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Strage di Monreale, chiesto il rinvio a giudizio per tre giovani dello Zen: triplice omicidio e sparatoria tra la folla

La Procura accelera sull’inchiesta per la strage di Monreale e chiede il processo per tre giovani del quartiere Zen. L’udienza preliminare è fissata per il 25 marzo davanti al Gup del Tribunale di Palermo.


Triplice omicidio in strada, chiesto il rinvio a giudizio

La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per Salvatore Calvaruso, Mattias Conti e Samuel Acquisto, accusati a vario titolo della strage avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 aprile 2025 a Monreale, costata la vita ad Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvatore Turdo.

I tre imputati, tutti provenienti dal quartiere Zen, dovranno comparire il 25 marzo davanti alla giudice per l’udienza preliminare Marta Maria Bossi, chiamata a decidere se disporre il processo.

Le accuse sono pesanti: strage, concorso in omicidio, tentato omicidio, rissa aggravata, porto e detenzione illegale di arma da sparo. Tutti i capi d’imputazione sono contestati con l’aggravante dei futili motivi.


La ricostruzione dell’eccidio

Il triplice delitto si consumò in via Benedetto D’Acquisto, in una zona particolarmente affollata di giovani e famiglie. Secondo la ricostruzione degli investigatori, quella sera in strada si trovavano oltre cinquanta persone.

Per la Procura sarebbero stati Conti e Calvaruso a esplodere più di venti colpi di pistola ad altezza d’uomo, in mezzo alla folla. Acquisto, invece, avrebbe avuto un ruolo di supporto logistico: guidava una delle moto utilizzate dal gruppo e, secondo l’impianto accusatorio, avrebbe incitato gli altri a sparare.

Oltre alle tre vittime, due giovani — un minorenne e un trentaduenne — rimasero feriti accidentalmente dai proiettili. Anche per questi episodi è contestato il tentato omicidio.


Una lite degenerata per motivi banali

All’origine della sparatoria, sempre secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, vi sarebbe stata una lite nata per futili motivi: le scorribande in motorino ad alta velocità tra i passanti e i tavolini dei pub avrebbero provocato tensioni con altri giovani presenti in strada.

Una discussione degenerata rapidamente in rissa, fino all’esplosione dei colpi d’arma da fuoco. Un’azione definita dagli investigatori «indiscriminata», compiuta in un contesto urbano densamente frequentato.


Il quadro probatorio

L’impianto accusatorio si fonda su:

  • immagini di videosorveglianza della zona;
  • testimonianze raccolte tra i presenti;
  • accertamenti balistici;
  • attività tecniche e analisi investigative sui movimenti del gruppo.

Elementi che, secondo la Procura, delineerebbero un’azione coordinata e consapevole.


La prossima tappa giudiziaria

Sarà ora il giudice dell’udienza preliminare a valutare la solidità delle accuse e decidere se mandare a processo i tre imputati davanti alla Corte d’Assise.

La vicenda ha profondamente scosso la comunità di Monreale e l’intera area metropolitana palermitana, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla diffusione delle armi tra i giovani.

Il 25 marzo rappresenterà il primo snodo decisivo verso l’eventuale apertura del dibattimento per uno dei fatti di sangue più gravi registrati in Sicilia negli ultimi anni.

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