Nella notte tra venerdì e sabato l’Assemblea Regionale Siciliana ha finalmente dato il via libera alla Legge Finanziaria per il 2026. Dopo una lunga e convulsa maratona politica, costellata di ritardi, trattative durissime e un clima d’aula teso, la manovra è stata approvata con 29 voti favorevoli e 23 contrari in aula, con soli 52 deputati presenti su 70.
Una legge di stabilità sostanziosa ma controversa
La legge di stabilità approvata contiene numerose disposizioni che toccano settori chiave dell’economia e della società siciliana. Dopo il passaggio in giunta, dove il testo prevedeva una dotazione complessiva di circa 1,2 miliardi di euro tra bilancio e legge di stabilità triennale 2026-2028, la manovra è arrivata sotto i riflettori dell’ARS con l’intento di dare risposte concrete su lavoro, sviluppo e servizi essenziali.
Tra le principali misure economiche e sociali presenti nella finanziaria: gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato e misure sul lavoro, con stanziamenti rilevanti per agevolazioni occupazionali. Le norme per rafforzare la Super ZES (Zona Economica Speciale) siciliana, con un fondo regionale dedicato a incentivare gli investimenti produttivi. Le risorse per le spiagge libere attrezzate, incentive per i Comuni e interventi sull’emergenza idrica, oltre a contributi specifici per categorie e territori. La norma sull’editoria con una dotazione di 4 milioni di euro per sostenere il pluralismo dell’informazione regionale.
Alcune misure spinte dall’opposizione o da singoli gruppi parlamentari, come le risorse per associazioni di volontariato o l’esenzione dalla tassa automobilistica per i mezzi di protezione civile, sono state approvate o integrate nel testo con emendamenti in Aula.
Caos in Aula, accuse incrociate e maggioranza lacerata
L’approvazione non è stata priva di forti tensioni. La maggioranza di centrodestra, che sostiene il governo del presidente Renato Schifani, è apparsa profondamente divisa. Alcuni deputati di Forza Italia hanno contestato apertamente la presidenza dell’ARS, accusando il presidente Galvagno di aver negoziato “dietro le quinte” norme con il PD e altre forze di opposizione, indebolendo così la coesione del fronte di governo.
Le opposizioni, dal canto loro, hanno attaccato duramente la manovra, definendola un esempio di “mercato delle poltrone e degli interessi di bottega”, con molte norme costruite per soddisfare bacini elettorali specifici più che per pianificare una strategia economica coerente. Il Movimento 5 Stelle ha denunciato il profluvio di 134 articoli inseriti nel testo e la difficoltà di una visione complessiva, pur riconoscendo di aver fatto saltare numerose proposte irrilevanti grazie al suo lavoro parlamentare.
Critiche anche dalla base stessa della maggioranza
Particolarmente accesa è stata la reazione dei deputati più giovani e indipendenti: Ismaele La Vardera, ad esempio, ha parlato di un sistema politico “marcio”, tanto da annunciare un esposto alla magistratura contro il modo in cui la legge è stata trattata e composta.
Forza Italia, dal canto suo, ha messo in evidenza la frattura interna con Fratelli d’Italia, lamentando che i rapporti tra gruppi di maggioranza e presidente dell’Ars siano diventati troppo centrati su negoziazioni con l’opposizione e meno sulla linea politica concordata.
Il voto segreto e le riforme future
Secondo alcune dichiarazioni successive al voto, il presidente Galvagno ha suggerito che una delle riforme da considerare nel 2026 è proprio l’uso del voto segreto su alcuni passaggi chiave del Parlamento regionale, per garantire maggiore libertà d’espressione ai deputati e ridurre le pressioni di schieramento.
Le prospettive dopo l’approvazione
Con l’approvazione della Finanziaria, la Regione evita l’esercizio provvisorio, almeno per il momento, e potrà operare con una legge di bilancio in vigore fino all’inizio del 2026, quando l’ARS tornerà in aula il 13 gennaio per riprendere i lavori e affrontare i dossier stralciati durante questi giorni convulsi.
Tuttavia, la situazione politica resta fragile. La pausa natalizia è vista da molti come una finestra per ricucire le fratture interne alla maggioranza, ma gli analisti politici sottolineano come le tensioni emerse tra centrodestra e opposizione, e all’interno degli stessi partiti di maggioranza, potrebbero influenzare l’azione di governo nei prossimi mesi.




