spot_img
spot_img

Taormina, bimbo di due anni morto dopo mesi di ricovero in Cardiochirurgia: aperta un’inchiesta, oltre 15 sanitari indagati

La Procura di Messina ha aperto un procedimento penale per fare piena luce sulla morte di un bambino di due anni e tre mesi, deceduto il 17 febbraio 2026 dopo un lungo ricovero nel reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale Ospedale San Vincenzo. Nel registro degli indagati risultano iscritti, allo stato, oltre quindici sanitari che ebbero in cura il piccolo nel corso dei mesi di degenza.

Nei prossimi giorni verrà conferito l’incarico ai consulenti tecnici del pubblico ministero per l’esecuzione dell’autopsia, esame ritenuto fondamentale per accertare con precisione le cause del decesso ed eventuali responsabilità.

Il ricovero e l’intervento

Il bambino era arrivato al San Vincenzo nel marzo 2025, proveniente da Catania, dove era stato inizialmente valutato per una miocardite, un’infiammazione del muscolo cardiaco che nei casi più gravi può compromettere seriamente la funzionalità del cuore.

Trasferito nella struttura taorminese, specializzata in cardiochirurgia pediatrica, il piccolo era stato sottoposto a un intervento chirurgico nel tentativo di stabilizzare il quadro clinico. Secondo quanto emerso, dopo l’operazione le sue condizioni non sarebbero mai tornate stabili, rendendo necessario un ricovero protratto per diversi mesi, tra terapie intensive, monitoraggi costanti e trattamenti farmacologici.

Nonostante gli sforzi dell’équipe medica, il bambino non si sarebbe mai completamente ripreso, fino al decesso avvenuto il 17 febbraio scorso.

L’inchiesta della Procura

Come previsto in casi analoghi, soprattutto quando si tratta di pazienti minori e di decessi avvenuti in ambito ospedaliero dopo interventi complessi, la magistratura ha disposto l’apertura di un fascicolo per accertare eventuali profili di responsabilità.

L’iscrizione di oltre quindici sanitari nel registro degli indagati rappresenta, in questa fase, un atto dovuto a garanzia degli stessi professionisti, che potranno così nominare propri consulenti di parte e partecipare agli accertamenti irripetibili, a cominciare dall’autopsia.

L’esame autoptico dovrà chiarire se il decesso sia riconducibile esclusivamente alla gravità della patologia iniziale e alle complicanze insorte nel tempo oppure se vi siano stati eventuali errori, ritardi o omissioni nel percorso diagnostico-terapeutico.

Attesa per l’autopsia

Il conferimento dell’incarico ai consulenti del pubblico ministero è atteso nei prossimi giorni. All’esame tecnico parteciperanno anche eventuali consulenti nominati dalla famiglia del bambino e dai medici coinvolti. Solo al termine degli accertamenti medico-legali sarà possibile delineare un quadro più preciso delle cause della morte e stabilire se sussistano o meno responsabilità penali.

Autore

spot_img

Ultime News

Related articles