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Triplice omicidio di Montagnareale, un indagato e armi sequestrate al vaglio dei RIS

Potrebbe essere vicina a una svolta l’inchiesta sul triplice omicidio avvenuto il 28 gennaio scorso nei boschi dei Nebrodi, nel territorio di Montagnareale, in provincia di Messina. I corpi senza vita dei fratelli Devis e Giuseppe Pino, di 26 e 44 anni, e dell’82enne Antonio Gatani erano stati rinvenuti in un’area impervia, uccisi a colpi di fucile.

La Procura di Patti ha iscritto nel registro degli indagati un uomo, il quarto cacciatore presente quella mattina nel luogo della strage. Si tratta di un passaggio che gli inquirenti definiscono un “atto dovuto”, necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici irripetibili. Questa mattina, i carabinieri del RIS stanno esaminando l’indagato tramite lo stub, un particolare adesivo in grado di rilevare residui di polvere da sparo sul corpo o sugli indumenti. All’esame è presente anche il consulente nominato dall’indagato, che è difeso dagli avvocati Tommaso Calderone e Filippo Barbera. Al momento non risultano altri indagati. La magistratura ha inoltre disposto il sequestro del fucile del cosiddetto “quarto uomo”, probabilmente la persona che mercoledì mattina ha accompagnato l’82enne Antonio Gatani a caccia.

La posizione dell’indagato

L’uomo, amico di Antonio Gatani, sarebbe stato insieme alle vittime durante la battuta di caccia, ma secondo quanto emerso finora si sarebbe allontanato poco prima della sparatoria. I carabinieri hanno sequestrato i suoi fucili da caccia, regolarmente detenuti, che verranno ora analizzati dal Ris per le perizie balistiche. L’obiettivo è confrontare le armi con i bossoli e i proiettili rinvenuti sui corpi delle vittime, per stabilire eventuali compatibilità.

Al momento, non risulterebbero contestazioni formali né una ricostruzione definitiva della dinamica dei fatti a carico dell’indagato. L’iscrizione nel registro non equivale quindi a una colpevolezza accertata, ma rappresenta una tutela procedurale prevista dalla legge.

Altri sequestri e possibili sviluppi

Parallelamente, i carabinieri hanno sequestrato anche i fucili di altri cacciatori che frequentavano la zona insieme all’anziano Gatani. Anche in questo caso si tratta di armi legalmente detenute, che verranno sottoposte a verifiche balistiche. Non si esclude che, con il proseguire degli accertamenti, possano essere iscritte altre persone nel registro degli indagati, sempre nell’ambito di atti dovuti legati alle perizie.

Le indagini proseguono nel massimo riserbo. Gli inquirenti puntano ora sui risultati scientifici per chiarire una vicenda che ha profondamente scosso la comunità locale e il mondo venatorio dei Nebrodi.

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