spot_img
spot_img

Viadotti O e P di Giostra, verso la riapertura dopo oltre quindici anni di attesa

Dopo oltre quindici anni dalla conclusione dei lavori, i viadotti O e P della tangenziale di Giostra potrebbero finalmente essere aperti al traffico. Il Ministero delle Infrastrutture si prepara infatti ad affidare l’appalto che consentirà di completare l’iter necessario per rendere operative due infrastrutture rimaste inutilizzate nonostante siano state realizzate da tempo.

L’intervento rappresenta uno dei capitoli più significativi tra le incompiute del territorio messinese. L’appalto, del valore superiore ai quattro milioni di euro, comprende sia la redazione della progettazione esecutiva sia l’esecuzione dei lavori necessari per adeguare le strutture agli standard attuali.

Un progetto nato negli anni Novanta

I viadotti O e P furono progettati nel 1998 nell’ambito della realizzazione dello svincolo autostradale di Giostra. Le opere facevano parte del terzo lotto del collegamento tra il Collettore Nord e lo svincolo Annunziata e la loro costruzione venne affidata a un raggruppamento di imprese composto dalle società Torno, Gitto e Vinci Antonino.

Nonostante il completamento dei lavori, una serie di problematiche emerse nelle fasi successive ne ha impedito l’entrata in esercizio. Da allora le due infrastrutture sono rimaste inutilizzate, diventando uno dei simboli delle opere incompiute della città.

Negli ultimi anni si è tornati a discutere della loro valorizzazione, soprattutto in considerazione della necessità di alleggerire il traffico urbano e migliorare la mobilità nella zona nord di Messina.

Le criticità emerse

Le verifiche tecniche effettuate hanno evidenziato che i viadotti si trovano in condizioni di conservazione generalmente buone e risultano conformi ai criteri progettuali dell’epoca. Tuttavia, le strutture non soddisfano pienamente le prescrizioni introdotte dalle normative più recenti, in particolare sotto il profilo della sicurezza sismica.

Per questo motivo saranno necessari interventi di adeguamento e miglioramento che consentano di garantire maggiore sicurezza, aumentare la durabilità delle opere e ottenere tutte le certificazioni indispensabili per la riapertura al traffico.

Tra gli interventi previsti figura anche la sostituzione di alcuni appoggi strutturali che, secondo le verifiche effettuate, risultano danneggiati oppure installati in modo non corretto.

La gara d’appalto

La procedura di gara, svolta tra aprile e maggio con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ha visto la partecipazione di undici operatori economici. Due concorrenti sono stati esclusi a causa di irregolarità nella documentazione presentata.

Al primo posto della graduatoria provvisoria si è classificata la società catanese Ingegneria Colombrita Costruzioni, che ha ottenuto un punteggio complessivo di 97,95 punti su 100. Determinante il risultato ottenuto nella valutazione tecnica, che ha fruttato all’impresa quasi 79 punti.

Sul fronte economico, la società ha proposto un ribasso del 22,337 per cento sull’importo dei lavori e del 50,24 per cento sulle attività di progettazione.

Prima dell’aggiudicazione definitiva sarà però necessario completare le verifiche previste dalla normativa. Il responsabile unico del progetto dovrà infatti accertare la congruità e la sostenibilità dell’offerta presentata, anche attraverso l’esame delle giustificazioni che verranno fornite dall’azienda.

Un’opera considerata strategica

L’apertura dei viadotti O e P è da tempo considerata una priorità per la viabilità cittadina. Già nel 2023 l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Basile aveva annunciato l’ottenimento di un finanziamento di circa cinque milioni di euro destinato proprio al recupero delle due infrastrutture.

L’obiettivo è quello di mettere finalmente a disposizione della città un collegamento ritenuto strategico per migliorare la circolazione veicolare e preparare il territorio alle future trasformazioni infrastrutturali previste nell’area dello Stretto.

Se l’iter amministrativo procederà senza ulteriori rallentamenti, Messina potrebbe dunque vedere riaperta una delle sue incompiute più note, trasformando un’opera rimasta inutilizzata per anni in una risorsa concreta per la mobilità urbana.

Autore

spot_img

Ultime News

Related articles