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“Viva viva Sanzarello, quantu è bravu, quantu è bellu!”

Un sindaco tra delusioni e speranze

Il titolo non è uno scioglilingua siciliano, ma la sintesi estrema di una riflessione sul sindaco di Mistretta che, pur avendo deluso le aspettative di molti e non essendo riuscito, finora, a incidere in modo significativo sul rilancio della città, resta per molti – che guardano a destra e a sinistra in cerca di alternative – l’unica speranza. In questi anni di amministrazione, tutto si può dire tranne che non sia un uomo del fare. Sempre in prima linea, impegnato nell’affannoso tentativo di sistemare questa o quella situazione, dimostra di tenere alla città in cui vive e che amministra. È un vulcano di idee, ma tra ciò che immagina e ciò che dal frutto della sua immaginazione si può realmente realizzare c’è un’immensa sproporzione.


Il carisma costruito sull’esperienza

Sarà stato per le sue esperienze politiche – consigliere provinciale, parlamentare e assessore regionale, senatore della Repubblica italiana e parlamentare europeo – sarà per la sua lungimiranza, che lo ha portato a diventare un imprenditore di successo, ma Sanzarello è riuscito, e riesce ancora, a infondere fiducia. “Sa saputu dari viersu”, si dice da queste parti, ma in parecchie situazioni ha saputo anche dare risposte a chi, per necessità, lo ha cercato.


Tra limiti e qualità riconosciute

Come sindaco, in tre anni di governo, non si può dire che abbia rappresentato il massimo che un Comune o una popolazione possano desiderare, ma a Tatà Sanzarello, pur con i molti difetti che può avere – tra cui quello di essere un accentratore – bisogna riconoscere alcune qualità che nessun altro politico possiede. Non elencheremo le qualità, per evitare che qualcuno possa pensare che ci stiamo schierando dalla sua parte in vista della prossima campagna elettorale. A fare campagna per Sanzarello, se lo riterranno opportuno, ci penseranno altri organi d’informazione, su cui il sindaco di Mistretta ha regalato soldi pubblici. Che abbia fatto bene o male, sarà compito dei cittadini giudicarlo, insieme ad altre scelte amministrative – legate alla discrezionalità del ruolo – prese nel presunto interesse pubblico (o privato).


Una candidatura già scritta

Perché alle prossime elezioni lui ci sarà. Al di là di ciò che lui stesso va affermando in giro, Sanzarello sarà in pole position per la corsa allo scranno più ambito della città. Passione per la politica? Amore per la città? Interessi suoi personali? Non lo sappiamo. Ma ci sarà. La vera questione sarà capire chi potrà contrastarlo.


Un’opposizione assente

Dall’attuale minoranza consiliare, con la quale Sanzarello, al di là delle distanze politiche di facciata, ha instaurato un buon rapporto, non si intravede nessuno. Così come non sembra esserci interesse da parte della “vecchia politica”, quella che ha amministrato la città negli ultimi trent’anni.


L’alternativa che si allinea

Il candidato, che avrebbe potuto rappresentare l’alternativa, quello buono per tutte le stagioni, il dottor Carmelo Nucera, attuale presidente del Consiglio comunale, pare abbia dato piena disponibilità per candidarsi assieme a Sanzarello. Seduto accanto all’ex senatore sulla linea di partenza, con cintura di sicurezza allacciata, aspetta solo il colpo di pistola che sancisce il via della campagna elettorale che dovrebbe portare ad un risultato facile. Quindi, al momento, non ci sono né nomi, né tantomeno idee.


Un sindaco instancabile ma inefficace

Torniamo alla riflessione iniziale sul sindaco della città di Mistretta. A Tatà Sanzarello bisogna riconoscere straordinarie capacità politiche e un carisma che nessun altro ha dimostrato di possedere. Nonostante, da quando amministra, ci sia un’enorme sproporzione tra quanto promesso e quanto realizzato; nonostante la città non sembri migliorata in modo significativo; nonostante siano sotto gli occhi di tutti diverse carenze nei servizi essenziali, nella pulizia e nell’ordine urbano e nella manutenzione… si nota un sindaco attivo, affannato, spesso alle prese con idee utopiche, ma che non molla.


Il ritorno della pace sociale

Dopo anni di conflitti interni, tensioni e ostilità – che avevano portato anche allo scioglimento dell’ente comunale – oggi a Mistretta si respira un clima di buona volontà e quella pace sociale che è mancata per troppo tempo. Al di là delle scelte amministrative, che possono piacere o meno, all’ex senatore bisogna riconoscere di aver usato tutte le risorse a sua disposizione per stemperare gli animi e favorire una società pacifica e inclusiva, condizione indispensabile per la crescita e lo sviluppo futuro.


Il modello mancato di sviluppo

Certo, non è riuscito – nonostante gli sforzi – a replicare il modello di Castelbuono, (un’altra sua brillante idea) ma la buona volontà ce l’ha messa tutta. Il problema è che Sanzarello, nella sua visione fortemente accentratrice, non ha considerato che il successo di realtà come Castelbuono nasce dalla capacità di costruire una rete: associazioni culturali, imprese locali, amministrazione e cittadini che si muovono insieme, in sinergia, verso un obiettivo condiviso. Un modello così funziona perché va oltre i confini comunali, alimentando un motore economico e identitario capace di attrarre flussi turistici crescenti e consolidare un brand territoriale riconoscibile. È un lavoro di marketing territoriale che non si limita a distribuire dépliant o a organizzare singoli eventi, ma che crea esperienze, legami e motivi concreti per tornare. Si farà convinto? Speriamo.


Un futuro politico senza rivali

E allora, piaccia o meno, bisogna ammettere che il futuro politico di Mistretta, almeno per ora, parla ancora il linguaggio di Tatà Sanzarello. Con tutti i suoi limiti, le promesse mancate e i sogni rimasti sulla carta, il sindaco resta il nome più solido, il volto più riconoscibile e il politico più allenato a stare sulla scena. Gli avversari? Nessuna notizia. Sappiamo solo che molti si sono già accomodati in tribuna, pronti a tifare o quantomeno a non disturbare troppo. E così, mentre la città si chiede chi potrà davvero contendere lo scranno più ambito, lui continua a muoversi con passo deciso, forte di un carisma che, pur tra critiche e delusioni, sa ancora infondere fiducia. Che sia passione, ambizione o semplice istinto di sopravvivenza politica, poco importa: alle prossime elezioni, Tatà sarà lì, pronto a giocarsi la partita. E chissà che, tra un comizio e l’altro, qualcuno non cominci davvero a canticchiare «Viva viva Sanzarello, quantu è bravu, quantu è bellu!», trasformando la frase rimata nel tormentone ufficiale della campagna elettorale.

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