Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Catania ha accolto il ricorso presentato da un’imprenditrice di Tortorici, rappresentante legale di una società attiva nel territorio di Tortorici, annullando l’interdittiva antimafia emessa nei suoi confronti e i provvedimenti amministrativi collegati. Tra questi, il sequestro di tutti i capi bovini presenti in azienda e il divieto assoluto di movimentazione.
L’avvocato Gabriella Regalbuto, del Foro di Patti, ha sostenuto davanti al TAR l’illegittimità dell’interdittiva, evidenziando come non fossero stati forniti elementi a dimostrazione del rischio attuale di interferenze da parte di gruppi criminali né l’effettiva esistenza di tentativi di agevolazione. Il tribunale, in una sentenza emessa in forma semplificata, ha quindi annullato integralmente il provvedimento prefettizio e quelli ad esso collegati.
In particolare, la decisione del TAR ha comportato anche la revoca del provvedimento comunale con cui era stata sospesa la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il Comune di Tortorici, nonché la cancellazione dell’ordinanza dell’ASP di Messina che aveva disposto il “sequestro” di tutti i bovini aziendali, provvedimento che avrebbe paralizzato ogni attività economica dell’impresa.
Questa sentenza rappresenta un importante punto di svolta nel delicato ambito delle interdittive antimafia, spesso emesse sulla base di situazioni riconducibili a persone vicine all’imprenditore e non direttamente all’impresa stessa. Tali provvedimenti rischiano di limitare ingiustamente il diritto fondamentale alla libertà di iniziativa economica sancito dalla Costituzione.
Nel caso in esame, l’intervento del TAR ha scongiurato conseguenze molto gravi per l’attività economica dell’imprenditrice e dimostra quanto sia importante garantire un equilibrio tra la necessità di contrastare infiltrazioni criminali e la tutela dei diritti degli imprenditori onesti.




