La Regione Siciliana rilancia sull’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani Birgi con un nuovo intervento da 21 milioni di euro destinato allo sviluppo delle rotte aeree. La giunta regionale ha approvato lo schema di convenzione tra l’assessorato al Turismo e Airgest, società di gestione dello scalo, che prevede uno stanziamento di 7 milioni di euro l’anno per il triennio 2026-2028.
Si tratta di un ulteriore tassello nella strategia regionale per il potenziamento degli aeroporti cosiddetti “minori”, già oggetto negli ultimi anni di diversi interventi sia sul fronte commerciale sia su quello infrastrutturale.
Incentivi alle rotte e obiettivi di traffico
Le risorse previste serviranno a finanziare accordi con le compagnie aeree per l’attivazione e il consolidamento di collegamenti nazionali e internazionali. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare i flussi turistici verso la Sicilia occidentale, con effetti attesi sull’intero indotto.
Lo schema di convenzione stabilisce anche precisi target: nel periodo di validità dovrà essere garantito un traffico minimo di 3,3 milioni di passeggeri, con un tetto massimo di 3,7 milioni. È inoltre previsto un meccanismo di restituzione proporzionale dei fondi pubblici nel caso in cui i risultati minimi non vengano raggiunti.
Va tuttavia sottolineato che il provvedimento non è ancora definitivo: il testo dovrà passare al vaglio della commissione legislativa dell’Assemblea regionale siciliana prima della sottoscrizione finale.
Una strategia già avviata
Il nuovo intervento si inserisce in un percorso già avviato dalla Regione. Nel 2025 era stata infatti approvata una precedente convenzione con Airgest da circa 19 milioni di euro, articolata su più annualità, sempre con l’obiettivo di sostenere l’operatività delle rotte.
Questo dato è rilevante per comprendere la portata complessiva della strategia: il sostegno pubblico allo scalo di Trapani non rappresenta un’azione isolata, ma una politica continuativa che punta a stabilizzare e incrementare il traffico.
I numeri dello scalo: crescita da consolidare
Sul piano dei risultati, il quadro resta ancora in evoluzione. Dopo il recupero registrato nel 2023, quando lo scalo aveva superato 1,3 milioni di passeggeri, il traffico è tornato a ridursi: nel 2024 si è attestato poco sopra 1,07 milioni, mentre il 2025 si è chiuso con circa 1 milione di passeggeri.
I nuovi obiettivi fissati dalla convenzione implicano quindi una media annua compresa tra circa 1,1 e 1,2 milioni di passeggeri nel triennio. Un traguardo non irraggiungibile, ma che richiederà continuità operativa e un’effettiva capacità di attrarre vettori e consolidare le rotte.
Gli investimenti infrastrutturali
Parallelamente agli incentivi commerciali, la Regione ha già programmato interventi strutturali sullo scalo. A gennaio 2026 è stato approvato un piano da 13,8 milioni di euro, finanziato con il Fondo di sviluppo e coesione, per la riqualificazione dell’aeroporto.
Gli interventi riguardano, tra l’altro, il sistema di smistamento bagagli, le aree check-in e partenze, gli spazi per i passeggeri e le dotazioni tecnologiche per la sicurezza e l’efficienza operativa. La conclusione dei lavori è prevista nei primi mesi del 2027.
Il quadro regionale: attenzione anche a Comiso
Il piano su Trapani si inserisce in una più ampia politica aeroportuale regionale. Sul versante orientale, la Regione ha destinato 47 milioni di euro allo sviluppo dell’aeroporto di Comiso, con particolare attenzione alla realizzazione di un’area cargo ritenuta strategica per la logistica dell’isola.
Anche in questo caso sono previste misure per il sostegno alle rotte, sebbene il percorso operativo appaia ancora meno definito rispetto a quello di Trapani.
La sfida: trasformare gli incentivi in sviluppo stabile
Il nodo centrale resta quello della sostenibilità nel medio periodo. Gli incentivi pubblici possono favorire l’apertura di nuove rotte, ma il vero banco di prova sarà la capacità dello scalo di mantenere nel tempo i collegamenti e di generare domanda stabile.
In questo senso, il nuovo piano rappresenta una scommessa: consolidare il ruolo di Trapani Birgi nel sistema aeroportuale siciliano e trasformarlo in un motore di sviluppo per il territorio, evitando però il rischio di una dipendenza strutturale dai contributi pubblici.




