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Autobus fermi da febbraio. La Prefettura richiede informazioni ed atti ai Comuni di Gioiosa Marea e Piraino

La chiusura della SS113 a Gliaca ha paralizzato il servizio di linea. Il Comitato “Terra di Gioiosa Marea”, attraverso l’avvocato Francesco Scaffidi Domianello, sollecita risposte e soluzioni concrete.

Da febbraio 2026, nei comuni di Gioiosa Marea e Piraino, gli autobus non passano più. Le corse delle Autolinee Magistro e di Emanuele Antonino si sono fermate all’improvviso, lasciando un vuoto e provocando gravi disagi.

Un problema che pesa sulle famiglie, sugli studenti, sui lavoratori e sugli anziani che contano sul trasporto pubblico per raggiungere servizi essenziali. Ma pesa anche sull’economia locale, già fragile, che vive di turismo e mobilità.

La SS113 chiusa e il blocco del trasporto pubblico

L’interruzione è legata alla chiusura parziale della SS113 a Gliaca, un tratto di strada che da anni alterna lavori, criticità e limitazioni. Ogni volta che la viabilità si inceppa, il servizio autobus si ferma. È diventata una sorta di regola non scritta, automatica, che però nessuno ha mai spiegato davvero. Le domande che molti cittadini si pongono da mesi sono diventate una petizione arrivata fino alla Prefettura di Messina.

L’istanza del Comitato “Terra di Gioiosa Marea”

A porle nero su bianco è stato l’avvocato Francesco Scaffidi Domianello, a nome suo, del Comitato “Terra di Gioiosa Marea” e dei cittadini che hanno sottoscritto la petizione avviata il 3 febbraio 2025.

Una lettera aperta indirizzata agli enti competenti che non rappresenta soltanto un atto formale, ma la voce di una comunità che chiede di essere ascoltata.

Nella lettera, Scaffidi Domianello ricostruisce i fatti: «Dal febbraio 2026 è stato interrotto il servizio di autobus erogato dalle ditte Autolinee Magistro ed Emanuele Antonino nei comuni di Gioiosa Marea e Piraino, con gravi ripercussioni per le due comunità».

Ripercussioni che non riguardano soltanto la mobilità, ma anche l’accesso ai servizi sanitari, la possibilità di raggiungere il luogo di lavoro, il ritorno ai paesi d’origine dei compaesani e persino il turismo, proprio nel pieno della stagione estiva.

Le domande rivolte alle istituzioni

La domanda rivolta alle istituzioni competenti è semplice e diretta:

Perché ogni volta che si verifica un problema sulla viabilità il servizio viene sospeso completamente?

Non potrebbe essere garantito almeno in forma ridotta, utilizzando mezzi più piccoli, come già avviene per le frazioni?

È davvero inevitabile che tutto si blocchi?

E, se la sospensione viene decisa autonomamente dalle aziende, chi verifica che tale decisione sia legittima e proporzionata?

Le possibili soluzioni

La lettera va oltre la denuncia e propone anche alcune possibili soluzioni. Tra queste:

  • verificare se altre aziende possano subentrare nell’esercizio della linea;
  • valutare l’affidamento del servizio ad operatori più idonei;
  • chiedere a Ferrovie dello Stato l’aumento delle fermate ferroviarie a Gioiosa Marea, come già avvenuto durante l’emergenza del 2025.

Una soluzione già sperimentata che potrebbe contribuire ad alleviare i disagi dei cittadini.

Domianello: «La Prefettura ha accolto la nostra istanza»

Ai microfoni di Quadro Chiaro, l’avvocato Francesco Scaffidi Domianello ha dichiarato: «Apprendiamo con soddisfazione che la Prefettura abbia accolto la nostra istanza, con l’attivazione di una procedura di raccolta informazioni, ma rimango perplesso sulla risposta dell’Anas che di fatto, come il Ministero delle Infrastrutture, si tira fuori perché asserisce che l’argomento non è di competenza. Ma il compito dell’Anas, per conto del Ministero delle Infrastrutture, non è quello di avere la gestione, la manutenzione ed il controllo della SS113 a cui gli enti locali devono attenersi? Vorrei ribadire inoltre che le azioni di “Terra di Gioiosa Marea” sono volte ad essere supporto per gli enti locali che dovrebbero appoggiarsi sulle azioni e sui cittadini e vederli come risorsa, non come spina nel fianco.»

Una mobilità da ripensare

La lettera si chiude con un appello che è anche un monito. L’emergenza viaria è ormai diventata una costante e non può più essere affrontata soltanto rincorrendo le criticità. Occorre pianificare interventi a breve, medio e lungo termine, perché la mobilità non rappresenta un semplice servizio accessorio, ma uno degli elementi fondamentali che consentono ad una comunità di vivere, lavorare, studiare e crescere. Senza mobilità, infatti, una comunità rischia lentamente di spegnersi.

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