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Volontari che fanno la differenza: una presenza concreta nelle emergenze e nella comunità

Intervista a Emanuele Barberi, Presidente Nazionale dei Rangers International

di Daniele Sottile

Emanuele Barberi è il Presidente Nazionale dei Rangers International, associazione di volontariato e protezione civile attiva da anni su tutto il territorio nazionale. Un’organizzazione che rappresenta oggi un punto di riferimento fondamentale, collaborando direttamente con il Dipartimento di Protezione Civile nella gestione delle emergenze.

Dotati di mezzi e attrezzature come idrovore, generatori, torri faro, moduli antincendio e tende da campo, i Rangers sono pronti a intervenire tempestivamente. Ma il vero cuore dell’associazione sono i volontari: donne e uomini che ogni giorno scelgono di mettersi al servizio della comunità.


Niscemi e la ferita della frana

Barberi è anche cittadino di Niscemi, città duramente colpita nel gennaio 2026 da una grave frana: circa 4 km di territorio interessati, 350 milioni di metri cubi di terra in movimento e un dislivello di 55 metri. L’evento ha coinvolto circa 1500 persone, costringendo 400 famiglie a lasciare le proprie abitazioni.

Non era la prima volta: già nel 1997 il territorio aveva vissuto una situazione simile, seppur meno devastante.

I Rangers locali, insieme alla cittadinanza e ad altre associazioni, si sono attivati immediatamente, collaborando con la Protezione Civile Siciliana. Oggi il monitoraggio continua, mentre si guarda alla ricostruzione non solo materiale, ma anche sociale.


“Una responsabilità verso chi indossa questa divisa”

Presidente Barberi, lei è stato eletto alla guida nazionale nel marzo 2024. Qual è stata la prima responsabilità avvertita?

«Ho sentito subito il peso di una grande responsabilità: essere all’altezza di chi ogni giorno indossa questa divisa con spirito di servizio e sacrificio. Guidare i Rangers significa rappresentare valori come affidabilità, presenza e senso di comunità».


L’esperienza personale che diventa missione

Essere di Niscemi ha influenzato il suo modo di affrontare le emergenze?

«Assolutamente sì. Vivere certe situazioni ti segna e ti insegna che dietro ogni emergenza ci sono persone e storie. Questo ti spinge a esserci sempre, con maggiore consapevolezza».


Prevenzione: la vera chiave

La frana ha evidenziato fragilità strutturali del territorio. Quali criticità ha riscontrato?

«Ancora una volta emerge la fragilità del territorio. Ma soprattutto la necessità di investire sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione dei cittadini. È lì che si fa davvero la differenza».


Un volontariato che cresce, senza perdere l’anima

Com’è cambiato il volontariato in Sicilia negli ultimi trent’anni?

«Oggi è più formato, più strutturato e integrato. Ma lo spirito di servizio è rimasto lo stesso: quella spinta a esserci senza chiedere nulla in cambio è il vero motore».


Un’identità fondata sui valori

I Rangers operano in ambiti diversi. Come si mantiene coerenza?

«L’identità non dipende dalle attività, ma dai valori. Il filo conduttore è sempre il servizio alla comunità».


Le priorità per la sicurezza del territorio

Quali sono le tre priorità per ridurre il rischio idrogeologico?

  • Prevenzione strutturale
  • Manutenzione costante
  • Cultura della prevenzione

«La Protezione Civile non inizia con l’emergenza, ma molto prima».


Fare rete per essere più efficaci

Quanto è importante il lavoro in rete tra associazioni?

«È fondamentale. Nessuno può affrontare le emergenze da solo. Fare rete significa condividere risorse, competenze e visione».


Guardando al futuro

Quali progetti intende sviluppare nei prossimi anni?

«Formazione dei volontari, coinvolgimento dei giovani, attenzione agli anziani e maggiore prevenzione sul territorio».


Coordinamento e appartenenza

Come si gestiscono emergenze su territori diversi?

«Con organizzazione e comunicazione, ma soprattutto con un forte senso di appartenenza. I valori comuni fanno la differenza».


Un messaggio ai giovani

Cosa direbbe a chi vuole diventare volontario?

«È una scelta di vita. Significa prendersi cura degli altri e affrontare responsabilità. È un’esperienza che ti cambia».


“La differenza la fanno le persone”

In chiusura, il Presidente Barberi affida un pensiero personale:

«Essere volontario significa esserci dove serve, quando serve, anche quando nessuno guarda.
I Rangers non sono solo un’organizzazione: sono persone che scelgono ogni giorno di aiutare gli altri.
In un mondo che corre, il volontario si ferma per spirito di servizio.
Perché, alla fine, la differenza non la fanno i mezzi o le divise… la fanno le persone».


Un viaggio dentro il cuore del volontariato, dove l’impegno quotidiano diventa speranza concreta per intere comunità.

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