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Sant’Agata, la corsa al Comune passa dalle Regionali: nomi e alleanze in movimento

C’è più movimento politico a Sant’Agata di Militello, dove le amministrative sono attese nel 2028, che in diversi comuni chiamati alle urne già nella prossima primavera. Nei corridoi della politica, negli incontri tra esponenti di partito e nelle conversazioni in città si parla sempre più spesso del dopo Mancuso: possibili candidati, alleanze da costruire e sostegni da cercare anche fuori dai confini comunali.

Le elezioni regionali, che dovrebbero precedere l’appuntamento santagatese, rappresentano una tappa intermedia destinata a pesare sulle scelte locali. Le candidature, i risultati e gli eventuali accordi per l’Ars potrebbero infatti contribuire a definire rapporti di forza e convergenze in vista della corsa a Palazzo Crispi.

Il quadro che emerge è ancora fluido. Quello che segue è un racconto delle indiscrezioni raccolte da QuadroChiaro: contatti e ipotesi politiche che, salvo dove diversamente indicato, non corrispondono a candidature o accordi ufficializzati.

Scurria, la politica «lontana» e i contatti per il 2028

Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza c’è quello di Antonio Scurria, già assessore con deleghe al Bilancio, Tributi, Sport e Turismo nella precedente amministrazione guidata da Bruno Mancuso.

In passato, quando il suo nome è stato accostato alle vicende politiche cittadine, Scurria ha sottolineato la distanza dalle dinamiche locali, richiamando i propri impegni lavorativi. Eppure, secondo le voci raccolte in città, l’ex assessore continuerebbe a seguire con attenzione gli equilibri santagatesi, dispensando consigli sui «massimi sistemi» della politica locale e coltivando interlocuzioni che potrebbero avere un obiettivo preciso: una candidatura a sindaco.

Una prospettiva sulla quale, al momento, non risulta un annuncio pubblico. Ma il suo nome viene indicato da più parti come uno dei più attivi nella fase di avvicinamento al voto.

Sul piano dei riferimenti politici, l’ultimo sostegno noto di Scurria viene ricondotto al deputato Tommaso Calderone, passato da Forza Italia a Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci. È un dato che alimenta una domanda: quel rapporto politico è ancora attuale e si tradurrà in una collocazione anche per Scurria? Una risposta, per ora, non è arrivata. Il passaggio di Calderone a Futuro Nazionale è invece pubblico.

Il possibile asse con Castrovinci

Attorno a Scurria, sempre secondo le indiscrezioni, potrebbero muoversi Valeria Fazio, Daniela Pilato, Giuseppe Ortoleva e Alberto Ferraù. Una possibile area di dialogo che incrocerebbe anche le posizioni del sindaco di Torrenova, Salvatore Castrovinci, esponente della Lega.

Il punto politicamente più interessante riguarda proprio il rapporto tra Scurria e Castrovinci. Nelle ricostruzioni raccolte in città si parla di un possibile sostegno dell’ex assessore a Castrovinci alle Regionali, in una prospettiva di collaborazione che potrebbe poi riflettersi sulle amministrative santagatesi.

Si tratta, allo stato, di un’ipotesi riferita da ambienti politici locali, non di un’intesa pubblicamente confermata. Resta da capire se quei contatti si tradurranno in un accordo e, soprattutto, quali equilibri produrrebbero all’interno dell’area di centrodestra.

Befumo, De Leo e il nodo Puleo

Tra le interlocuzioni attribuite a Scurria c’è anche quella con Achille Befumo, ex assessore vicino al deputato regionale Alessandro De Leo, approdato a Controcorrente, il movimento di Ismaele La Vardera.

Scurria e Befumo, secondo quanto si racconta negli ambienti politici cittadini, si vedrebbero con una certa frequenza. L’ex assessore al Bilancio starebbe cercando di coinvolgerlo in un eventuale progetto per le Comunali.

Ma qui il quadro si fa più complicato. A Controcorrente ha aderito anche Giuseppe Puleo, consigliere comunale di minoranza che in questi anni si è distinto per una posizione critica nei confronti delle amministrazioni Mancuso. Il suo ingresso nel movimento è stato annunciato pubblicamente.

Secondo le indiscrezioni, Puleo starebbe valutando a sua volta una candidatura a sindaco. Se questa ipotesi prendesse corpo, per l’area riconducibile a Controcorrente si porrebbe una scelta politica: sostenere un proprio esponente oppure aprire a interlocuzioni diverse. L’appartenenza allo stesso movimento, nelle elezioni comunali, non produce automaticamente un’alleanza, ma rende il passaggio particolarmente interessante.

Brancatelli e Alascia, posizioni ancora da chiarire

Restano da decifrare le scelte della presidente del Consiglio comunale Monica Brancatelli, indicata nell’area politica riconducibile a Genovese e al Movimento per l’autonomia.

La sua collocazione nella futura partita santagatese non appare ancora definita. Una posizione che potrebbe dipendere sia dalle scelte dei riferimenti regionali sia dalle alleanze che matureranno in città. Da chiarire anche il percorso della consigliera Francesca Alascia, fino a non molto tempo fa vicino alla Lega.

Pedalà: passo indietro o corsa da protagonista?

L’altro nome che continua a occupare una posizione centrale nelle conversazioni sul dopo Mancuso è quello del vicesindaco Calogero Pedalà, esponente della Lega.

A qualcuno, secondo quanto si racconta, avrebbe espresso la volontà di chiudere definitivamente la parentesi politica santagatese. Una dichiarazione che, però, in città molti accolgono con un certo scetticismo: il suo nome continua infatti a circolare con insistenza tra quelli dei possibili candidati alla successione di Mancuso.

Pedalà viene indicato come una figura sulla quale potrebbero convergere l’attenzione del sindaco uscente Bruno Mancuso e quella del deputato regionale e sindaco di Brolo Pippo Laccoto. Un’area nella quale si guarderebbe già alla costruzione di una squadra, con riferimenti come Rino Indriolo e Salvatore Sanna.

Nelle settimane scorse, una cena alla quale hanno partecipato Mancuso, Laccoto, Pedalà e l’assessore regionale Luca Sammartino aveva già alimentato le voci sui futuri equilibri santagatesi. Sui contenuti politici dell’incontro, come già riportato da QuadroChiaro, non sono arrivate conferme dai diretti interessati.

C’è poi un’altra ipotesi che circola negli ambienti leghisti: un’intesa tra Pedalà e Scurria, con il primo nel ruolo di possibile vicesindaco del secondo. Uno scenario che, al momento, appartiene alle indiscrezioni e che presupporrebbe un accordo tutt’altro che scontato sulla leadership.

L’area Grasso e l’incognita Barbuzza

Un altro tassello è rappresentato dal gruppo che fa riferimento alla deputata regionale di Forza Italia Bernadette Grasso, nel quale vengono indicati la consigliera Dora Damiano, il consigliere Marzio Poma e Domenico Barbuzza, ex assessore comunale e presidente del Parco dei Nebrodi.

Anche su questo fronte i giochi sembrano aperti. Il nome di Domenico Barbuzza viene indicato con una certa insistenza, nelle conversazioni politiche cittadine, tra quelli di chi potrebbe valutare una candidatura a sindaco nel 2028. Un’ipotesi che abbiamo raccolto più volte, ma sulla quale non ci sono dichiarazioni ufficiali.

Resta da capire se l’area che fa riferimento alla deputata Bernadette Grasso deciderà di puntare su una propria candidatura oppure di cercare un’intesa più ampia con altre componenti politiche. Al momento, per quanto ci risulta, il gruppo non ha stretto accordi con nessuno.

A Forza Italia guarderebbe con interesse anche il consigliere Antonio Vitale, che nell’ultimo anno ha svolto una intensa attività di interrogazione e controllo in Consiglio comunale. Resta da vedere se questa possibile interlocuzione si tradurrà in una scelta politica definita e quale ruolo Vitale intenderà assumere nella partita delle alleanze.

Starvaggi: «Un nuovo inizio», ma con chi?

Sul fronte dell’alternativa all’attuale amministrazione, un ruolo di primo piano continua ad averlo l’avvocato Paolo Starvaggi.

Il consigliere ha dichiarato pubblicamente di essere pronto a tornare in campo anche come candidato a sindaco, auspicando però la costruzione dal basso di un progetto nuovo e l’individuazione di una figura capace di rappresentare il rinnovamento della città.

La disponibilità personale, dunque, si accompagna alla ricerca di una proposta più ampia, aperta ai giovani e al ricambio della classe dirigente. Dalle sue posizioni emerge, secondo le indiscrezioni, un limite politico: il progetto non dovrebbe essere guidato da una figura proveniente dalla coalizione che ha sostenuto in questi anni l’amministrazione Mancuso, sulla cui gestione Starvaggi ha espresso un giudizio fortemente critico.

Per questa ragione, oggi negli ambienti cittadini viene considerato difficile un suo sostegno a Pedalà. E appaiono oggi distanti anche le prospettive di una convergenza con Puleo, dopo che quest’ultimo ha scelto un proprio percorso politico aderendo a Controcorrente.

C’è però anche chi invita a non considerare definitiva la distanza fra i due consiglieri. Una voce, al momento molto flebile e priva di conferme, suggerisce prudenza nell’interpretare lo strappo: soltanto i prossimi mesi diranno se si tratti di una separazione destinata a consolidarsi o se resteranno spazi di confronto.

Le Regionali prima delle Comunali

Prima della sfida santagatese, la politica locale dovrà misurarsi con le elezioni regionali. Ed è proprio in quella partita che potrebbero definirsi alcuni degli equilibri per il 2028.

Tra i possibili protagonisti della prossima competizione per l’Ars vengono indicati con insistenza il sindaco di Torrenova Salvatore Castrovinci, l’avvocato santagatese Alessandro Pruiti Ciarello e la deputata regionale Bernadette Grasso.

Più incerta, almeno per il momento, la scelta di Pippo Laccoto, che starebbe ancora riflettendo su una nuova candidatura. La sua decisione è attesa con interesse: l’esperienza politica e il consenso costruito nel tempo ne farebbero un concorrente con cui fare i conti.

Se Laccoto decidesse di scendere in campo con la Lega, nella stessa lista in cui potrebbe candidarsi Castrovinci, la sfida per le preferenze assumerebbe un rilievo particolare. E per Castrovinci la presenza di un avversario così esperto sarebbe, per dirla in siciliano, «ruppa di sciogghiri».

Se le ipotesi oggi in circolazione si concretizzassero, ciascuna potrebbe incidere sulla politica santagatese: offrire un punto di riferimento a gruppi e amministratori, rafforzare un’area oppure rendere più difficile tenere insieme alleati che alle Regionali avranno sostenuto candidati diversi.

È anche per questo che a Sant’Agata si discute già così tanto del voto comunale. La città non sta ancora scegliendo soltanto il nome del prossimo sindaco: sta attraversando una fase in cui rapporti locali e ambizioni regionali si intrecciano, mentre ognuno cerca di capire con chi potrà camminare e con chi, invece, sarà destinato a misurarsi.

Per adesso restano contatti, indiscrezioni e dichiarazioni da verificare. Nei prossimi mesi saranno i diretti interessati, con le loro scelte pubbliche, a chiarire quali di questi scenari hanno basi concrete e quali resteranno soltanto voci della politica cittadina.

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