Progetto Comune denuncia la perdita delle premialità per due anni consecutivi. Il sindaco richiama le priorità del PNRR e le difficoltà degli uffici, ma resta il nodo politico: quanto sono costate al paese queste scelte?
Il rendiconto arriva in Consiglio dopo la diffida, a convocare l’aula è il commissario ad acta e la maggioranza ringrazia l’assessore al Bilancio. È questa la contraddizione politica al centro del duro attacco di Progetto Comune all’amministrazione di Castel di Lucio. Una vicenda sulla quale pesa soprattutto una contestazione: il Comune, secondo il gruppo politico, avrebbe perso per due anni consecutivi le premialità regionali. Risorse che avrebbero potuto contribuire ai servizi e alle necessità della comunità.
È da qui che occorre partire. Perché una scadenza mancata può sembrare una questione da uffici, finché non si traduce in un finanziamento perduto. A quel punto riguarda anche chi aspetta una strada sistemata, una manutenzione, un servizio più efficiente. E la discussione sulle responsabilità diventa tutt’altro che una disputa tra addetti ai lavori.
Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, l’11 settembre 2026 il Consiglio comunale si è riunito su convocazione del commissario ad acta, nominato il 25 giugno con decreto assessoriale n. 368 S.3/2026. Progetto Comune descrive il passaggio come una prima volta per Castel di Lucio e indica nel 19 agosto la data del deposito del rendiconto, richiamando il termine del 30 aprile per la sua approvazione.
Un ritardo approdato dunque alla diffida e all’intervento commissariale. Il presidente del Consiglio, Salvatore Noto, secondo quanto riferisce il gruppo, avrebbe definito quella seguita una «procedura abbastanza contestabile». Ma anche volendo discutere la procedura, resta da spiegare perché l’amministrazione abbia lasciato che si arrivasse a quel punto.
Le ragioni del sindaco sono riportate nello stesso comunicato: gli uffici avrebbero dovuto affrontare importanti scadenze legate al PNRR e il passaggio al nuovo programma di contabilità Hypersic. Da qui la scelta di dare precedenza agli adempimenti ritenuti più urgenti, nell’interesse dell’ente e della comunità.
È proprio questa giustificazione a porre il problema politico più serio. Stabilire le priorità significa assumersi la responsabilità anche di ciò che viene lasciato indietro. Il rendiconto non può diventare un adempimento da recuperare quando il resto del lavoro lo consente. Se le scadenze si sovrappongono, la capacità amministrativa si misura nell’organizzazione degli uffici, nella programmazione e nelle soluzioni predisposte per evitare che una necessità ne comprometta un’altra.
Il PNRR richiede impegno e il cambio di un sistema contabile può comportare difficoltà. Ma richiamarli non risponde ancora alla domanda decisiva: il ritardo era inevitabile? E, soprattutto, quali conseguenze ha prodotto? Se la perdita delle premialità denunciata da Progetto Comune sarà confermata, la scelta delle priorità dovrà essere valutata anche attraverso le risorse alle quali il paese ha rinunciato.
Occorre adesso chiarire quanto denaro sia stato perso, per quali annualità e per quali specifiche ragioni. È su questi elementi che l’amministrazione è chiamata a dare una risposta puntuale: il richiamo all’interesse collettivo deve trovare riscontro nei risultati.
In questo quadro si colloca il passaggio politicamente più sconcertante della seduta. Secondo quanto riportato nel verbale della seduta consiliare, il capogruppo di maggioranza Francesco Matasso ha ringraziato l’assessore al Bilancio Alessandro Giordano per il lavoro svolto. Proprio l’assessore competente per un rendiconto arrivato in aula dopo la diffida commissariale, con un ritardo al quale il gruppo politico attribuisce anche la perdita delle premialità. Mentre il paese perde risorse, la maggioranza distribuisce ringraziamenti a chi avrebbe dovuto contribuire a evitarlo. Sarebbe stato più comprensibile chiedere conto delle scadenze mancate, delle conseguenze economiche e delle misure necessarie a impedire che accada ancora. La lealtà verso un assessore non dovrebbe prevalere sul dovere di rispondere ai cittadini: portare in aula un rendiconto dopo una diffida significa rimediare a un ritardo, non trasformarlo in un risultato da applaudire.
Un ringraziamento che, nel contesto descritto, appare politicamente fuori misura. Portare a conclusione un adempimento dopo una diffida non cancella il ritardo che ha reso necessario l’intervento del commissario. Matasso avrebbe potuto accompagnare il riconoscimento del lavoro svolto con una richiesta altrettanto esplicita: spiegare cosa non abbia funzionato e come si intenda evitare che accada ancora. Dal resoconto del gruppo politico emerge invece una maggioranza pronta a difendere il proprio assessore, assai meno a interrogarlo sui risultati contestati.
Anche per Giordano il confronto è con gli esiti della gestione. Progetto Comune gli ricorda le critiche rivolte, dai banchi dell’opposizione, alla precedente amministrazione Nobile, anche sulla riscossione coattiva, e ne contesta oggi il ricorso alla SO.GE.R.T. Il rigore preteso dagli altri diventa il metro con cui si viene giudicati quando si amministra. Su questa vicenda, l’assessore deve spiegare un rendiconto arrivato in ritardo e le conseguenze che il gruppo gli addebita.
C’è poi il dato sull’avanzo disponibile: secondo le cifre richiamate nel comunicato e attribuite all’intervento dell’assessore, sarebbe sceso da 174.394,51 euro nel 2023 a 2.084,18 euro nel 2025. Una contrazione che merita una ricostruzione chiara: quali somme sono state utilizzate, per quali finalità, quali accantonamenti sono intervenuti e quali margini rimangono? Il confronto tra i due importi non dimostra da solo uno spreco o un dissesto, ma impone una spiegazione accessibile anche ai cittadini che non conoscono la contabilità pubblica.
Il gruppo segnala inoltre difficoltà nei rimborsi IRPEF ai dipendenti, ricondotte alla mancanza di capienza fiscale, e disguidi sulle bollette TARI. Sono questioni da chiarire nei rispettivi termini, senza trasformare automaticamente la prima in una prova di casse vuote. Sul rapporto con i contribuenti resta però una considerazione: un Comune che chiede puntualità nei pagamenti deve offrire altrettanta chiarezza nelle procedure e attenzione alle proprie scadenze.




