Dal Palermitano al Messinese, fiamme vicino alle abitazioni, evacuazioni e centinaia di ettari distrutti. Due nuovi roghi domati a Castellammare del Golfo. Il bilancio resta provvisorio: manca ancora un dato ufficiale regionale
La Sicilia continua a bruciare. Tra la notte e la giornata di oggi, domenica 30 agosto, almeno quindici distinti incendi o grandi fronti di fuoco hanno interessato il territorio regionale, coinvolgendo soprattutto le province di Palermo, Messina, Agrigento, Trapani e Catania.
Si tratta, tuttavia, di un bilancio ancora provvisorio, ricostruito attraverso le comunicazioni delle autorità locali e le notizie provenienti dai territori. La Regione non ha ancora diffuso un dato complessivo degli interventi effettuati nelle ultime ore da Vigili del fuoco, Corpo forestale e Protezione civile.
Occorre inoltre distinguere i nuovi incendi divampati durante la giornata di domenica dai vasti roghi iniziati sabato pomeriggio e proseguiti durante la notte, alcuni dei quali hanno ripreso vigore questa mattina. I due incendi sicuramente sviluppatisi oggi sono quelli segnalati a Castellammare del Golfo. Nel pomeriggio è giunta anche una prima segnalazione da Pantelleria, ancora in attesa di un riscontro istituzionale completo.
Il numero reale degli interventi potrebbe essere sensibilmente superiore. Le rilevazioni satellitari hanno individuato decine di anomalie termiche sull’Isola, ma questi dati non possono essere automaticamente tradotti in altrettanti incendi: più rilevamenti possono infatti riferirsi allo stesso fronte, a focolai residui oppure a fenomeni che devono essere verificati sul terreno.
Notte drammatica nel Palermitano
Una delle situazioni più difficili si è registrata in provincia di Palermo, dove le squadre antincendio hanno lavorato senza sosta per tutta la notte. Un grosso rogo ha interessato la bretella della strada statale 285, collegamento tra Caccamo e Termini Imerese. Le fiamme hanno lambito la carreggiata, rendendo pericolosa la circolazione e imponendo un’attenzione particolare lungo l’arteria.
A Polizzi Generosa l’incendio, divampato nel tardo pomeriggio di sabato, è proseguito fino a notte inoltrata. Il fuoco ha avvolto diverse zone attorno al centro abitato, costringendo alcuni residenti ad abbandonare precauzionalmente le proprie case. Le operazioni di spegnimento e bonifica sono continuate fino alle prime ore di oggi, con l’impiego di squadre a terra e mezzi aerei.
Il sindaco Gandolfo Librizzi, impegnato personalmente nelle operazioni, è rimasto ferito a un ginocchio dopo una caduta ed è stato accompagnato in ospedale. Le sue condizioni non destano preoccupazione.
Particolarmente pesante il bilancio dell’incendio che ha colpito i territori di Ciminna e Ventimiglia di Sicilia. Le fiamme hanno distrutto vegetazione, terreni agricoli, uliveti e numerose balle di fieno, arrivando a minacciare ville, abitazioni e aziende.
Secondo quanto dichiarato dal sindaco di Ciminna, Vito Filippo Barone, sarebbero oltre seicento gli ettari percorsi dal fuoco. Il Comune si prepara a chiedere il riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità.
Restano gravi le condizioni di Salvatore Giglia, il ventiseienne rimasto ustionato sabato mentre tentava di difendere la propria campagna dall’avanzata delle fiamme. Il giovane è ricoverato in prognosi riservata.
Incendi anche nella zona alta di Trabia, dove durante la notte il fumo ha reso l’aria quasi irrespirabile. I residenti sono stati invitati a non uscire e a tenere chiuse porte e finestre. Dall’alba Canadair ed elicotteri hanno sorvolato le aree interessate per spegnere gli ultimi focolai. Danni sono stati segnalati anche agli impianti elettrici e telefonici di alcuni comuni.
Evacuazioni nell’Agrigentino
Ore di paura anche in provincia di Agrigento. Le situazioni più delicate si sono registrate tra Menfi e Sciacca. A Menfi, in contrada Cipollazzo, un esteso incendio di sterpaglie ha raggiunto alcune zone vicine alle abitazioni. Una trentina di persone sarebbero state allontanate precauzionalmente prima che il rogo venisse circoscritto. Più complesso l’intervento a Makauda, nel territorio di Sciacca, dove le fiamme hanno circondato un residence turistico e reso difficili le normali vie di fuga. Centinaia di persone sono state fatte allontanare dalla struttura e indirizzate verso la spiaggia.
Almeno 150 turisti, tra i quali donne incinte e bambini, hanno raggiunto il vicino stabilimento Copacabana Beach, a San Giorgio, dove hanno ricevuto una prima assistenza. Alle operazioni hanno partecipato Guardia costiera, Polizia di Stato e personale di soccorso. Per motivi di sicurezza è stato necessario interrompere temporaneamente anche la circolazione stradale nella zona. Nella giornata di oggi la situazione nell’area è stata indicata come sotto controllo, ma sono proseguite le verifiche e le attività di bonifica.
Due nuovi incendi a Castellammare del Golfo
In provincia di Trapani, due distinti incendi sono divampati dopo le 10 di questa mattina nel territorio di Castellammare del Golfo. Il primo fronte ha interessato la zona di Madonna della Scala, mentre il secondo si è sviluppato nell’area di Madonna di Fatima. Grazie alla tempestività dell’intervento, entrambi i roghi sono stati circoscritti e spenti nel giro di circa due ore.
Sul posto hanno operato Corpo forestale, Vigili del fuoco, Polizia municipale e volontari dell’associazione Fly Team, attivati dal Dipartimento provinciale della Protezione civile. Nel pomeriggio è stato inoltre segnalato un nuovo incendio a Pantelleria. Le informazioni disponibili sono ancora frammentarie e sarà necessario attendere le comunicazioni ufficiali per conoscere l’estensione del rogo e l’esito dell’intervento.
Il Messinese brucia dallo Ionio ai Nebrodi
È probabilmente quella di Messina la provincia nella quale le fiamme hanno interessato il maggior numero di territori, dalla fascia ionica alla Valle dell’Alcantara, fino all’area nebroidea. A Scaletta Zanclea un incendio sviluppatosi nella zona di Guidomandri Superiore si è esteso attraverso diverse contrade fino a raggiungere il territorio di Itala. Decine di ettari di vegetazione sono andati distrutti. Sull’area hanno operato squadre a terra, Canadair ed elicotteri.
Momenti di apprensione anche a Roccalumera, nella frazione Allume, dove un rogo si è avvicinato pericolosamente alle abitazioni. Il fronte più esteso ha coinvolto i territori di Letojanni, Mongiuffi Melia, Castelmola e Graniti. Le fiamme, alimentate dal vento e dalle elevate temperature, hanno attraversato zone impervie e difficilmente raggiungibili dai mezzi di terra.
A Mongiuffi Melia sei persone appartenenti a tre diversi nuclei familiari sono state evacuate in via precauzionale dopo che il fuoco si era avvicinato alle loro abitazioni. Particolarmente critica la situazione a Castelmola, in contrada Portella Vigna. L’incendio, iniziato nel pomeriggio di sabato, ha minacciato numerose case. I Vigili del fuoco sono riusciti a proteggere gli edifici durante la notte, ma alcuni focolai hanno ripreso vigore questa mattina, rendendo necessario un nuovo dispiegamento di uomini e mezzi.
Nell’area di Letojanni un elicottero del Corpo forestale ha effettuato ripetuti lanci d’acqua, rifornendosi in mare. Successivamente sono intervenuti anche due Canadair dei Vigili del fuoco. Gravissimo il danno ambientale provocato dall’incendio di Roccella Valdemone. Il fuoco è entrato nella riserva naturale orientata del Bosco di Malabotta, distruggendo, secondo le prime stime, oltre trecento ettari di macchia mediterranea e aree boscate. Le fiamme hanno minacciato anche il demanio di Nocerazzo.
Operazioni di bonifica e controllo sono proseguite inoltre a Santo Stefano di Camastra, dove il precedente incendio nella zona del Letto Santo aveva interessato le contrade Vegna, Settere, Serra Sant’Antonio e Felicita, arrivando vicino alle abitazioni. Alcune famiglie erano state evacuate e dalle prime luci dell’alba erano entrati in azione due Canadair e un elicottero.
Fiamme anche nel Catanese
Nel Catanese un incendio di sterpaglie e vegetazione ha interessato il territorio di Zafferana Etnea. Il rogo è stato indicato tra i principali interventi effettuati oggi nella Sicilia orientale.
Non rientra invece nel conteggio degli incendi divampati oggi quello che ha coinvolto la zona industriale di Catania. Le fiamme si erano sviluppate nel pomeriggio del 28 agosto nell’area esterna di un’azienda che produce e lavora materiali plastici, lungo la Terza Strada. Nelle ultime ore sono proseguite le operazioni di controllo e gli accertamenti ambientali sulla qualità dell’aria.
Allerta in tutte le nove province
Le condizioni meteorologiche hanno reso particolarmente complesse le operazioni di spegnimento. Temperature molto elevate, vento e vegetazione estremamente secca hanno favorito la rapida propagazione delle fiamme.
Per la giornata di domenica la Protezione civile regionale ha dichiarato la fase di attenzione, con pericolosità alta per gli incendi in tutte le nove province siciliane. A Palermo, Messina e Catania è stato inoltre indicato il livello massimo di allerta per le ondate di calore, con temperature percepite comprese tra 39 e 42 gradi.
Vigili del fuoco, Corpo forestale, volontari della Protezione civile, forze dell’ordine e amministrazioni comunali hanno lavorato per ore, spesso in condizioni proibitive, per mettere in sicurezza le persone, proteggere le abitazioni e limitare i danni al patrimonio agricolo e ambientale.
Un bilancio ancora da definire
Alla luce delle informazioni raccolte, sono almeno quindici gli incendi o grandi sistemi di fronti che hanno interessato la Sicilia tra la notte e la giornata di domenica. Il dato comprende anche i roghi iniziati sabato e rimasti attivi, ripartiti o sottoposti a lunghe operazioni di bonifica durante la giornata odierna.
Non è ancora possibile fornire un numero definitivo degli interventi né una stima complessiva degli ettari distrutti. È plausibile che numerosi incendi minori, soprattutto di sterpaglie e vegetazione, non siano ancora entrati nelle cronache regionali. Restano da accertare anche le cause dei singoli episodi. In alcuni territori gli amministratori locali hanno apertamente ipotizzato un’origine dolosa, ma ogni responsabilità dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti del Corpo forestale e delle forze dell’ordine.
Quella di oggi resta, in ogni caso, un’altra giornata drammatica per la Sicilia: comunità costrette a convivere con il fuoco, famiglie allontanate dalle proprie abitazioni, aziende agricole danneggiate e aree naturali di straordinario valore divorate dalle fiamme.




