Magnitudo 6.2 secondo la scala locale INGV, epicentro al largo della costa cosentina. Nessun danno grave segnalato nelle prime ore, ma il sisma è stato avvertito in Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania e Puglia. Focus sull’isola: segnalazioni dal Messinese al Palermitano, fino al Catanese e al Nisseno.
Una forte scossa di terremoto ha svegliato il Sud Italia nella notte tra l’1 e il 2 giugno. Alle 00:12:35 la Sala Sismica INGV di Roma ha registrato un evento sismico di magnitudo ML 6.2, Mw 6.1, con epicentro in mare davanti alla costa calabrese nord-occidentale, nei pressi di Amantea, in provincia di Cosenza. L’ipocentro, localizzato a circa 250 chilometri di profondità, ha favorito un risentimento molto ampio, percepito a grande distanza dall’area epicentrale.
In Calabria la paura è stata immediata. La scossa è stata avvertita distintamente a Cosenza e nell’area urbana, soprattutto ai piani alti degli edifici, ma segnalazioni sono arrivate anche dal Reggino, dal Vibonese e dal Catanzarese. Molti cittadini sono scesi in strada, mentre le sale operative sono state raggiunte da chiamate di verifica e richieste di informazioni. Nelle prime ore non risultano danni gravi o feriti, ma il monitoraggio resta attivo.
L’elemento più rilevante dell’evento è la sua estensione geografica. Il terremoto è stato sentito in Campania, Basilicata, Puglia e Sicilia. A Napoli e in diversi comuni dell’area vesuviana, come Portici, numerosi residenti hanno riferito oscillazioni dei lampadari e tremori ai piani alti. In Basilicata la scossa è stata percepita soprattutto nelle zone più vicine al confine calabrese.
Il focus sulla Sicilia: l’isola svegliata dalla scossa
In Sicilia il terremoto è stato avvertito con particolare chiarezza nelle province più esposte al Tirreno meridionale. Le segnalazioni più numerose riguardano il Messinese, area naturalmente collegata alla Calabria dallo Stretto e già sensibile alla sismicità del settore tirrenico e ionico. La scossa è stata percepita anche nel Palermitano, dove diversi cittadini hanno raccontato di letti, porte e lampadari in movimento per alcuni secondi.
Segnalazioni sono arrivate inoltre dal Nisseno e dal Catanese, a conferma della propagazione ampia delle onde sismiche. La profondità elevata dell’evento ha ridotto, secondo gli esperti, la probabilità di danni concentrati in superficie, ma ha permesso al sisma di essere percepito su un’area molto vasta. È proprio questa combinazione — magnitudo significativa e ipocentro profondo — ad aver reso la scossa riconoscibile anche a centinaia di chilometri dall’epicentro.
Nel Messinese la paura è stata amplificata dalla memoria sismica del territorio. Lo Stretto di Messina e la Sicilia orientale convivono da sempre con una storia geologica complessa, segnata da eventi distruttivi e da una forte attenzione pubblica al rischio terremoti. Per questo, anche in assenza di danni immediati, la percezione della scossa ha generato apprensione e un’ondata di segnalazioni sui social e ai canali informativi.
Perché si è sentita così lontano
Secondo l’INGV, l’evento rientra nella sismicità profonda del Tirreno meridionale, legata ai processi di subduzione della litosfera ionica sotto l’arco calabro. In termini semplici, il terremoto non si è generato in superficie, ma molto in profondità. Questo spiega perché, pur essendo stato localizzato al largo della Calabria, sia stato avvertito in un’area così ampia del Mezzogiorno.
La mappa di scuotimento elaborata con i dati sismici e accelerometrici indica livelli diffusi nelle regioni meridionali, con valori massimi fino al IV-V grado della scala MCS. Si tratta di un’intensità compatibile con una scossa avvertita nettamente dalla popolazione, soprattutto in edifici alti, ma non necessariamente associata a danni rilevanti.
Controlli e monitoraggio
La Protezione civile, i Vigili del fuoco e le strutture regionali stanno seguendo l’evoluzione della situazione. Le verifiche riguardano soprattutto edifici pubblici, infrastrutture, scuole, ospedali e reti di trasporto. In casi di terremoti profondi e ampiamente risentiti, la raccolta delle segnalazioni dei cittadini è fondamentale per ricostruire la reale distribuzione degli effetti sul territorio.
In Sicilia, l’attenzione resta alta ma non risultano, nelle prime ore, criticità gravi. Le autorità raccomandano di attenersi solo a fonti ufficiali, evitare la diffusione di notizie non verificate e segnalare eventuali danni ai canali competenti.




