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False invalidità e tangenti all’Asp di Palermo: patteggiano medico e intermediario

Due anni e otto mesi per Leonardo Gaziano, quattro anni per Giuseppe Nicoletti. A dicembre il processo per l’imprenditore Massimiliano Contino.

Due patteggiamenti e un processo in arrivo segnano un nuovo passaggio nell’inchiesta sulle certificazioni di invalidità e sulle forniture ortopediche all’Asp di Palermo. L’ortopedico Leonardo Gaziano ha patteggiato una pena di due anni e otto mesi, mentre per l’intermediario Giuseppe Nicoletti la pena concordata è di quattro anni.

Secondo quanto riferisce il Quotidiano di Palermo nell’articolo pubblicato il 27 ottobre, entrambe le sentenze sono diventate definitive. Per Gaziano, la decisione risalirebbe alle scorse settimane, ma la notizia è emersa soltanto adesso.

Per Contino il processo da dicembre

Prosegue invece il procedimento nei confronti di Massimiliano Contino, amministratore unico dell’Ortopedia Barbanera di Tommaso Natale. Per l’imprenditore, riferisce la stessa testata, è previsto il giudizio immediato, con l’avvio del processo a dicembre davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo.

La sua posizione resta da accertare in giudizio: i patteggiamenti degli altri coinvolti non costituiscono una condanna nei suoi confronti.

Le pratiche di invalidità e i certificati senza visite

L’inchiesta, condotta dalla sezione Anticorruzione della Squadra mobile e coordinata dai pubblici ministeri Gianluca De Leo e Andrea Zoppi, aveva fatto emergere due filoni collegati: il rilascio di certificazioni utilizzate per ottenere benefici assistenziali e l’indirizzamento dei pazienti verso determinate imprese del settore ortopedico.

Nel primo filone, secondo la ricostruzione investigativa, Nicoletti svolgeva il ruolo di intermediario fra i clienti e alcuni sanitari. Avrebbe raccolto le richieste e seguito le pratiche, chiedendo compensi compresi fra 1.500 e 7.000 euro. Il passaggio decisivo sarebbe stato l’ottenimento di documenti medici favorevoli, redatti anche senza sottoporre i richiedenti a una visita.

L’attività investigativa era iniziata nel 2024, dopo la denuncia di un tecnico ortopedico. Durante gli interrogatori preventivi Nicoletti aveva fornito dichiarazioni collaborative, ammettendo parte delle condotte contestate e descrivendo i compensi ricevuti.

Le forniture ortopediche e i regali ai sanitari

L’altro filone riguardava il rapporto fra il medico e le aziende che fornivano ausili e presidi ortopedici. Secondo l’accusa, Gaziano avrebbe indirizzato i pazienti verso ditte specifiche, favorendone gli affari e ricevendo in cambio denaro e prodotti alimentari.

Nelle ricostruzioni dell’indagine compaiono vino, olio, pesce fresco e crostacei, fra cui aragoste e gamberoni di Mazara del Vallo. Le intercettazioni e i servizi di osservazione avevano documentato rapporti e consegne che gli investigatori ritenevano parte degli accordi corruttivi.

Oltre 1,2 milioni trovati tra case e automobile

Durante le perquisizioni nella disponibilità di Nicoletti erano stati rinvenuti oltre un milione e duecentomila euro in contanti. Le banconote erano custodite in mazzette, nascoste in scatole e distribuite fra abitazioni e automobile.

Il sequestro era già emerso nella fase cautelare dell’inchiesta. Il gip aveva disposto quello preventivo, convalidando il provvedimento urgente degli investigatori, sulla base della sproporzione rilevata rispetto ai redditi dichiarati.

QuadroChiaro aveva raccontato la vicenda il 7 marzo scorso, quando erano stati resi noti gli arresti domiciliari per Gaziano, Nicoletti e Contino e le altre misure adottate nell’inchiesta. I nuovi sviluppi riguardano ora la definizione delle prime due posizioni attraverso il patteggiamento e il prossimo passaggio in aula per l’imprenditore.

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