Cambio al vertice dell’assessorato regionale all’Agricoltura. Salvatore Barbagallo, che aveva assunto l’incarico lo scorso aprile, si è dimesso per motivi personali. Le dimissioni, presentate venerdì, sono effettive da oggi, lunedì 22 settembre.
Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha espresso parole di ringraziamento per Barbagallo, sottolineando «l’impegno, la dedizione e la professionalità» con cui ha guidato il settore agricolo in questi mesi.
Ritorna Luca Sammartino
A prendere il posto di Barbagallo sarà Luca Sammartino, esponente della Lega e già assessore all’Agricoltura da novembre 2023 ad aprile 2024. Il governatore Schifani firmerà in giornata il decreto di nomina, dopo il rientro di Sammartino da Pontida.
Il ritorno del politico catanese potrebbe riaprire anche il dibattito sulla vicepresidenza della Regione, tema che potrebbe finire sul tavolo del prossimo vertice di maggioranza.
La manovra finanziaria al centro del dibattito
Parallelamente, resta acceso il confronto sulla cosiddetta “finanziaria quater”, una manovra da oltre 100 milioni di euro. Schifani ha ribadito la volontà di mettere ordine alle richieste, evitando quello che ha definito «l’assalto alla diligenza».
Le regole fissate dal presidente sono chiare: niente “mancette”, solo progetti strutturali e infrastrutturali. Ogni deputato dovrà assumersi la responsabilità delle proprie proposte firmando personalmente gli emendamenti.
Pioggia di emendamenti dall’opposizione
Nel frattempo, dall’opposizione sono arrivati circa 200 emendamenti: metà dal Movimento 5 Stelle e metà dal Partito Democratico. Molti di questi convergono su temi come:
- un fondo per ridurre le liste d’attesa in sanità,
- contributi ai Comuni per le comunità alloggio destinate a disabili psichici,
- incentivi per il fotovoltaico e le auto elettriche,
- sostegni per il recupero di immobili nei centri montani,
- maggiori risorse per l’assistenza scolastica e alla comunicazione.
Il governo, invece, intende riproporre misure già discusse nei mesi scorsi, come i contributi all’editoria, gli incentivi per il “south working” e le norme sui Consorzi di bonifica.
L’attesa in Commissione bilancio
Il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, ha già escluso l’ipotesi di un maxi-emendamento che accorpi tutte le richieste dei deputati. Tuttavia, non è escluso che alcune proposte del governo possano confluire in un testo unico “snellito” e privo di logiche spartitorie.
Ora l’attenzione è tutta sulla Commissione bilancio, che dovrà avviare l’esame degli emendamenti e trasformare la manovra in un provvedimento concreto.




