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Dama dei Castelli di Sicilia, gaffe sull’età: Cuccì scarica sui Comuni, Sanzarello parla di errore in buona fede

La manifestazione “Dama dei Castelli di Sicilia”, tenutasi il 16 agosto a Sperlinga, è finita al centro di una polemica che non ha certo agitato i rapporti tra i Comuni partecipanti, ma ma qualche irritazione e qualche dispiacere . La giovane Giada Perrone, rappresentante di Mistretta, era stata inizialmente proclamata vincitrice del titolo, salvo poi vederselo revocare a causa di un dettaglio che non è passato inosservato: l’età.

La ragazza, infatti, ha solo 13 anni, mentre il regolamento della competizione stabilisce chiaramente i 16 anni come soglia minima per poter partecipare. Una violazione che ha reso inevitabile il ritiro del titolo, assegnato in un secondo momento ad Alessia Ciccarello, rappresentante del Comune di Sperlinga.

La vicenda ha innescato un acceso dibattito, soprattutto sui social, sul sistema dei controlli e sulle responsabilità degli enti coinvolti. A questo proposito, è intervenuto sia il sindaco di Sperlinga, Giuseppe Cuccì, che quello di Mistretta, Tatà Sanzarello.

Cuccì: “Controlli sull’età? Competono ai Comuni”

Il sindaco di Sperlinga, Giuseppe Cuccì, ha risposto con toni duri alle critiche, chiarendo senza mezzi termini che il compito di verificare l’età delle partecipanti non ricade sull’organizzazione della manifestazione, ma esclusivamente sui Comuni che designano le loro rappresentanti.

“Rimango allibito dalle polemiche sollevate dai soliti tuttologi da tastiera. È doveroso precisare che la manifestazione non prevede l’accesso diretto delle candidate, ma esclusivamente la designazione da parte dei Comuni che le presentano.
Spetta quindi ai Comuni, in quanto enti locali, l’onere della preventiva verifica dell’età anagrafica delle partecipanti, in conformità al regolamento che stabilisce chiaramente il limite minimo dei 16 anni. Ne consegue che nessun obbligo di ulteriore verifica ricade sul Comune di Sperlinga, che cura l’organizzazione dell’evento.
Il nostro impegno è rivolto a garantire il prestigio e la correttezza della manifestazione, che vuole essere un momento di storia, cultura e orgoglio collettivo, non certo un’occasione per sterili polemiche. Chi si ostina a confondere ruoli e responsabilità dovrebbe piuttosto apprezzare il lavoro svolto da tanti volontari e istituzioni per custodire una tradizione che dà lustro al territorio e unisce le comunità”.

Sanzarello: “Errore in buona fede, ma serve più chiarezza”

Più concilianti, invece, le parole del sindaco di Mistretta, Tatà Sanzarello, che ha scelto la via della diplomazia, sottolineando la buona fede generale e l’importanza dell’evento.

“Voglio esprimere anch’io qualche considerazione in merito al concorso ‘Dama dei Castelli di Sicilia – 2025’ di Sperlinga. Innanzitutto voglio complimentarmi con il sindaco Dr. Cuccì e con i suoi collaboratori per avere avuto la capacità di organizzare un evento di tale livello; paragonabile nel suo genere ad iniziative simili che si svolgono da secoli in città molto più grandi e blasonate.
La città di Mistretta, peraltro vincitrice in una edizione passata, è tornata a partecipare, dopo un paio di decenni di assenza, anche nell’ambito di un programma molto più vasto di iniziative comuni in ambito turistico-culturali, da attuare in un prossimo futuro.
Con nostra grande soddisfazione la rappresentante di Mistretta è stata eletta ‘Dama dei Castelli 2025’. La giuria votante, composta da tutti i sindaci dei comuni partecipanti, a larga maggioranza, ha valutato il portamento, la grazia nei movimenti anche la bellezza, la raffinatezza del costume e la sua coerenza storica con il personaggio interpretato (Beatrice moglie di Blasco II D’Alagona, conte di Mistretta, vicario del regno).
La lunga assenza dalla partecipazione e quindi la non dimestichezza con norme regolamentari, la tipologia dell’evento (non è l’elezione di una Miss di bellezza né una sfilata di moda, bensì una rievocazione storica) non ha indotto i delegati ad organizzare la partecipazione di Mistretta a pensare che ci potessero essere limitazioni anagrafiche relative alla ‘dama’.
Quindi nessuno si è posto il problema dell’età. In perfetta buona fede di tutti si è saputo dell’età solo dal comunicato diramato attraverso Telemistretta, dopo l’avvenuta proclamazione.
Poiché è nostro intendimento partecipare nei prossimi anni anche in maniera più corposa all’evento, apprezzandone la valenza per la promozione turistico-culturale del nostro territorio e poiché per assicurare un futuro alla manifestazione bisogna garantire trasparenza, autorevolezza e coerenza comportamentale.
È ovvio che è affidato al comitato organizzatore di Sperlinga garantire questi requisiti ed al suo giudizio, per noi insindacabile, ci affidiamo”.

Le nostre conclusioni

A volte basta un dettaglio, apparentemente secondario, per scatenare un polverone capace di oscurare il senso più autentico di una manifestazione. È quello che è accaduto a Sperlinga con la “Dama dei Castelli di Sicilia”: un evento dal grande valore simbolico e culturale, ma pur sempre di confinata rilevanza poichè radicato nella tradizione e nell’identità di un territorio. Non è Festival di Sanremo.

Eppure, l’aver trascurato un requisito tanto semplice quanto essenziale – l’età minima delle partecipanti – ha trasformato una festa di comunità in un caso discusso ben oltre i confini locali. Una svista figlia di sufficienza, di approssimazione, forse della convinzione che “tanto non è nulla di così serio”.

Il risultato, però, è stato l’opposto: l’incidente ha messo in discussione la credibilità della manifestazione, costringendo sindaci e organizzatori a giustificazioni e chiarimenti pubblici. Ne esce così una lezione preziosa: anche gli eventi che non ambiscono a essere spettacoli nazionali richiedono rigore, attenzione ai dettagli e rispetto delle regole. Perché la cura con cui si gestisce una tradizione dice molto della serietà con cui un territorio custodisce la propria identità.

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