La stagione delle nomine negli enti regionali siciliani si è ufficialmente aperta e, come da tradizione, non senza polemiche. La regia è quella della giunta guidata da Renato Schifani, che nelle ultime settimane ha completato la distribuzione di incarichi strategici in aziende pubbliche, consorzi universitari, istituti autonomi case popolari ed enti parco. A colpire, più che i nomi, è il metodo: ancora una volta, ex deputati, ex sottosegretari e candidati non eletti sono tornati in scena, rafforzando l’impressione che il sottogoverno resti terreno fertile per la politica in cerca di ricollocazioni.
L’Azienda Siciliana Trasporti
L’avvio del risiko delle poltrone si è avuto con la nomina di Luigi Genovese, 29 anni, ex deputato regionale, chiamato a guidare l’Azienda Siciliana Trasporti. Figlio di Francantonio Genovese – già sindaco di Messina, deputato regionale e nazionale, poi condannato nell’ambito di un’inchiesta sulla formazione – il giovane politico non era riuscito a rientrare all’Ars nelle ultime elezioni.
I consorzi universitari
Ma le nomine non si sono fermate qui. Nei consorzi universitari, ad esempio, spiccano figure dal passato parlamentare o amministrativo:
- ad Agrigento il Consorzio Empedocle sarà guidato da Antonio Nenè Mangiacavallo, già deputato e sottosegretario nei governi D’Alema e Amato;
- a Noto il Consorzio Mediterraneo Orientale passa a Corrado Bonfanti, ex sindaco e coordinatore provinciale di Forza Italia, candidato non eletto alle regionali del 2022;
- a Ragusa la presidenza va a Domenico Mimmo Arezzo, ex primo cittadino ed ex esponente di An;
- a Caltanissetta è stato scelto Gianluca Tumminelli, nome ben visto dalla Lega locale.
Gli Istituti autonomi case popolari
Scenario simile negli Iacp (Istituti autonomi case popolari), dove si registrano ritorni eccellenti: Giuseppe Picciolo, già deputato regionale, approda a Messina; a Palermo arriva Francesco Riggio, con un passato al Pd e una sospensione per vicende giudiziarie; ad Acireale tocca a Nino Garozzo, ex sindaco e deputato di Forza Italia; mentre nelle altre province si alternano figure legate a Lega e Fratelli d’Italia, fra cui Giovanni Moscato (Ragusa) e Alessia Scorpo (Siracusa).
Gli enti parco
Non mancano le nuove guide degli enti parco: il fluviale dell’Alcantara va a Carmelo Calabrò, 70 anni, ex candidato con Grande Sud; quello dei Nebrodi conferma Domenico Barbuzza; il Parco delle Madonie passa a Giuseppe Ferrarello, sindaco di Gangi; mentre il Parco dell’Etna viene affidato a Massimiliano Giammusso, sindaco di Gravina di Catania ed esponente di Fratelli d’Italia.
Le poltrone di sottogoverno: rifugio privilegiato di ex deputati e candidati trombati
Il quadro complessivo appare chiaro: le poltrone di sottogoverno, lungi dall’essere frutto di un rinnovamento, continuano a rappresentare il rifugio privilegiato di politici non eletti o usciti di scena. Una prassi che solleva più di un interrogativo: davvero queste figure rappresentano le competenze migliori per guidare enti strategici? Oppure, ancora una volta, la logica della spartizione e della compensazione politica ha avuto la meglio sul merito?
Una domanda legittima, che i cittadini siciliani si pongono di fronte all’ennesima partita delle nomine, tra ricollocazioni e vecchie conoscenze.




