spot_img
spot_img

Tortorici, la fede più forte del maltempo: San Sebastiano in processione in barba all’allerta meteo – VIDEO

Anche quest’anno il 20 gennaio ha visto la comunità di Tortorici riunirsi con profonda devozione per celebrare San Sebastiano Martire, patrono del borgo nebroideo, in una delle ricorrenze religiose più sentite e suggestive dell’inverno tortoricese.

Un rito secolare che dura settimane

La festa di San Sebastiano non è un evento isolato: ha radici antiche e si sviluppa nel tempo con un programma ricco di riti, simboli e consuetudini popolari. Le celebrazioni cominciano già nei primi giorni di gennaio, con la tradizionale “Bula”, una suggestiva fiaccolata di giovani con mazzi di disi (piante erbacee) che si conclude con il salto sul fuoco, simbolo di purificazione.

Nei giorni precedenti il 20 si celebra anche la processione dell’alloro e si svolgono riti propiziatori legati all’antica devozione verso il Santo, oltre alla consegna simbolica delle chiavi della città da parte del sindaco alla statua del patrono.

La processione del 20 gennaio: fede oltre l’allerta meteo

Nonostante un’allerta meteo che aveva messo in guardia la popolazione con pioggia e vento persistenti, i fedeli non si sono lasciati intimidire e la grande processione del patrono si è ugualmente svolta con grande partecipazione. La partenza è avvenuta intorno alle 12:00 dalla chiesa di Santa Maria Assunta, come da tradizione dopo la celebrazione della Messa solenne del mattino.

La statua del Santo è stata portata a spalla dai devoti, i cosiddetti “nudi”, uomini e donne vestiti di bianco, alcuni scalzi in segno di penitenza e devozione profonda.

Il corteo ha raggiunto la chiesa del SS. Salvatore, attraversando le vie del centro storico tra canti e preghiere dei fedeli, che non hanno fatto mancare la loro presenza nonostante gli acciacchi del tempo.

La sosta al fiume e il significato simbolico

Un momento particolarmente toccante della processione si è svolto presso il Fiume Calagni. Questo rito non è un semplice passaggio scenico: per la comunità di Tortorici il legame con i fiumi è storico e profondo.

Nel corso dei secoli, le acque dei fiumi locali hanno rappresentato sia una fonte di vita — per l’agricoltura e i bisogni quotidiani — sia una minaccia a causa di alluvioni e diluvi che in passato hanno causato gravi danni. La sosta al Calagni è dunque un gesto simbolico con cui i fedeli invocano protezione da eventi avversi legati all’acqua, affidando la salute del territorio e delle persone alla protezione di San Sebastiano.

Il rientro nella chiesa di San Nicola

Dopo il passaggio accanto al fiume, la processione ha proseguito il suo cammino tra la pioggia leggera e il vento, con i fedeli sempre più numerosi. La statua del Santo è infine rientrata nella chiesa di San Nicola intorno alle 14:00, dove è stata accolta con un’ultima preghiera e dove rimarrà esposta per le celebrazioni dell’ottava, previste nei prossimi giorni.

Una comunità che resiste con fede

La festa di San Sebastiano a Tortorici resta una manifestazione di straordinario valore culturale e spirituale. Nonostante le condizioni meteorologiche avverse, la città ha dimostrato una volta di più che la fede e la tradizione sono più forti del vento e della pioggia. Anche con il cielo grigio, le strade del borgo e il cuore dei suoi abitanti si sono illuminati di devozione e speranza, testimoniando il forte legame tra la comunità e il proprio patrono.

Autore

spot_img

Ultime News

Related articles