Sant’Agata, rinviata la seduta di gara per il cimitero: le contestazioni sul project financing

La centrale unica di committenza ha comunicato lo slittamento a data da destinarsi. In un ricorso per motivi aggiunti vengono contestati la variante al piano cimiteriale e alcuni servizi previsti nella concessione. Non sono state indicate le ragioni del rinvio.

Rinviata a data da destinarsi la seduta di gara per l’affidamento in concessione della progettazione esecutiva, della riqualificazione, del completamento e della gestione del cimitero comunale di Sant’Agata di Militello.

La comunicazione è arrivata lunedì pomeriggio, 2 novembre, quando mancavano poche ore alla scadenza per la presentazione delle offerte. Attraverso il portale telematico, la centrale unica di committenza Tirreno Ecosviluppo 2000, che cura la procedura per conto del Comune, ha informato le imprese del rinvio della seduta. Il termine per le offerte era fissato alle 9 di martedì 3 novembre; l’apertura delle buste era prevista cinque minuti dopo.

Nei giorni precedenti erano state pubblicate le risposte ai quesiti presentati nell’ambito della gara. Nella comunicazione di rinvio, non sono state specificate le ragioni dello slittamento né indicata una nuova data. Non è chiarito, inoltre, se sia stato modificato anche il termine per la presentazione delle offerte: il rinvio comunicato riguarda la seduta di gara.

Sul percorso del project financing si inseriscono intanto due ricorsi, uno dei quali QuadroChiaro ha esaminato e in cui vengono formulate contestazioni agli atti della gara e chiesta la loro sospensione cautelare.

Il progetto: nuovi loculi e gestione fino a vent’anni

La procedura riguarda un intervento destinato a incidere sia sulla disponibilità di spazi per le sepolture sia sull’organizzazione dei servizi cimiteriali. Il progetto di fattibilità posto a base della gara è stato presentato dalla società Parafioriti Costruzioni, promotrice dell’operazione.

Come QuadroChiaro aveva già ricostruito, sono previsti 1.665 nuovi loculi nella parte ovest del cimitero, la realizzazione di un polo con uffici, servizi e sala funeraria, oltre a interventi di riqualificazione e manutenzione. La concessione comprenderebbe anche servizi come custodia, pulizia e cura del verde dell’intera area cimiteriale.

La durata prevista è fino a vent’anni, con possibilità di riduzione in sede di offerta. Il quadro economico del progetto ammonta a 5.024.942,73 euro, dei quali circa 4 milioni per lavori. Il valore stimato della concessione è invece di 7.224.334 euro, al netto dell’Iva: una cifra che rappresenta il fatturato complessivo atteso durante la gestione, non una somma garantita dal Comune al concessionario.

La gara è aperta e l’aggiudicazione è prevista secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il disciplinare esclude il diritto di prelazione del promotore: la società che ha presentato il progetto iniziale non avrebbe quindi la possibilità di subentrare automaticamente al vincitore adeguando la propria offerta.

Il ricorso di un imprenditore del settore

L’atto per motivi aggiunti è firmato dall’avvocata Nunziatina Starvaggi nell’interesse del titolare di un’impresa che opera nel settore delle lavorazioni marmoree e funerarie. L’iniziativa si collega al giudizio amministrativo iscritto al numero 598/2026, nel quale erano già stati contestati atti precedenti relativi alla programmazione dell’intervento.

Con il nuovo atto vengono contestati, tra gli altri, il bando e il disciplinare, la determina a contrarre, la Carta dei servizi, il piano economico-finanziario e lo schema di convenzione. La difesa chiede al Tar di sospenderne l’efficacia in via cautelare e, nel merito, di annullare gli atti impugnati, in tutto o nelle parti ritenute illegittime.

Si tratta delle posizioni sostenute dal ricorrente, la cui ammissibilità e fondatezza spettano alla valutazione del giudice amministrativo. Nell’atto si chiede anche, in via subordinata, che l’impugnazione possa essere trattata come ricorso autonomo qualora non ne sia possibile l’esame come motivi aggiunti nel giudizio originario.

La variante al piano cimiteriale

Una delle questioni sollevate riguarda il rapporto tra il progetto e il piano regolatore cimiteriale. Secondo la difesa, la gara sarebbe stata avviata senza la preventiva approvazione della variante necessaria ad adeguare il piano agli interventi previsti.

Il ricorso richiama un parere del responsabile unico del progetto del 16 dicembre 2025, nel quale – secondo quanto riportato nell’atto – la fattibilità dell’intervento era subordinata alla predisposizione e all’approvazione della variante da parte del Consiglio comunale. Per il ricorrente, tale passaggio avrebbe dovuto precedere l’indizione della gara; alla data della pubblicazione del bando, sostiene la difesa, la variante non risultava approvata.

Nello stesso ricorso si dà conto delle posizioni espresse nella precedente fase del giudizio: il Comune avrebbe sostenuto il carattere programmatorio e preliminare degli atti allora contestati, mentre alla società promotrice viene attribuita la posizione secondo cui la variante sarebbe un adempimento di competenza del Consiglio comunale, adottabile in tempi compatibili con l’intervento. Si tratta di posizioni riferite nell’atto esaminato, non di repliche alle nuove contestazioni.

Lastre, arredi e libertà di scelta delle famiglie

Un secondo punto riguarda i servizi inclusi nella concessione. Secondo Casella, tra le attività previste per il futuro gestore figurerebbero prestazioni – dalla fornitura e lavorazione delle lastre alla posa degli arredi e alle iscrizioni – che coinvolgono anche il mercato delle imprese marmoree e funerarie.

La difesa sostiene che l’accorpamento di queste prestazioni ai servizi cimiteriali potrebbe limitare la possibilità per le famiglie di scegliere liberamente l’operatore cui rivolgersi e incidere sulla concorrenza. Nell’atto si paventa un effetto di esclusiva anche laddove non sia previsto un divieto espresso per le altre imprese: è una valutazione sostenuta dal ricorrente, non una conclusione accertata dal Tar.

Il ricorso richiama inoltre la normativa regionale in materia di incompatibilità tra gestione dei servizi cimiteriali e attività funeraria, contestando anche l’inserimento della sala funeraria tra i servizi previsti. L’applicazione di tali disposizioni al caso concreto e la natura delle singole attività sono questioni rimesse alla valutazione del giudice.

I tempi della gara e le prossime decisioni

Tra i rilievi figura anche il tempo concesso per presentare le offerte: secondo il ricorrente, circa un mese sarebbe un termine non adeguato alla complessità di una concessione che comprende progettazione, lavori, gestione e piano economico-finanziario. Anche su questo punto il ricorso formula una contestazione che dovrà essere valutata nelle sedi competenti.

Il rinvio arriva al termine di un percorso che ha già alimentato confronti politici e amministrativi in città. Ora restano da conoscere le motivazioni della comunicazione della centrale di committenza, la nuova data della seduta e gli eventuali effetti sui termini della procedura. Saranno inoltre da chiarire le valutazioni del Comune e della società promotrice sui nuovi rilievi contenuti nell’atto.

Per le famiglie santagatesi la questione riguarda la disponibilità futura dei loculi, i tempi degli interventi e le condizioni alle quali saranno organizzati servizi destinati a incidere sulla vita della comunità per molti anni.

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