Una tomba con una lapide sulla quale sono riportati nomi e cognomi e un loculo che dovrebbe contenere due salme o il resto di esse, osservato attraverso una feritoia, apparirebbe vuoto. È la circostanza raccontata a QuadroChiaro dal consigliere comunale indipendente Antonio Vitale, che ha presentato un’istanza di accesso agli atti per consultare i registri del cimitero di Sant’Agata di Militello.
La vicenda si aggiunge agli interrogativi che da mesi accompagnano la gestione del camposanto. Ma, prima di formulare qualsiasi conclusione, è necessario chiarire un punto: un loculo apparentemente vuoto non dimostra, da solo, che sia avvenuta un’irregolarità. Potrebbe essere stato oggetto di un’operazione regolare, così come altre circostanze potrebbero emergere dalla documentazione.
La segnalazione e la risposta dell’ufficio comunale
Secondo quanto riferito dal consigliere, la vicenda sarebbe partita dalla segnalazione di una specifica tomba che sarebbe stata svuotata, senza che, al momento, siano noti documenti relativi a un’eventuale estumulazione o al trasferimento dei resti. Sulla lapide erano ancora riportati i nominativi dei due defunti.
Vitale racconta di aver contattato l’ingegnere Calogero Silla, responsabile dell’Area VII del Comune, per chiedere spiegazioni. Dopo essersi informato, il funzionario lo avrebbe richiamato, riferendogli che la segnalazione era infondata: il custode, incaricato di verificare la situazione, avrebbe assicurato che non erano state riscontrate infrazioni e che tutto fosse a posto. Compresa la presenza delle due due salme all’interno della tomba.
Il consigliere, tuttavia, ha deciso di recarsi personalmente al cimitero. Attraverso una feritoia della tomba ha osservato un loculo apparentemente vuoto, documentandone l’interno vuoto.
Le domande a cui rispondere
Quanto osservato da Vitale richiede una verifica, senza anticipare conclusioni. Occorre anzitutto stabilire se il vano sia effettivamente vuoto e se abbia ospitato una salma o dei resti. Se vi fosse stata una precedente tumulazione, bisognerà ricostruire se sia stata eseguita un’estumulazione o una traslazione, quando sia avvenuta, con quali atti e quale destinazione sia stata eventualmente data ai resti.
Un trasferimento potrebbe essere stato effettuato regolarmente, anche verso un ossario o un’altra sepoltura. Allo stesso modo, sarà utile comprendere se il controllo riferito a Vitale riguardasse l’integrità esterna della tomba, il contenuto del loculo o entrambi.
Sono i documenti, insieme ai chiarimenti degli uffici, a poter ricostruire la storia della sepoltura. Una lapide e una fotografia, da sole, non consentono di stabilire che cosa sia accaduto nel tempo.
L’istanza di accesso agli atti
Proprio per verificare la situazione, Vitale ha presentato un’istanza datata 30 ottobre 2026, indirizzata al presidente del Consiglio comunale, al sindaco e al segretario del Comune.
Il consigliere chiede di prendere visione ed estrarre copia del registro cimiteriale dal 1° gennaio 1990 al 30 ottobre 2026, comprese le annotazioni relative a inumazioni, tumulazioni, esumazioni, estumulazioni e traslazioni di salme o resti. Domanda inoltre il registro di mortalità e quello dei trasporti funebri connessi.
Nella richiesta, Vitale richiama l’articolo 52 del regolamento nazionale di polizia mortuaria, che prevede la tenuta di un registro nel quale annotare, tra l’altro, le tumulazioni e le variazioni conseguenti a esumazioni ed estumulazioni.
L’accesso è motivato con l’esigenza di controllare la corretta gestione del servizio cimiteriale e verificare la posizione dei defunti. Il consigliere chiede la documentazione in formato digitale o cartaceo, prevedendo, in caso di limiti legati alla riservatezza, l’oscuramento dei dati non necessari.
Una vicenda che riporta l’attenzione sul camposanto
Il cimitero di Sant’Agata è da mesi al centro dell’attenzione pubblica. Il 13 gennaio 2026, la Guardia di Finanza sequestrò due ossari nell’ambito di accertamenti delegati dalla Procura della Repubblica di Patti, dopo una segnalazione. Nei mesi successivi, ulteriori controlli e sequestri hanno interessato altre aree del camposanto, per vicende distinte.
Non risultano elementi per collegare la segnalazione di Vitale a quegli accertamenti. La nuova vicenda ripropone però una questione di interesse pubblico: la possibilità di ricostruire con precisione le operazioni compiute sulle sepolture e di fornire risposte chiare ai cittadini.
Spetterà alla magistratura pronunciarsi sulle vicende sottoposte alla sua attenzione. All’amministrazione comunale si chiede intanto di chiarire, attraverso le verifiche e gli atti disponibili, la situazione segnalata dal consigliere.
Per le famiglie, sapere dove riposano i propri cari e avere informazioni attendibili sulle eventuali operazioni che li riguardano è una questione che tocca la fiducia nelle istituzioni e il rispetto dovuto ai defunti.




