In un momento cruciale in cui la Regione Sicilia si prepara a lanciare azioni concrete per contrastare lo spopolamento delle aree interne, si rende necessario aprire una profonda e collettiva riflessione su questo grave fenomeno che coinvolge non solo la nostra comunità ma diverse realtà simili del territorio siciliano.
Partendo da queste premesse, l’Avv. Iano Antoci sottolinea l’importanza di un confronto serio e organico che superi le iniziative episodiche, coinvolgendo attivamente tutte le parti interessate: istituzioni, imprese, cittadini e amministrazioni pubbliche. Solo attraverso un percorso condiviso di analisi, progettazione e attuazione si potranno individuare e realizzare strategie efficaci per lo sviluppo sostenibile delle aree interne della Sicilia.
Le riflessioni dell’Avv. Antoci rappresentano un forte stimolo a rompere il silenzio e la rassegnazione di fronte a quello che spesso viene considerato un destino inevitabile. Tuttavia, lo spopolamento e l’abbandono di territori ricchi di patrimonio storico, culturale e naturalistico possono essere fermati grazie a misure mirate, risorse adeguate e a un impegno costante e condiviso.
Ecco il testo integrale della lettera inviata al Direttore del giornale Quadro Chiaro:
“Egregio Direttore,
prendo spunto dalla recente pubblicazione della notizia secondo la quale la Regione Sicilia si appresta ad adottare e promuovere azioni positive al fine di contrastare lo spopolamento che interessa le aree interne, alle considerazioni che sullo stesso tema sono state esternate in occasione della celebrazione del 20 anniversario del Gal Nebrodi Plus nonché ai recenti interventi pubblicati sul giornale da lei diretto, non certo per commentare tali notizie e/o interventi circostanza che sfocerebbe inevitabilmente in una ulteriore e non breve dissertazione sugli atti adottati dalla mano pubblica, quanto piuttosto per richiamare l’attenzione sulla impellente e non più rinviabile necessità di un serio approfondimento e di una matura riflessione sul fenomeno che investe in maniera tragica la nostra (e non solo la nostra) comunità.
Una corale riflessione per ragionare sulle cause generali e specifiche del fenomeno e sulle misure, iniziative strategiche ed azioni che, sinergicamente, privati, imprese, amministrazioni pubbliche, dovrebbero programmare e realizzare.
L’inverno demografico, lo spopolamento delle are interne, l’abbandono di luoghi di grande interesse storico, urbanistico e naturalistico non sono una ineluttabile e non contrastabile prospettiva. Siamo ancora in tempo per evitare un destino che, sembra ma, non è assolutamente irreversibile! Lo confermano realtà comunali molto vicini a Mistretta e con caratteristiche ambientali e socioeconomiche sovrapponibili.
Certo, non sarà impresa né facile né semplice; occorre individuare con attenzione le criticità, gli obiettivi da perseguire e raggiungere, le misure da adottare, i tempi di attuazione, i soggetti che dovranno realizzarli e monitorarli, le risorse necessarie, in un quadro organico e credibile.
Bisognerà abbandonare la logica delle iniziative spot, delle prospettive miracolose, del rassegnarsi ad un destino cinico e baro. Ecco, contrastare la rassegnazione, richiedendo un impegno costante e attento a tutti gli attori, disegnando una prospettiva di sviluppo seria e credibile.
Egregio direttore,
ovviamente, non è questa la sede per approfondire e/o immaginare già da adesso cosa fare, come farlo e con chi, né io ho la presunzione di avere tutte le risposte.
È mia sola intenzione quella di gettare un sasso nello stagno; di stimolare la coscienza, l’intelligenza e l’impegno di quanti, e sono tantissimi, possono dare una mano, certo che solo così si potranno gettare le basi per avviare una inversione della tendenza che, diversamente, condurrà ad esiti fatali. Credo che l’iniziativa di promuovere un primo confronto di approfondimento e discussione tra quanti vorranno esserci, in primis l’Amministrazione comunale, possa essere egregiamente assunta dal giornale da lei diretto che vanta numerosi ed affezionati lettori.
La saluto cordialmente e Le manifesto la mia disinteressata disponibilità a collaborare con le preliminari iniziative che dovessero essere programmate”.




