È stata un’ischemia cardiaca a provocare la morte improvvisa di Sofia Barillà, la giovane studentessa palermitana deceduta nei giorni scorsi in Portogallo, dove si trovava per un periodo di studi nell’ambito del programma Erasmus. A stabilirlo è stata l’autopsia eseguita a Lisbona dalle autorità sanitarie portoghesi.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali, il decesso sarebbe avvenuto in maniera pressoché istantanea. Un responso che, pur non attenuando il dolore della famiglia, contribuisce a fare chiarezza sulle cause della tragedia che ha scosso Palermo e l’intera comunità studentesca.
La notizia della morte della giovane ha suscitato profonda commozione sia in Sicilia che negli ambienti universitari frequentati da Sofia. La ragazza, descritta da amici e conoscenti come solare, brillante e piena di progetti, stava vivendo un’importante esperienza di formazione all’estero quando è stata colta dal malore fatale.
Nel frattempo sono state completate le procedure necessarie per il rimpatrio della salma. Il rientro in Italia è previsto tra giovedì e venerdì grazie all’assistenza prevista dal programma Erasmus e al supporto delle autorità consolari italiane in Portogallo, che hanno seguito da vicino la vicenda sin dalle prime ore.
Una volta giunta a Palermo, la salma sarà trasferita nella chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, dove verranno celebrati i funerali. Sarà l’occasione per l’ultimo saluto da parte dei familiari, degli amici e di quanti hanno voluto manifestare la propria vicinanza alla famiglia Barillà in questi giorni di grande dolore.
Numerosi i messaggi di cordoglio giunti attraverso i social network e dalle istituzioni scolastiche e universitarie che hanno conosciuto Sofia durante il suo percorso di studi. Una tragedia che ha colpito profondamente la città, lasciando sgomento tra i giovani che, come lei, vivono esperienze di studio e crescita lontano da casa.
Nei prossimi giorni Palermo si stringerà attorno alla famiglia per accompagnare Sofia nel suo ultimo viaggio e ricordare una giovane vita spezzata troppo presto.




