al Turismo Elvira Amata, coinvolta in una indagine per corruzione, e alle scelte discutibili della Film Commission.

La manovra-quater affossata in Aula

La giornata storica di venerdì alla Sala d’Ercole ha sancito il fallimento della maggioranza, con 17 articoli su 54 della manovra bocciati, molti fra quelli più cari a Schifani. Fra le norme saltate ci sono i finanziamenti per il Capodanno di Messina e Palermo, i contributi all’editoria, gli incentivi per il south working, i fondi per il Cefpas e i conservatori, nonché importanti risorse per lavori infrastrutturali senza gara. Il voto segreto ha visto convergere Fratelli d’Italia, Mpa, Pd e Movimento 5 Stelle contro la maggioranza, accentuando la crisi.

Il bilancio politico e le prospettive future

Il quadro che emerge è quello di un governo in frantumi, dove nemmeno l’intervento di Ignazio La Russa, figura chiave e amico storico di Schifani, sembra poter riequilibrare la situazione. La premier Giorgia Meloni ha manifestato insofferenza rispetto ai continui scandali che coinvolgono i meloniani in Sicilia, dai casi Auteri e Balilla alle indagini giudiziarie che minano la credibilità del partito e della coalizione.

Le scelte strategiche di FdI nell’Isola, gestite da esponenti come Messina e La Russa, hanno progressivamente isolato il partito tra le forze di maggioranza, trasformando alleati in oppositori interni. Il futuro politico di Schifani appare segnato, con un governo che difficilmente potrà reggere a lungo senza un sostanziale rimpasto o un cambio di guida.

Il vertice di maggioranza previsto per lunedì sarà cruciale, ma le premesse non fanno sperare in una rapida ricomposizione. La crisi politica in Sicilia segna l’inizio di una nuova fase incerta, forse la fine dell’era Schifani, in cui sarà necessario ripartire da basi diverse, in un clima segnato da divisioni profonde e un futuro tutto da riscrivere.

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