Completati 3,75 chilometri dell’Occidentale Etnea. La strada conduce a Bronte e Randazzo, da dove si prosegue verso numerosi centri del Messinese
È stato aperto al traffico ad Adrano il nuovo tratto della strada statale 284 “Occidentale Etnea”, un’infrastruttura attesa da oltre cinquant’anni e destinata a migliorare i collegamenti tra il Catanese, il versante nord-occidentale dell’Etna e il territorio dei Nebrodi.
L’opera completa un segmento di 3,75 chilometri compreso tra il km 26 e il km 30, alle porte dell’abitato di Adrano. La nuova carreggiata, larga complessivamente 10,50 metri, dispone di una corsia per senso di marcia e di banchine laterali. Il trasferimento del traffico sul nuovo tracciato permetterà di superare alcune delle principali criticità della vecchia sede stradale, caratterizzata da numerose curve e accessi alle proprietà private.
Il riferimento alla SS 284 come “Porta dei Nebrodi”, utilizzato durante l’inaugurazione dal sindaco di Adrano Fabio Mancuso, trova una precisa spiegazione geografica. Da Adrano la statale procede verso Bronte, il primo dei comuni compresi nel territorio del Parco dei Nebrodi lungo questa direttrice, per poi raggiungere Maletto e Randazzo.

Proprio Randazzo rappresenta il principale punto di raccordo con il versante messinese. Dalla cittadina, il viaggio può continuare lungo la SS 116 in direzione di Santa Domenica Vittoria, Floresta, Ucria, Castell’Umberto, Naso e Capo d’Orlando. Attraverso la SS 120 è invece possibile proseguire verso Cesarò e San Teodoro. Il tratto inaugurato, dunque, non costituisce una nuova strada diretta verso un singolo centro nebroideo, ma rende più sicuro e scorrevole l’accesso meridionale a un articolato sistema di collegamenti che interessa numerosi comuni dell’area interna e tirrenica messinese.
Tra le opere principali figurano le gallerie artificiali Cannatella e Naviccia e i viadotti in acciaio corten Giordano e Granatello. Quest’ultimo, lungo 200 metri, consente di superare la linea della Ferrovia Circumetnea senza interferire con il tracciato ferroviario e con la viabilità già esistente. L’intervento comprende inoltre sottopassi, tombini e muri in terra armata, per un investimento complessivo di circa 66 milioni di euro.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò, il senatore Giuseppe Firrarello e il responsabile della struttura territoriale Anas Sicilia, Nicola Montesano.
Il completamento dell’opera chiude un percorso progettuale iniziato nel 1970. Una durata superiore ai cinquant’anni che, accanto alla soddisfazione per l’apertura, ha riacceso il dibattito sui tempi necessari in Sicilia per portare a termine infrastrutture considerate strategiche.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato anche Antonio Rapisarda, l’operaio di 65 anni morto nell’aprile del 2025 mentre lavorava all’interno del cantiere. La sua memoria ha accompagnato una giornata importante non soltanto per Adrano e il Catanese, ma anche per Bronte, Randazzo e per tutti quei centri dei Nebrodi che potranno beneficiare di un collegamento più moderno e sicuro con il versante etneo.





