spot_img
spot_img

Sicilia, sottogoverno: primi nomi in campo tra veti incrociati e pre-accordi di maggioranza

La partita delle nomine di sottogoverno in Sicilia entra nel vivo. Dopo settimane di attesa, dovute anche allo stallo politico seguito all’inchiesta che ha coinvolto il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’assessore Elvira Amata, iniziano a circolare i primi nomi destinati a guidare enti e società partecipate della Regione. In tutto sono 18 le poltrone da assegnare, tra gli 11 Iacp (Istituti autonomi case popolari), i quattro Ersu (Enti regionali per il diritto allo studio) e i quattro parchi regionali (Madonie, Alcantara, Nebrodi ed Etna).

I primi nomi che circolano in provincia di Messina

Secondo indiscrezioni, a Messina l’Istituto Autonomo Case Popolari potrebbe essere affidato a Giuseppe Picciolo, ex deputato regionale ed esponente storico dell’area centrista peloritana. Alla guida dell’Azienda Sicilia Trasporti (Ast), società strategica per il trasporto pubblico su gomma nell’Isola, sarebbe in pole Luigi Genovese, già deputato all’Ars e riferimento di una delle famiglie politiche più influenti di Messina. Per il Parco dei Nebrodi, invece, si fa sempre più insistente il nome di Domenico Barbuzza, già presidente dell’ente e vicino a Forza Italia, che potrebbe così ottenere la riconferma.

L’accordo sui parchi

Il pre-accordo di maggioranza, al momento, prevede che la Dc indichi il presidente del Parco delle Madonie, Grande Sicilia quello del Parco dell’Alcantara, Forza Italia il Parco dei Nebrodi e Fratelli d’Italia la guida del Parco dell’Etna.
Proprio sulle Madonie, però, si registra il confronto più acceso: in lizza ci sono Totò Caltagirone, oggi commissario dell’ente e vicino a Saverio Romano, il sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello, sostenuto dalla Dc, e Angelo Pizzuto, gradito a Fratelli d’Italia. Un gioco di veti incrociati che rischia di far saltare l’equilibrio della spartizione: la riconferma di Pizzuto, infatti, costringerebbe a rivedere l’intero schema tra i partiti.

Gli altri enti appetibili

Oltre a Iacp, Ersu e Parchi, sono in ballo anche poltrone di peso come la presidenza dell’Istituto Vino e Olio, e dei consorzi universitari. Ruoli che, per visibilità e capacità di gestione di fondi, attirano inevitabilmente l’interesse dei partiti della coalizione.

Il nodo politico

L’inchiesta giudiziaria ha rallentato il percorso, ma la pressione dei territori cresce e la maggioranza di centrodestra appare intenzionata a chiudere la partita entro l’autunno. Ogni scelta, però, dovrà tener conto non solo dei rapporti di forza interni ai partiti ma anche delle resistenze locali: lo dimostrano le rimostranze dei sindaci madoniti contro la candidatura di Ferrarello, che rischierebbe di concentrare troppo potere nelle mani di un solo primo cittadino.

Il mosaico delle nomine, insomma, si va componendo tra conferme e nuove candidature, con un equilibrio fragile che potrebbe ancora essere ridisegnato dai veti incrociati e dai giochi interni alla maggioranza.

Autore

spot_img

Ultime News

Related articles