Dopo anni di progressi costanti, la corsa della Sicilia verso l’economia circolare conosce una fase di rallentamento. È quanto emerge dal Dossier Comuni Ricicloni Sicilia 2025, presentato da Legambiente Sicilia a Palermo, ai Cantieri Culturali alla Zisa, nell’ambito della settima edizione della campagna Sicilia Munnizza Free.
Un quadro che, se da un lato segnala una battuta d’arresto complessiva, dall’altro mette in luce esperienze locali di assoluta eccellenza, in particolare nella provincia di Messina, dove alcuni piccoli comuni continuano a rappresentare un modello virtuoso a livello regionale.
Il rallentamento regionale: dati e criticità
Tra il 2018 e il 2023 la Sicilia aveva compiuto un vero e proprio salto di qualità nella raccolta differenziata, passando dal 29,52% al 55,20%. Nel 2024, però, la crescita si è quasi fermata: solo +0,67%, un dato che segnala la necessità di nuove politiche e di un rinnovato impegno istituzionale e civico.
Resta invariato anche il numero dei comuni che hanno raggiunto l’obiettivo europeo del 65% di raccolta differenziata: 303, esattamente come nel 2023. Tra questi, 135 comuni – pari a circa il 35% del totale isolano – superano abbondantemente il 75% e vengono premiati da Legambiente come “Comuni Ricicloni”, coinvolgendo una popolazione complessiva di circa 897 mila abitanti. In frenata anche il numero dei Comuni Rifiuti Free, quelli che producono meno di 75 kg di rifiuti indifferenziati pro capite all’anno: dopo una crescita continua dal 2020 al 2023, nel 2024 si registra un solo nuovo ingresso, per un totale di 99 comuni.
La provincia di Messina un esempio virtuoso
In questo scenario di luci e ombre, la provincia di Messina si conferma uno dei territori più avanzati della Sicilia sul fronte della gestione dei rifiuti. A spiccare su tutti è Castel di Lucio, che conquista il primato regionale assoluto di Comune Rifiuti Free. Il piccolo centro dei Nebrodi registra numeri che parlano da soli Rifiuti indifferenziati: appena 14,6 kg per abitante all’anno. Raccolta differenziata: 95%
Un risultato che colloca Castel di Lucio ai vertici non solo regionali, ma anche nazionali, dimostrando come dimensioni ridotte e forte coesione sociale possano diventare un punto di forza. Accanto a Castel di Lucio, il Messinese brilla anche grazie a Sinagra, che raggiunge la più alta percentuale di raccolta differenziata dell’Isola, con il 95,7%, confermando un trend territoriale fatto di buone pratiche, organizzazione e partecipazione attiva dei cittadini.
Sinagra primeggia per percentuale di raccolta differenziata, mentre Castel di Lucio eccelle per sostenibilità complessiva e riduzione dei rifiuti residui. Due approcci diversi ma complementari, che confermano come anche i piccoli comuni possano rappresentare un punto di riferimento virtuoso nelle politiche ambientali e nell’economia circolare.
Un successo costruito insieme
«Il primato siciliano di Castel di Lucio come Comune Rifiuti Free è un risultato che appartiene a tutta la nostra comunità», dichiara il sindaco di Pippo Giordano a Quadrochiaro.it

«È il frutto di un lavoro di squadra autentico, costruito giorno dopo giorno con impegno, responsabilità e condivisione. Il mio primo e più sentito ringraziamento va ai cittadini di Castel di Lucio, che con comportamenti virtuosi e un forte senso civico hanno dimostrato una straordinaria attenzione verso l’ambiente e il bene comune. Senza la loro collaborazione quotidiana, risultati come questi non sarebbero possibili».
Il sindaco ha poi voluto sottolineare il ruolo fondamentale di chi opera sul campo: «Un ringraziamento speciale va all’impresa incaricata della gestione dei rifiuti solidi urbani e a tutti i suoi dipendenti, che svolgono il servizio con professionalità, dedizione e spirito di servizio, così come ai dipendenti comunali del settore. Il loro lavoro silenzioso ma costante è stato determinante per raggiungere livelli di eccellenza riconosciuti oggi a livello regionale».
Alla base di questo percorso virtuoso, conclude Giordano, ci sono valori ben precisi: «Rispetto ed educazione sono le parole chiave che guidano ogni nostra scelta amministrativa. Rispetto per l’ambiente che ci ospita, perché non ne siamo padroni ma custodi, ed educazione ambientale come fondamento della vita civile. Questo riconoscimento dimostra che anche un piccolo Comune può diventare un esempio positivo per tutta la Sicilia. Insieme abbiamo dimostrato che il cambiamento è possibile».
Una sfida ancora aperta
Il quadro che emerge dal Dossier 2025 restituisce dunque un’immagine chiara: la Sicilia ha imboccato la strada giusta, ma ora è chiamata a consolidare i risultati e rilanciare la crescita. Le eccellenze del Messinese, e in particolare l’esperienza di Castel di Lucio, dimostrano che anche un piccolo comune può diventare un esempio virtuoso per l’intera regione.
La sfida dei prossimi anni sarà trasformare queste buone pratiche in sistema, rafforzando le politiche pubbliche, investendo in impianti e servizi e promuovendo una partecipazione civica sempre più diffusa. Perché i rifiuti, come insegnano le Storie di Economia Circolare raccontate nel dossier, possono e devono diventare risorse.
Foto apertura Castel di Lucio, di Salvatore Machì




