Esclusione clamorosa e reazioni sui territori
Nonostante la piena copertura economica già garantita dalla Regione Siciliana e la clausola di invarianza finanziaria prevista dal recente disegno di legge governativo, il Tribunale di Mistretta resta escluso dalla lista delle sedi giudiziarie destinate alla riapertura. L’ultimo provvedimento del Consiglio dei Ministri, che prevede il ripristino dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, oltre che delle sezioni distaccate di Ischia, Lipari e Portoferraio, non include clamorosamente la sede di Mistretta. Un’esclusione incomprensibile sotto il profilo tecnico-finanziario, ma che avvalora i timori circa la debolezza politica della rappresentanza locale nelle sedi romane.
La reazione: minoranze e comunità in campo
Di fronte a questa esclusione, il gruppo di minoranza consiliare “Noi per S. Stefano” di Santo Stefano di Camastra si è prontamente mobilitato, formalizzando la richiesta di inserire all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale la questione del ripristino del Tribunale di Mistretta. In una nota inviata al sindaco di Mistretta, i consiglieri richiamano le manifestazioni del 2013 e chiedono un’azione congiunta di tutti i comuni coinvolti per sostenere a gran voce la riapertura della sede giudiziaria, a tutela dei bisogni reali della cittadinanza e del territorio.
Il documento sottolinea come la chiusura del Tribunale abbia causato gravi disservizi, smarrimento tra i cittadini, privazione del diritto di accesso agevole alla giustizia e danni incalcolabili alle comunità dei Nebrodi. Il gruppo di minoranza ribadisce la piena disponibilità a sostenere iniziative comuni, in raccordo con il Comune di Mistretta.
Il Consiglio Comunale di Tusa: convocazione straordinaria
Anche il Comune di Tusa esprime pieno sostegno alla battaglia per il ritorno del presidio giudiziario a Mistretta. Il sindaco Angelo Tudisca ha annunciato la convocazione, per il 30 luglio, di un consiglio comunale appositamente dedicato a valutare ogni possibile iniziativa istituzionale e territoriale da intraprendere. L’intero consiglio comunale di Tusa intende unirsi alle altre amministrazioni dei Nebrodi, nella consapevolezza che solo un fronte compatto regionale e locale può invertire la rotta e portare la questione all’attenzione del Parlamento durante il prossimo iter legislativo.
Un’opportunità ancora aperta
Sebbene il tribunale non sia stato inserito nell’attuale disegno di legge, la partita resta aperta: l’iter parlamentare offre uno spazio cruciale dove la politica siciliana – deputati, amministratori regionali e locali – dovrà dimostrare di saper fare squadra, avanzando proposte emendative e facendo finalmente sentire il peso del territorio.
La mancata riapertura rappresenta oggi una ferita aperta per i cittadini dei Nebrodi, che continuano a sopportare tempi lunghi, maggiori costi e difficoltà di accesso alla giustizia. La mobilitazione dei gruppi di minoranza e dei consigli comunali dimostra che la voce dei territori non è affatto spenta: la battaglia per il Tribunale di Mistretta diventa così, ancora una volta, il banco di prova dell’efficacia e della credibilità della rappresentanza politica locale.




