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Tangenti per il rilascio delle salme all’ospedale Cervello di Palermo: arrestati 3 dipendenti

Un nuovo, pesante capitolo nell’inchiesta sul presunto sistema di tangenti legate alle camere mortuarie degli ospedali di Palermo si è aperto nelle ultime ore. Dopo la maxi-inchiesta al Policlinico Paolo Giaccone dello scorso dicembre, con numerosi arresti e indagati per corruzione, la Procura di Palermo ha emesso una serie di misure cautelari anche per dipendenti della camera mortuaria dell’Ospedale Cervello.

Dicembre 2025 — L’inchiesta al Policlinico Paolo Giaccone

A metà dicembre 2025 la Procura di Palermo ha coordinato una vasta indagine su un presunto “business del caro estinto” al Policlinico cittadino. Secondo gli inquirenti, operatori della camera mortuaria e titolari di imprese funebri avrebbero istituito un vero e proprio sistema di corruzione e associazione a delinquere, chiedendo mazzette per accelerare l’uscita delle salme ai familiari e per favorire specifiche imprese di pompe funebri.

In quell’ambito sono stati accertati decine di casi di corruzione. Gli investigatori hanno documentato tangenti di varie entità, in alcuni casi riprese da telecamere di sicurezza o intercettazioni ambientali. Le accuse principali riguardavano associazione per delinquere, corruzione e concussione.

Febbraio 2026 — Nuovo sviluppo: indagine al Cervello

Nei giorni scorsi la Procura ha deciso di allargare l’indagine agli operatori della camera mortuaria dell’Ospedale Cervello. Tre dipendenti – Vincenzo Romano, 67 anni, da pochi mesi in pensione, Onofrio Leonardo, 61 anni, è Giuseppe Suriano, 56 anni – sono stati raggiunti da ordinanza di arresti domiciliari per reati di corruzione e associazione a delinquere.

Secondo gli investigatori della sezione anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo, guidati dal dirigente Antonio Sfameni, le indagini sarebbero state ostacolate da tentativi di inquinamento probatorio da parte degli indagati. Una microspia installata dagli agenti avrebbe però permesso di registrare conversazioni e strategie messe in atto dagli indagati per eludere la giustizia.

Modalità del presunto sistema corruttivo

Sempre stando alle risultanze investigative, gli indagati avrebbero accelerato le pratiche per la cura e il rilascio delle salme anche in assenza delle previste autorizzazioni comunali. Sarebbero state favorite alcune imprese funebri, indirizzando i familiari dei deceduti verso queste aziende in cambio di compensi economici. In almeno un caso gli investigatori avrebbero ripreso in video il passaggio di denaro tra rappresentanti di pompe funebri e un dipendente dell’obitorio, circa 500 euro. Le misure applicate negli ultimi mesi includono arresti domiciliari per tre dipendenti del Cervello (feb­braio 2026). Arresti e richieste di altre misure per operatori e impresari funebri nel caso del Policlinico (dicembre 2025).

L’inchiesta sulle tangenti nelle camere mortuarie degli ospedali di Palermo mette in luce una zona grigia particolarmente delicata della sanità pubblica, dove il dolore delle famiglie avrebbe potuto trasformarsi in occasione di profitto illecito. Il ripetersi dello stesso schema corruttivo in strutture diverse – dal Policlinico all’ospedale Cervello – suggerisce l’esistenza di un sistema non episodico, ma strutturato, capace di sopravvivere nel tempo grazie alla scarsa trasparenza e alla fragilità dei controlli interni.

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