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SS. Ecce Homo, la festa diventata grande: Mistretta si prepara ad accogliere Al Bano

Pubbliredazionale

Giovedì 10 settembre, in piazza San Felice, il concerto gratuito di uno degli interpreti più amati della musica italiana. Un appuntamento prestigioso che consacra il lavoro del Comitato e la crescita di una celebrazione ormai capace di competere, per numeri, organizzazione e richiamo, con la festa patronale.

Ci sono feste che sono “principali” per definizione, perché legate al santo patrono e iscritte da secoli nella gerarchia religiosa e civile di una comunità. E ce ne sono altre che diventano grandi grazie alla devozione popolare, alla capacità organizzativa e all’impegno di chi, anno dopo anno, riesce a trasformare una ricorrenza in un appuntamento atteso ben oltre i confini cittadini.

La festa del Santissimo Ecce Homo di Mistretta appartiene ormai a questa seconda categoria. Considerarla ancora una celebrazione minore significherebbe fermarsi alle definizioni e ignorare la realtà. Per partecipazione, maestosità, qualità del programma, risorse mobilitate e capacità di attrazione, i festeggiamenti della seconda domenica di settembre hanno raggiunto una dimensione che non ha nulla da invidiare alla grande festa patronale di San Sebastiano.

Non si tratta di alimentare una competizione tra devozioni che appartengono entrambe all’identità più profonda di Mistretta. San Sebastiano rimane il patrono, il simbolo nel quale la città si riconosce. Ma proprio il rispetto dovuto alla festa principale consente di riconoscere, senza complessi e senza forzature, ciò che il Comitato del SS. Ecce Homo è riuscito a costruire: una manifestazione religiosa e popolare divenuta uno degli eventi più importanti dell’intero comprensorio nebroideo.

La conferma più evidente arriverà giovedì 10 settembre 2026, quando alle 22, in piazza San Felice, salirà sul palco Al Bano, accompagnato dalla sua band. Il concerto sarà a ingresso gratuito, offerto alla città e alle migliaia di persone che si prevede raggiungeranno Mistretta dai Nebrodi, dalle Madonie e da numerosi altri centri della Sicilia.

La scelta di Al Bano non rappresenta soltanto il colpo di prestigio inserito in un programma importante. È, piuttosto, il punto di arrivo di una crescita costruita nel tempo. Il Comitato ha voluto offrire al pubblico un artista capace di parlare a generazioni diverse, una voce che attraversa oltre mezzo secolo di musica italiana e che ha accompagnato la vita di milioni di persone. Brani come Nel sole, Ci sarà, Sharazan e Felicità appartengono ormai alla memoria collettiva del Paese.

Portare gratuitamente un artista di questa levatura nel cuore di Mistretta significa compiere una scelta culturale prima ancora che spettacolare. Vuol dire rendere accessibile a tutti un grande evento, restituendo alla festa quella funzione di incontro che, nei piccoli centri, assume un valore ancora più profondo. Piazza San Felice diventerà uno spazio nel quale potranno ritrovarsi famiglie, giovani, anziani, residenti, emigrati tornati per l’occasione e visitatori provenienti da fuori.

Dietro la serata del 10 settembre, tuttavia, non c’è soltanto il nome prestigioso scritto su un manifesto. Ci sono mesi di lavoro, contatti, responsabilità, raccolta di risorse, ricerca degli sponsor, adempimenti amministrativi e pianificazione. Organizzare un concerto di queste dimensioni significa confrontarsi con esigenze tecniche, sicurezza, viabilità, accoglienza e servizi. È proprio nella capacità di tenere insieme tutti questi aspetti che si misura la maturità raggiunta dal Comitato.

Al Bano è dunque la parte più luminosa e visibile di un lavoro molto più ampio. Non un trofeo da esibire, ma il segno della credibilità conquistata negli anni da un gruppo capace di trasformare entusiasmo, competenze differenti e spirito associativo in una vera macchina organizzativa.

I numeri raccontano con chiarezza questa crescita. Nel 2025, secondo i rendiconti resi pubblici, il Comitato dell’Ecce Homo ha gestito risorse per circa 70 mila euro, a fronte degli 89 mila euro della festa di San Sebastiano. Il confronto non serve a stabilire graduatorie tra celebrazioni diverse per storia e funzione, ma restituisce la misura raggiunta da una festa che, soltanto fino a qualche decennio fa, veniva considerata secondaria.

Il successo non è frutto dell’improvvisazione, ma il risultato di una visione coltivata negli anni. Già nel 2016 il Comitato offrì alla città il concerto gratuito di Annalisa, artista che avrebbe successivamente raggiunto una dimensione internazionale. Nel 2018 fu la volta di Giusy Ferreri, allora protagonista di una stagione particolarmente fortunata della sua carriera. Non due episodi isolati, ma le tappe di un progetto preciso: affiancare alla solennità religiosa una proposta artistica di alto livello, capace di richiamare pubblico, promuovere Mistretta e generare ricadute positive per le attività commerciali e ricettive. L’arrivo di Al Bano rappresenta oggi la naturale evoluzione di quel percorso e ne costituisce, per prestigio e forza evocativa, uno dei momenti più significativi.

Ma la forza dei festeggiamenti rimane innanzitutto nelle loro radici. La devozione al SS. Ecce Homo ha attraversato generazioni di mistrettesi. Dopo la soppressione degli enti ecclesiastici, nel 1866, furono le donne della Pia Congregazione a custodire e alimentare il culto. Successivamente il testimone passò alla Società Agricola di Mutuo Soccorso, alla quale venne affidato il compito di solennizzare ogni anno la festa di Gesù flagellato. Oggi quella responsabilità continua a vivere nell’impegno del Comitato.

Nella chiesa di Santa Maria di Gesù, al momento in fase di restaurazione, viene custodito il prezioso simulacro ligneo, risalente alla prima metà del Seicento e attribuito a Frate Umile da Petralia. Nel 2017, grazie all’iniziativa promossa dai giovani legati alla Società Agricola, la statua fu sottoposta a un accurato intervento di restauro conservativo che ne restituì i colori originari e la straordinaria intensità espressiva. Furono restaurati anche l’antico mantello settecentesco e gli ex voto in argento, alcuni interventi vennero sostenuti direttamente da componenti del Comitato.

È un passaggio che racconta molto più di qualsiasi slogan. Prima ancora di organizzare spettacoli, il gruppo ha dimostrato di sapere custodire il patrimonio religioso e artistico che gli è stato affidato. La grandezza di una festa, infatti, non si misura soltanto dalla fama dell’artista chiamato sul palco, ma dalla capacità di conservare la memoria e consegnarla intatta alle generazioni future.

Il novenario, i drappi rossi che richiamano la Passione di Cristo, la lampada votiva, la processione del simulacro e della Varetta con la reliquia della Santa Croce, i ceri offerti dai fedeli, la banda musicale, le luminarie e la partecipazione popolare continuano a costituire l’anima della celebrazione. Lo spettacolo non sostituisce la fede: le offre una cornice capace di coinvolgere l’intera comunità.

È questo equilibrio tra devozione, tradizione e capacità di innovare ad avere reso la festa del SS. Ecce Homo un appuntamento di grande richiamo. Il Comitato ha compreso che una celebrazione religiosa può diventare anche occasione di promozione territoriale, senza smarrire la propria identità. Ogni visitatore che raggiungerà Mistretta per il concerto scoprirà una città ricca di storia, chiese, palazzi, tradizioni e bellezze paesaggistiche. Bar, ristoranti, strutture ricettive e attività commerciali potranno beneficiare di un movimento che assume un valore economico concreto per tutto il territorio.

La sera del 10 settembre, quando la voce di Al Bano riempirà piazza San Felice, non sarà soltanto un grande artista a prendersi la scena. Sul palco salirà idealmente anche una comunità che ha creduto nella propria festa e un Comitato che ha avuto l’ambizione, il coraggio e la capacità di pensare in grande.

La festa del SS. Ecce Homo rimane “secondaria” soltanto nella tradizionale gerarchia delle ricorrenze cittadine. Nei fatti è diventata una delle principali manifestazioni di Mistretta: per partecipazione, maestosità, organizzazione e richiamo. Il concerto gratuito di Al Bano non farà altro che rendere evidente ciò che la città e il territorio hanno già compreso da tempo.

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