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Sicilia, torna lo “straccia bollo”: via sanzioni e interessi sui debiti fino al 2025. Come funzionerà

Torna in Sicilia lo “straccia bollo”, ma la definizione giornalistica rischia questa volta di essere persino riduttiva. La nuova misura approvata dalla Regione, infatti, non riguarda soltanto la tassa automobilistica: la possibilità di regolarizzare le pendenze senza pagare sanzioni e interessi viene estesa ai tributi propri e alle entrate di natura patrimoniale della Regione Siciliana, per gli obblighi non adempiuti, in tutto o in parte, entro il 31 dicembre 2025.

La norma è stata pubblicata il 14 agosto sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana e recepisce nell’ordinamento regionale la possibilità di definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio statale n. 199 del 30 dicembre 2025. Il principio è semplice: chi ha un debito rientrante nella misura potrà versare quanto effettivamente dovuto, liberandosi del peso aggiuntivo rappresentato da sanzioni e interessi.

Attenzione, però, a un punto fondamentale: non è ancora possibile presentare l’istanza. Per conoscere procedure, modalità di adesione e adempimenti bisognerà attendere il decreto attuativo dell’assessore regionale all’Economia, attualmente in fase di predisposizione.

Cosa comprende lo “straccia bollo”

Il nome con cui la misura è ormai conosciuta richiama inevitabilmente il bollo automobilistico, che rappresenta probabilmente la voce destinata a interessare il maggior numero di contribuenti siciliani.

La norma ha però una portata più ampia. Riguarda i tributi propri della Regione, tra cui la tassa automobilistica, le tasse sulle concessioni governative regionali e le entrate regionali di natura patrimoniale che rientreranno nel perimetro individuato dalla disciplina e dal successivo decreto attuativo.

Il beneficio riguarda le posizioni per le quali versamenti o relativi adempimenti tributari risultavano omessi, totalmente o parzialmente, alla data del 31 dicembre 2025. Il testo approvato dall’Ars prevede che, qualora il contribuente completi quanto richiesto entro il termine stabilito, non vengano applicati sanzioni e interessi.

Non si tratta, dunque, di una cancellazione del tributo. Il bollo non pagato resta da pagare. A essere “stracciata” è la componente aggiuntiva costituita da sanzioni e interessi. Una distinzione importante, perché parlare genericamente di condono o di cancellazione dei debiti potrebbe indurre in errore.

La data da segnare: 31 ottobre 2026

Il termine indicato dalla normativa regionale è il 31 ottobre 2026. Entro quella data dovranno essere effettuati i versamenti e gli adempimenti necessari per beneficiare della definizione agevolata, secondo le procedure che saranno stabilite dal decreto dell’assessorato regionale dell’Economia.

La norma siciliana nasce dal recepimento dell’articolo 1, commi da 102 a 110, della legge statale n. 199 del 30 dicembre 2025, che ha consentito alle Regioni di disciplinare autonomamente forme di definizione agevolata delle proprie entrate. L’Ars aveva avviato il percorso già nei mesi scorsi e a marzo la Commissione Bilancio aveva approvato l’emendamento destinato a introdurre il meccanismo nell’ordinamento regionale.

Per presentare la domanda bisogna ancora aspettare

È probabilmente questo l’aspetto più importante per chi, leggendo dell’approvazione dello “straccia bollo”, volesse immediatamente mettersi in regola. La misura non è ancora materialmente operativa. Il contribuente, quindi, non deve precipitarsi agli sportelli né presentare domande utilizzando procedure riferite a precedenti sanatorie.

Sarà necessario attendere il decreto dell’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, che dovrà stabilire concretamente le modalità di accesso all’agevolazione. Solo allora sarà possibile sapere con precisione come presentare l’istanza, quali dati indicare, quali canali utilizzare, come determinare l’importo dovuto e quali eventuali documenti allegare.

Per questo è opportuno distinguere tra ciò che è già certo e ciò che deve ancora essere disciplinato. Sono già fissati il principio della definizione agevolata, il riferimento alle posizioni non adempiute entro il 31 dicembre 2025, l’esclusione di sanzioni e interessi e la scadenza del 31 ottobre 2026. Le modalità operative arriveranno invece con il decreto attuativo.

Non va confuso con la “rottamazione quinquies” delle cartelle

C’è poi un’altra distinzione necessaria, perché nel 2026 convivono diversi strumenti di definizione agevolata e il rischio di confonderli è concreto.

Lo “straccia bollo” regionale riguarda la definizione agevolata dei tributi propri e delle entrate patrimoniali della Regione Siciliana secondo la specifica norma approvata dall’Ars.

Diverso è il meccanismo nazionale della cosiddetta rottamazione quinquies e, in particolare, quello relativo ai carichi affidati all’Agente della riscossione dagli enti territoriali. Quest’ultimo segue regole, finestre temporali e modalità proprie. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha infatti disciplinato separatamente la definizione dei carichi degli enti territoriali prevista dalla legge n. 88/2026.

Per il contribuente, dunque, sarà essenziale verificare che tipo di debito possiede, a quale ente è dovuto e in quale fase della riscossione si trova, prima di individuare la procedura applicabile.

Un’opportunità, ma non una cancellazione dei debiti

Per migliaia di siciliani che negli anni hanno accumulato pendenze relative al bollo automobilistico o ad altre entrate regionali, lo “straccia bollo” può rappresentare un’occasione significativa. Il vantaggio può diventare consistente soprattutto sulle posizioni più vecchie, dove sanzioni e interessi hanno progressivamente fatto lievitare l’importo originariamente dovuto.

Ma il messaggio deve essere chiaro: la Regione non cancella il debito principale. Offre invece una finestra temporale durante la quale il contribuente può chiudere la propria posizione versando quanto previsto dalla legge senza sopportare il costo ulteriore delle penalità.

E proprio la scadenza ravvicinata rende decisivo il decreto attuativo. Tra la definizione delle procedure e il 31 ottobre 2026 non ci sarà infatti un margine temporale particolarmente ampio. Chi sa di avere bolli automobilistici o altre pendenze nei confronti della Regione farà quindi bene, già da adesso, a ricostruire la propria posizione debitoria, senza però presentare istanze sulla base di procedure non ancora emanate.

La prossima tappa sarà la pubblicazione del decreto dell’assessorato all’Economia. Solo allora lo “straccia bollo” passerà definitivamente dalla Gazzetta ufficiale agli sportelli – fisici o telematici – a disposizione dei contribuenti siciliani.

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