Entra nella fase parlamentare la riforma della dirigenza della Regione Siciliana. Il disegno di legge è stato incardinato ieri, martedì 3 novembre, all’Assemblea regionale e la discussione generale è prevista da oggi, mercoledì 4 novembre. Al centro del provvedimento ci sono il riordino delle fasce dirigenziali e le regole per il reclutamento del personale chiamato a guidare uffici e dipartimenti.
Il termine per presentare gli emendamenti è stato fissato per venerdì 6 novembre alle 12. La discussione dovrebbe proseguire martedì 10 novembre, quando potrebbe iniziare anche l’esame con le votazioni. Il testo potrà ancora essere modificato prima dell’eventuale approvazione definitiva.
Un percorso iniziato nel 2024
L’arrivo in Aula segue un iter articolato. La commissione Affari istituzionali ha avviato l’esame delle proposte nel settembre 2024, assumendo come testo base il disegno di legge del governo Schifani, abbinato ad altre iniziative parlamentari.
Una prima versione era stata trasmessa all’Aula nel settembre 2025, ma nel marzo 2026 i deputati avevano deciso di rinviarla in commissione per ulteriori approfondimenti. Dopo nuovi confronti e modifiche, il testo è stato nuovamente esitato per l’esame parlamentare il 7 ottobre 2026. Relatore del provvedimento è il presidente della commissione, Ignazio Abbate.
Due fasce e superamento della terza
La riforma prevede un ruolo unico della dirigenza articolato in due fasce, con il superamento dell’attuale terza fascia. Per i dirigenti che ne fanno parte è previsto il passaggio alla seconda fascia secondo le condizioni e i criteri indicati dal disegno di legge, tra cui l’anzianità di servizio e gli incarichi ricoperti.
Nella fase di prima applicazione il testo individua 33 posizioni di prima fascia e 627 di seconda fascia. Per una quota pari al 70% dei posti di seconda fascia è previsto l’accesso dei dirigenti provenienti dalla terza; per il restante 30% è previsto un concorso pubblico. Il passaggio di chi non transita subito sarebbe regolato in relazione alle successive cessazioni dal servizio. Si tratta delle previsioni attualmente all’esame dei deputati, che potrebbero cambiare durante l’iter.
Reclutamento, formazione e incarichi
Tra le modalità di accesso alla dirigenza figura anche il corso-concorso, con requisiti di anzianità di servizio più contenuti rispetto ad altre selezioni, per favorire l’ingresso di professionalità più giovani. Il percorso prevede una formazione presso la Scuola nazionale dell’amministrazione o un’università siciliana.
Per l’accesso alla prima fascia, la proposta prevede sia procedure concorsuali sia percorsi di carriera per dirigenti di seconda fascia, secondo le condizioni e le procedure selettive stabilite dal testo. Sono previste inoltre modifiche alle regole sugli incarichi dirigenziali, la cui durata verrebbe fissata tra tre e cinque anni.
Le assunzioni programmate
Il riordino è collegato al piano di rafforzamento degli uffici regionali, alle prese con carenze di organico e pensionamenti. Nel giugno scorso la Regione aveva indicato la possibilità di avviare, dopo l’approvazione della riforma, una procedura per 156 nuovi dirigenti.
Una previsione successivamente aggiornata. Nel presentare, il 9 ottobre, la rimodulazione del Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028, la Regione ha annunciato una procedura per 229 dirigenti a tempo indeterminato, con l’obiettivo di avviarla già nel 2026. Nello stesso comunicato veniva precisato che l’aggiornamento del piano sarebbe stato sottoposto al vaglio della Corte dei conti.
L’avvio delle selezioni resta legato al completamento dell’iter della riforma e agli altri passaggi amministrativi necessari. Nelle intenzioni del governo, il rafforzamento della dirigenza dovrebbe contribuire a rendere più efficiente l’attività degli uffici e la gestione dei programmi finanziati anche con risorse europee.
Il confronto in Aula
Sulle modifiche proposte dai deputati si concentrerà ora il confronto tra maggioranza e opposizioni. Nel corso dell’istruttoria sono state ascoltate anche le organizzazioni sindacali, interessate in particolare alle regole per il passaggio tra le fasce e alle ricadute sul personale.
L’esito dipenderà dalle scelte dell’Assemblea sugli emendamenti e sulle singole disposizioni, in una fase che precede l’esame dei documenti di bilancio e della prossima legge di stabilità regionale.


