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SS113 ancora chiusa per caduta massi tra Torremuzza e Castel di Tusa

Dopo giorni di disagi e apprensione, la riapertura della SS113 Settentrionale Sicula nel tratto tra Santo Stefano di Camastra e Canneto di Caronia ha restituito respiro a residenti e automobilisti. Ma la normalità è durata poco: una nuova criticità si è registrata nelle ultime ore nei pressi del km 160, tra Torremuzza (frazione di Motta d’Affermo) e Castel di Tusa, dove una caduta massi ha reso necessaria la chiusura della strada.

Nuova emergenza al km 160

Ma mentre si chiudono alcune emergenze, se ne aprono altre. Proprio nelle ultime ore, un nuovo distacco di massi dal costone ha interessato il tratto della SS113 nei pressi del km 160, tra Torremuzza e Castel di Tusa.

Il materiale roccioso è finito sulla carreggiata, rendendo necessaria la chiusura immediata del tratto per motivi di sicurezza. Sul posto sono già al lavoro operai e tecnici ANAS, impegnati nella rimozione dei detriti e nelle verifiche del versante sovrastante. Si tratta di una zona particolarmente delicata, a pochi chilometri dal bivio per Pettineo e Castel di Lucio, dove già in passato si sono registrati episodi simili.

Viabilità a singhiozzo lungo la costa

Negli ultimi giorni, la SS113 sta vivendo una situazione a dir poco altalenante: tratti che riaprono e altri che vengono chiusi nel giro di poche ore. Una condizione che mette in difficoltà pendolari, mezzi di soccorso e attività economiche locali.

Monitoraggi continui e prudenza alla guida

ANAS ha confermato che, anche nei tratti riaperti, proseguiranno i monitoraggi costanti per verificare eventuali movimenti del terreno. L’attenzione resta alta, in particolare nelle aree più esposte al rischio idrogeologico. Agli automobilisti si raccomanda la massima prudenza e di informarsi prima di mettersi in viaggio, considerando la possibilità di nuove chiusure o limitazioni al traffico.

Una fragilità che richiede risposte strutturali

L’ennesima chiusura al km 160 conferma una realtà ormai evidente: la SS113, arteria fondamentale per la costa tirrenica, è sempre più vulnerabile. Gli interventi tempestivi permettono di gestire le emergenze, ma la frequenza degli eventi impone una riflessione più ampia sulla necessità di opere strutturali e di una strategia di prevenzione efficace. Nel frattempo, la viabilità resta appesa a un equilibrio precario, tra riaperture attese e nuove improvvise interruzioni.

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