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Torrenova è pronta per l’Amunì Festival: l’intervista al sindaco Castrovinci

Dal 5 al 7 settembre migliaia di persone attese per una delle manifestazioni più importanti della provincia di Messina

Torrenova si appresta a vivere tre giornate che promettono di trasformare il paese in un vero e proprio crocevia di musica, cultura ed enogastronomia. Dal 5 al 7 settembre torna infatti l’Amunì Festival, giunto alla sua terza edizione e ormai divenuto uno degli appuntamenti più attesi non solo nella fascia tirrenica, ma in tutta la provincia di Messina.

Nato come vetrina delle eccellenze siciliane, il festival è cresciuto rapidamente fino a imporsi come evento di respiro internazionale, capace di attrarre migliaia di visitatori e di richiamare buyer provenienti da Europa, Asia, Sud America e Oceania. Il programma non si limita alle degustazioni e agli incontri B2B: accanto agli stand dei produttori locali, ci saranno show cooking, conferenze, sport, spettacoli teatrali e un cartellone musicale che vede protagonisti artisti di primo piano come Loredana Bertè, Baby K, Mr. Rain, Lucilla e LUK3.

Abbiamo intervistato il sindaco di Torrenova, Salvatore Castrovinci, per approfondire le novità di questa edizione, le sfide organizzative e gli effetti sul territorio.


Origini e crescita del Festival

L’Amunì Festival, giunto alla sua terza edizione, è cresciuto molto in termini di visibilità e partecipazione. Quali sono state le principali sfide nell’organizzare l’evento quest’anno, e cosa porterete avanti dalle esperienze precedenti?

Le sfide aumentano ogni anno perché l’evento diventa sempre più internazionale. Stiamo cercando, così come nelle edizioni precedenti, di rafforzare le collaborazioni tra le nostre eccellenze siciliane e il mercato estero. In questo devo dire che la dottoressa Benino sta svolgendo un lavoro eccellente: ogni anno seleziona le aziende secondo le richieste del mercato internazionale, garantendo la qualità della proposta.


Sostegno istituzionale e partnership

Qual è stato il ruolo concreto del Comune e della Regione Siciliana nel sostenere l’organizzazione? Ci sono stati nuovi accordi o contributi rispetto alle passate edizioni?

L’Assessorato regionale all’Agricoltura ci ha dato un importante sostegno con un finanziamento di 50 mila euro. Ma oltre all’aspetto economico, essere inseriti come tappa di Sicilia Capitale del Gusto Europeo ci ha dato la spinta necessaria affinché ci sia maggiore attenzione da parte dei buyer esteri.


Promozione internazionale e B2B

Il Festival include incontri B2B tra produttori e buyer internazionali. Può raccontarci l’impatto di queste relazioni sull’export dei prodotti locali?

L’impatto è stato davvero rilevante: i nostri produttori hanno la grande occasione di far conoscere i loro prodotti a buyer provenienti da tutto il mondo. È un’opportunità che normalmente viene concessa solo nelle grandi fiere internazionali come Cibus o TuttoFood. Qui, invece, avranno la possibilità di incontri diretti B2B, fondamentali per aprire nuovi mercati. E non dimentichiamo che saranno presenti anche i buyer della grande distribuzione italiana.


Programma culturale e gastronomico

Quest’anno il programma prevede show cooking, musica, stand, conferenze, cabaret, teatro e sport. Come si è arrivati a progettare un cartellone così variegato e pensato per tutte le età?

Abbiamo voluto un programma ricco e diversificato, proprio per accontentare tutti. Ci aspettiamo grandi numeri e abbiamo cercato di coprire tutti i target, dai più piccoli agli adulti. Sono convinto che l’idea del luna park attirerà moltissimi giovani e famiglie.


Artisti protagonisti e pubblico

Con nomi come Loredana Bertè, Baby K, Mr. Rain, Lucilla e LUK3, il programma musicale è di altissimo profilo. Come ha influito la presenza di queste star sull’afflusso di pubblico e sull’immagine del Festival?

Gli artisti fanno sempre la differenza. In questa edizione le aspettative erano altissime, dopo i nomi della scorsa stagione, ma credo che la Pro Loco sia riuscita a superarsi. Il cast artistico è davvero di qualità e, a differenza del 2024, riesce a incontrare i gusti di tutte le generazioni.


Impatti economici e turistici

In che misura l’Amunì Festival ha stimolato l’economia locale, il turismo e la visibilità di Torrenova come destinazione? Avete riscontrato effetti positivi già dal 2025?

Amunì ha un impatto economico importante su tutto il territorio. Basti pensare che in tre giorni lavoreranno a Torrenova circa 200 ragazzi. Le strutture ricettive sono già piene e l’indotto sulle attività commerciali è incredibilmente positivo.


Sostenibilità e futuro

Il Festival integra le tematiche ambientali e le politiche europee come il PNRR? Quale direzione vorreste dare nelle prossime edizioni?

Sì, le tematiche ambientali sono al centro dei nostri congressi e dibattiti. Sono convinto che la sostenibilità debba essere parte integrante di ogni processo produttivo e industriale. Per il prossimo anno puntiamo ad aumentare gli spazi riservati ai produttori, perché le richieste sono state davvero numerose.


Inclusione e coinvolgimento comunitario

In che modo Pro Loco, Consulta Giovanile e associazioni locali hanno contribuito attivamente alla riuscita del Festival? Qual è il valore aggiunto della partecipazione cittadina alla manifestazione?

La Pro Loco è l’anima di Amunì, con un programma di marketing che permette la realizzazione di una manifestazione davvero unica in Sicilia. Tutte le altre associazioni, insieme alla Consulta Giovanile, partecipano attivamente all’organizzazione di ogni singolo evento. Mi creda: sono tutti indispensabili.

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