La recente presentazione della bozza della nuova rete ospedaliera siciliana, illustrata dall’Assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha acceso il dibattito in tutta l’isola. Il piano prevede una riduzione di 367 posti letto ospedalieri su tutto il territorio, con l’obiettivo di riorganizzare l’offerta sanitaria regionale. Tuttavia, la proposta è ancora in fase di definizione e potrà essere modificata dopo il confronto con Comuni, Sindacati e la Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana.
La voce dei territori: “Decisioni che penalizzano i più deboli”
I Presidenti dei Consigli Comunali di Pettineo (Gianfranco Gentile), Tusa (Rosaria Piscitello) e Castel di Lucio (Salvatore Noto) hanno espresso congiuntamente il loro disappunto per i contenuti della bozza. Sottolineano come la realtà dei piccoli comuni sia caratterizzata da una popolazione prevalentemente anziana e da una crescente richiesta di assistenza sanitaria. Il taglio dei posti letto, secondo loro, rischia di compromettere il diritto alla salute, soprattutto nelle aree interne e più disagiate.
“Siamo consapevoli della necessità di una sanità efficiente e in armonia con i territori, ma non possiamo condividere decisioni che penalizzeranno gli ospedali siciliani. Non si può riorganizzare la sanità pubblica solo con la logica dei numeri e del taglio della spesa. Serve una visione territoriale che tenga conto della mobilità complicata e dello spopolamento che rende questi comuni zone a rischio.”
Un episodio emblematico
A rafforzare la loro posizione, i Presidenti ricordano il recente caso di una giovane donna di Caronia che ha partorito in auto, durante il tragitto verso il reparto di ostetricia e ginecologia di Messina, a causa della distanza e della carenza di servizi nei territori periferici.
L’appello alle istituzioni
I rappresentanti dei Consigli Comunali lanciano un appello al Presidente della Regione, Renato Schifani, all’Assessore Faraoni e a tutto il Governo e Parlamento regionale, affinché si garantisca il mantenimento dei livelli minimi di assistenza ospedaliera nella provincia di Messina e si riveda la bozza tenendo conto delle esigenze dei territori più marginali.
La riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana continua a suscitare preoccupazione, soprattutto nei piccoli comuni, che temono un ulteriore indebolimento dei servizi sanitari essenziali. Il confronto con le istituzioni locali e i sindacati sarà determinante per il futuro della sanità regionale.




