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Via al maxi piano anti-erosione: quasi 13 milioni per salvare la costa tirrenica

Difendere il litorale dalle mareggiate sempre più violente, proteggere abitazioni e infrastrutture, ma anche rilanciare turismo ed economia locale. È questa la sfida al centro del nuovo intervento di messa in sicurezza della costa nord tirrenica di Messina, dove prende forma uno dei più importanti progetti contro l’erosione costiera degli ultimi anni.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il bando relativo allo stralcio “Casabianca”, uno dei lotti dell’ampio programma che interessa il tratto compreso tra Acqualadrone, Mezzana, Tono, Mulinello, Casabianca e le aree di Rodia. Il valore complessivo dell’intervento sfiora i 13 milioni di euro, mentre la base d’asta è fissata a circa 10,8 milioni. Le aziende interessate potranno presentare le offerte entro il 18 giugno.

Una costa sempre più fragile

L’obiettivo dell’opera è contrastare l’avanzata del mare che, negli ultimi decenni, ha progressivamente divorato la spiaggia e messo in crisi l’equilibrio della fascia costiera. Secondo quanto emerge dalla documentazione tecnica, il fenomeno erosivo si è aggravato anno dopo anno fino a raggiungere livelli considerati critici.

Le mareggiate, oggi, riescono a modificare rapidamente il profilo della costa, mettendo a rischio strutture ricettive, abitazioni e aree di elevato pregio naturalistico. Uno scenario che richiama quanto accaduto recentemente lungo il versante ionico messinese, colpito duramente dagli eventi estremi legati al ciclone Harry.

Il progetto, seguito dalla struttura commissariale per il contrasto del rischio idrogeologico, nasce da uno studio preliminare approvato nel 2017 e, nel corso degli anni, è stato sottoposto a verifiche ambientali e prescrizioni tecniche per garantire la compatibilità delle opere con il contesto paesaggistico.

Barriere sommerse e pennelli contro le onde

L’intervento prevede la realizzazione di tre barriere soffolte, ciascuna lunga oltre 150 metri, che verranno collocate a circa cento metri dalla linea di costa. Le strutture saranno segnalate con apposite boe per garantire la sicurezza della navigazione dei piccoli natanti.

Accanto alle barriere saranno costruiti anche tre “pennelli” a mare: opere trasversali che partiranno dalla spiaggia e si estenderanno verso il largo con la funzione di trattenere i sedimenti e ridurre la forza delle correnti.

L’insieme degli interventi punta a frenare l’erosione e a ricostruire un equilibrio stabile del litorale, limitando gli effetti distruttivi delle mareggiate.

Il ritorno della sabbia

Una componente decisiva del piano riguarda il ripascimento della costa, ovvero il trasferimento di nuova sabbia lungo il litorale per ampliare e rinforzare la spiaggia.

Negli anni, infatti, la situazione è peggiorata anche per la diminuzione del materiale trasportato naturalmente dai torrenti verso il mare. Per questo il progetto prevede l’utilizzo di materiale proveniente da cave del territorio messinese.

In una prima fase era stata individuata la cava Conbit, successivamente esclusa per la mancanza delle necessarie autorizzazioni. La scelta è quindi ricaduta sulle cave Calafato Margherita e Minaia Fosse, ritenute idonee dopo le verifiche tecniche effettuate.

Ambiente ed economia: la doppia sfida

La tutela ambientale rappresenta il cuore dell’intervento, ma il progetto guarda anche alle ricadute economiche. L’area interessata è infatti considerata strategica per il turismo balneare e per numerose attività legate alla ricettività e alla ristorazione.

L’ampliamento delle spiagge e la maggiore sicurezza della costa potrebbero diventare un elemento decisivo per sostenere l’economia locale, preservare posti di lavoro e favorire nuovi investimenti.

La scommessa, adesso, è trasformare un territorio fragile in una risorsa stabile e protetta, capace di coniugare sicurezza, ambiente e sviluppo.

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