Si è svolto questa mattina, presso l’Ispettorato Provinciale Agricoltura di Messina, il nuovo incontro tra il Comune di Mistretta e la Cooperativa Agricola San Placido di Castel di Lucio nell’ambito del tentativo di conciliazione previsto dall’art. 11 del D. Lgs. 150/2011. L’incontro segue il primo appuntamento del 9 settembre scorso, al quale il Comune non si era presentato, limitandosi a inviare una nota con cui comunicava l’intenzione di revocare l’aggiudicazione provvisoria del fondo rustico comunale in località Francavilla, lotto n. 13.
Il Comune chiede tempo per replicare
Il Comune di Mistretta, rappresentato non fisicamente dal segretario dott. Spallina, ha chiesto un ulteriore rinvio per poter contro-dedurre alle controdeduzioni presentate dalla Cooperativa Agricola San Placido. Una mossa che, di fatto, rinvia ancora, al prossimo 25 novembre, la decisione sul futuro del lotto agricolo al centro della disputa, ma che viene interpretata come un segnale di prudenza e apertura al confronto, in continuità con l’atteggiamento già tenuto dall’amministrazione nelle scorse settimane.
Le controdeduzioni della Cooperativa Agricola San Placido
Nel documento depositato all’Ispettorato, intitolato “Atto extragiudiziale di significazione” e firmato dal presidente Franco Felice, la Cooperativa San Placido ha illustrato una serie di argomentazioni giuridiche volte a dimostrare la propria piena legittimazione alla stipula del contratto definitivo di affitto dei terreni.
Secondo la cooperativa:
- Il bando comunale non richiede espressamente che il concorrente sia titolare di una posizione imprenditoriale agricola in senso stretto, come sostenuto invece nel parere legale redatto dall’avvocato Giovanni Lentini per conto del Comune.
- L’articolo 7 della Legge 203/1982 equipara le cooperative agricole ai coltivatori diretti, riconoscendo loro la piena capacità di partecipare all’assegnazione e alla conduzione diretta dei fondi rustici.
- La cooperativa San Placido, come previsto dal proprio statuto sociale, ha per oggetto sociale l’attività agricola e zootecnica, e pertanto è legittimata ex lege e in base al regolamento comunale del 2019 a concorrere e mantenere l’aggiudicazione del lotto.
Il documento contesta inoltre che il Comune abbia introdotto “un requisito inesistente nel bando”, ossia l’obbligo di una posizione imprenditoriale agricola sostanziale già formalmente riconosciuta da AGEA, sottolineando che lo stesso bando consente all’aggiudicatario di regolarizzare il codice di pascolo e il codice interaziendale entro 30 giorni dalla stipula del contratto.
Il diritto di prelazione
La Cooperativa ribadisce anche la piena legittimità dell’esercizio del diritto di prelazione agraria, in quanto già conduttrice dei fondi in virtù di un contratto di affitto stipulato il 25 novembre 2003 e rinnovato fino all’espletamento della gara pubblica del 2021. A sostegno di ciò, vengono richiamate le disposizioni del bando e dell’articolo 4-bis della Legge 203/1982, che tutelano il diritto del conduttore a riottenere l’affitto del fondo alle stesse condizioni offerte da terzi.
La posta in gioco
La cooperativa evidenzia infine la necessità di procedere alla stipula del contratto definitivo per poter partecipare al bando regionale SRD03 “Competitività delle aziende agricole”, promosso dalla Regione Siciliana, che richiede la formale disponibilità giuridica dei terreni oggetto di attività agricola. Il mancato perfezionamento del contratto, secondo la cooperativa, comporterebbe “un grave danno economico e progettuale” per l’ente associativo e per le famiglie di Castel di Lucio che da decenni operano su quei terreni.
Una vertenza ancora aperta
L’ulteriore rinvio richiesto dal Comune di Mistretta lascia la vicenda ancora sospesa. Tuttavia, la decisione di non chiudere la porta al dialogo viene letta come una strategia di cautela per evitare un immediato contenzioso giudiziario.
Nei prossimi giorni l’amministrazione comunale dovrà elaborare le proprie contro-deduzioni e decidere se confermare la revoca dell’aggiudicazione provvisoria o valutare una soluzione conciliativa che ponga fine alla vertenza senza passare dai tribunali.
La partita del Feudo di Francavilla, che tocca questioni giuridiche, economiche e identitarie, resta dunque ancora aperta, in attesa del prossimo capitolo, il prossimo 25 novembre, davanti all’Ispettorato Provinciale Agricoltura di Messina.




