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Volontariato: una forza per il territorio, un valore per la comunità

Il professore Mimmo Tata, presidente del Comitato della Croce Rossa Valle dell’Halaesa, è da sempre un fervente sostenitore dell’importanza dell’azione volontaria. Egli sottolinea come il volontariato sia un valore fondante per la crescita di un territorio e delle sue comunità, capace di generare benessere non solo per chi riceve aiuto, ma anche per chi si dedica agli altri. Per il prof. Tata, fare volontariato significa diventare parte attiva di una rete di solidarietà, trasmettere fiducia e speranza, promuovere la dignità e il rispetto, e investire, soprattutto sui giovani, per costruire insieme un futuro più umano, coeso e solidale. La sua esperienza e il suo impegno quotidiano rappresentano un esempio per tutti: il cambiamento parte sempre da chi decide di mettersi in gioco, anche attraverso piccoli gesti di attenzione e presenza.

Professore, perché è importante fare volontariato oggi?

Fare volontariato oggi, in una società spesso dominata da individualismo e utilitarismo, rappresenta una vera sfida e una scelta di vita. Significa impegnarsi in azioni concrete a favore della solidarietà e della comunità, rendendo il proprio tempo e le proprie energie risorse preziose per chi ha più bisogno e, al tempo stesso, per la propria crescita personale. Il volontariato, infatti, non solo aiuta chi riceve assistenza, ma arricchisce interiormente chi lo pratica, offrendo competenze, esperienze e motivazioni che possono cambiare il futuro di ciascuno.

Qual è il ruolo della Croce Rossa Italiana nell’ambito del volontariato?

La Croce Rossa Italiana (CRI) è una delle più importanti organizzazioni di volontariato del Paese, forte di circa 150.000 volontari. Scopo principale della CRI è alleviare la sofferenza e tutelare la dignità umana, senza alcuna distinzione di nazionalità, credo, etnia o opinione. Le attività spaziano dalla tutela della salute all’inclusione sociale, dalla preparazione e risposta alle emergenze alla promozione della cultura della non violenza e della pace. La CRI opera sul territorio attraverso una rete capillare di comitati locali, come quello della Valle dell’Halaesa, fornendo servizi essenziali in ambito sanitario e sociale.

Quali sono le attività realizzate dal Comitato territoriale della Valle dell’Halaesa?

Il Comitato della Valle dell’Halaesa, con sede principale a Mistretta e sedi a Castel di Lucio e Capizzi, offre una gamma ampia di attività:
Tutela della salute: gestione dei servizi di ambulanza, assistenza sanitaria durante eventi, formazione sulle pratiche di primo soccorso.
Inclusione sociale: progetti contro l’emarginazione, supporto alimentare con lo Sportello Sociale.
Gestione delle emergenze: prevenzione, informazione e intervento in situazioni di crisi coordinate con il sistema regionale della Protezione Civile.
Promozione del volontariato: coinvolgendo cittadini di tutte le età e soprattutto i giovani.

Come avviene la formazione dei volontari CRI?

La formazione è uno dei pilastri della Croce Rossa. I nuovi volontari devono frequentare un corso base di 18 ore che fornisce le fondamenta teoriche e pratiche per affrontare le sfide del servizio. La formazione però non si esaurisce qui: è un processo continuo con corsi avanzati in vari ambiti (sanitario, sociale, emergenziale) per garantire preparazione, sicurezza ed efficienza. Alla base c’è la necessità di essere sempre pronti, agendo con consapevolezza e dedizione.

Quale ruolo hanno i giovani nella Croce Rossa?

I giovani sono considerati una risorsa fondamentale per la CRI. L’organizzazione dà loro fiducia, responsabilità e strumenti per diventare agenti di cambiamento. Esistono percorsi di rappresentanza interna e specifici momenti formativi. Si può diventare volontari già a 14 anni e partecipare a progetti che uniscono innovazione, spirito di squadra, crescita personale e protagonismo sociale. Esperienze dirette, come quella di Asia, giovane volontaria che ha salvato una vita grazie alle competenze apprese, dimostrano quanto i giovani siano fondamentali sul campo.

Quali sono le difficoltà del volontariato oggi e cosa si può fare per superarle?

La società attuale pone molte sfide al volontariato: società sempre più veloce e individualista, minore tempo libero, difficoltà economiche e burocratiche. Inoltre, le statistiche registrano una flessione dei volontari, specie tra i giovani, e il passaggio da un impegno costante verso forme più saltuarie. È però fondamentale non perdere il senso e il valore sociale e civile del volontariato: servono nuove strategie, una comunicazione efficace delle buone pratiche e la testimonianza diretta dei volontari sui benefici, sia per i destinatari che per chi si impegna.

Cosa vuol dire, concretamente, “fare volontariato”?

Vuol dire mettersi in gioco, mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze, anche minime, per aiutare chi ha bisogno. Vuol dire essere parte integrante della propria comunità, diventando testimoni di un modello positivo di cittadinanza attiva. Vuol dire crescere, stringere relazioni, acquisire abilità pratiche e rinvigorire il proprio spirito. Ogni volontario ha la sua storia e la propria motivazione, ma tutti condividono il desiderio di contribuire al bene comune e di essere protagonisti di cambiamento.

Un appello a chi legge: perché diventare volontario oggi?

Perché fare volontariato cambia il tuo futuro e quello degli altri. Trasforma la vita rendendola più ricca di senso, permette di sentirsi utili e parte di una rete che sostiene davvero chi è più vulnerabile. Bastano anche piccoli gesti: un sorriso, una parola, un’azione concreta possono fare la differenza. È un’esperienza che lascia il segno e che, in un periodo storico bisognoso di testimonianze positive, va riscoperta e valorizzata.

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