Da quarant’anni l’intervalliva Patti–San Piero Patti–Taormina è una promessa che attraversa generazioni, amministrazioni, stagioni politiche. Una linea tratteggiata sulle mappe, un corridoio immaginato ed ancora immaginario, per cucire insieme il Tirreno, i Nebrodi e l’area ionica.
Oggi quella promessa torna al centro del dibattito per un allarme: il terzo lotto, quello decisivo per dare continuità all’opera, è stato definanziato. E senza quel tratto, l’intervalliva resta un’idea sospesa, com’è stato fino ad ora.
La richiesta della sindaca Cinzia Marchello
A riaccendere i riflettori è la sindaca di San Piero Patti, Cinzia Marchello, che ha scritto alla Città Metropolitana, al sindaco Basile, al Dipartimento Viabilità e alla deputazione messinese all’ARS.
La richiesta è convocare un tavolo tecnico per capire cosa sia successo, perché il finanziamento sia evaporato e quali margini esistano per recuperarlo. Una mossa che arriva dopo mesi di silenzi, nonostante il vertice del 9 giugno 2025 avesse promesso verifiche e un percorso di rilancio.
Un’infrastruttura strategica per decine di comunità
L’intervalliva non è un’opera di secondo piano, ma fortemente strategica. È un’infrastruttura che potrebbe cambiare la vita di decine di comunità: Patti, Montagnareale, Librizzi, Montalbano Elicona, Roccella Valdemone, Francavilla di Sicilia, fino a Taormina.
Oggi questi paesi vivono su strade provinciali fragili, segnate da dissesti, cedimenti, limiti di peso e velocità.
Molto più di un collegamento: un’idea di futuro
In questo quadro, l’intervalliva rappresenta molto più di un collegamento. È un’idea di futuro.
Ridurebbe i tempi di percorrenza, aprirebbe nuove rotte turistiche, darebbe ossigeno ai borghi interni, offrirebbe un’alternativa alle arterie costiere spesso congestionate. Ma per diventare realtà servono progetti aggiornati, fondi certi, una regia politica che non si perda nei meandri della burocrazia.
Il nodo del definanziamento del terzo lotto
Il definanziamento del terzo lotto è il punto critico. Le cause, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero legate a ritardi, inadempienze tecniche e mancate verifiche nei tempi previsti. Una catena di omissioni che ha fatto scattare la revoca delle risorse.
Ora la sfida è capire se esistono strade per recuperarle: fondi regionali, nuovi bandi, inserimento nel Piano Strategico Metropolitano o una pressione politica congiunta dei Comuni coinvolti.
I territori non vogliono più aspettare
La lettera della sindaca Marchello non è solo un atto amministrativo, ma è un segnale. Dice che i territori non vogliono più aspettare, che la viabilità interna non può essere trattata come un tema marginale, che le comunità dei Nebrodi meritano infrastrutture degne di questo nome.
L’intervalliva, oggi, è un bivio: o torna a essere un progetto vivo, oppure resterà l’ennesima opera incompiuta della Sicilia interna.
Non soltanto strade, ma una visione del territorio
Se si comprendesse che non si tratta solo di strade, ma di visione, di nuove prospettive per un territorio. C’è da capire se la provincia di Messina vuole davvero investire sui suoi paesi, sulle sue connessioni, sulla sua identità.




