Momenti di terrore all’alba sulla Strada Statale 116, al km 28+100, nel territorio di Ucria, direzione Randazzo. Un autobus di linea diretto a Catania, con a bordo tre passeggeri e il conducente, è uscito di strada precipitando in una scarpata. Solo la fortuna – o forse il caso – ha evitato una tragedia ben più grave: i quattro occupanti, prontamente soccorsi dai sanitari del 118, sono rimasti praticamente illesi. Due di loro sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Patti e due all’ospedale di Sant’Agata per accertamenti, compreso l’autista, che è stato dimesso.





Sul posto si è attivata subito la macchina dei soccorsi: ambulanze del 118, Vigili del Fuoco, Carabinieri e mezzi di pronto intervento dell’ANAS. I militari dell’Arma hanno regolato il traffico in un tratto rimasto per molto tempo rallentato, mentre i tecnici hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area.
L’intervista all’autista: “Ho rivisto la mia vita in un attimo”
All’uscita dall’ospedale di Patti, visibilmente scosso ma fortunatamente senza ferite gravi, siamo riusciti a raggiungere telefonicamente Pippo Billone, l’autista. Un uomo con anni di esperienza alla guida di mezzi di linea – ha ricostruito gli attimi drammatici della corsa finita nella scarpata:
“Ero partito da poco, erano circa le cinque e mezza. La strada era scivolosa come il sapone. Stavo affrontando una salita, andavo piano, non più di 40 km/h, come dimostra il dischetto del cronotachigrafo. All’improvviso ho sentito il bus sbandare. Abbiamo urtato il muro a sinistra: la parte anteriore è stata risucchiata verso destra e siamo finiti giù nella scarpata. Un volo che non dimenticherò mai.”
Con la voce rotta dall’emozione, il conducente aggiunge alcuni dettagli che mostrano quanto pericolo hanno scampato:
“In quei secondi ho visto la paura negli occhi dei passeggeri. In quegli attimi di concitazione, mi sono preoccupato più per i passeggeri che per me stesso. Sentivo le urla di spavento delle due ragazze a bordo. Il ragazzo si è aggrappato con tutte le forze al sedile davanti. Anch’io ho rivisto tutta la mia vita. Credevo fosse finita. Invece, quasi per miracolo, il bus si è fermato senza ribaltarsi del tutto. Altrimenti non saremmo qui a raccontarlo.”
Alla domanda su cosa abbia causato l’incidente, l’uomo è chiaro:
“Non correvo, andavo lentissimo. La strada era viscida, e in salita non avrei mai pensato potesse succedere. Sembrava di pattinare sul ghiaccio. Nonostante l’esperienza e la prudenza, a volte sei completamente impotente. Oggi possiamo parlare di un miracolo. Ringrazio Dio, i soccorritori e chi ci ha aiutato a uscire da quell’inferno di lamiere. Poteva andare molto peggio, e invece siamo qui. Questa è un’esperienza che non potrò mai dimenticare.”





Un tratto stradale insidioso
La Statale 116, che collega la zona tirrenica ai Nebrodi e all’Etna, è nota per le sue curve insidiose e per i tratti particolarmente scivolosi in caso di pioggia. Non è la prima volta che si verificano incidenti, anche se raramente con conseguenze fortunatamente così contenute.




