Attivare subito navette o corse sostitutive sulla statale 113 per garantire a studenti e lavoratori i collegamenti con Messina e il rientro a casa. È la richiesta del movimento politico GioiosAttiva, che in una nota datata 3 novembre segnala le difficoltà dei pendolari dopo la rimodulazione del servizio delle Autolinee Magistro, legata alle restrizioni al transito nel tratto tra Gliaca di Piraino e Gioiosa Marea.
Il documento è indirizzato alla società di trasporto, al prefetto di Messina, al presidente della Regione Siciliana, all’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, ad Anas e al sindaco di Gioiosa Marea. A ciascuno, per le rispettive competenze, viene chiesto un intervento urgente per assicurare la continuità del servizio pubblico.
I bus sull’A20 e le fermate saltate
Secondo quanto ricostruito da GioiosAttiva, le limitazioni introdotte in seguito agli eventi franosi in località Torre Ciaule, con il divieto di transito per i mezzi superiori a 3,5 tonnellate, hanno portato l’azienda a deviare gli autobus di maggiori dimensioni sull’autostrada A20, tra i caselli di Patti e Brolo.
Una modifica che, stando alla segnalazione del movimento, avrebbe comportato la soppressione della maggior parte delle fermate nel centro abitato di Gioiosa Marea e nelle frazioni costiere, riducendo sensibilmente le possibilità di utilizzare il trasporto pubblico lungo la tratta verso Messina e in senso opposto.
Le difficoltà per il rientro dei pendolari
Il problema, sottolinea GioiosAttiva, riguarda tanto le partenze quanto i ritorni. Il movimento riferisce che sarebbero rimaste poche corse mattutine verso Messina e un numero ancora più ridotto di collegamenti pomeridiani verso Gioiosa Marea.
Un’offerta giudicata insufficiente rispetto alle esigenze di chi deve raggiungere quotidianamente scuole e luoghi di lavoro. In particolare, secondo la nota, gli orari disponibili costringerebbero alcuni lavoratori ad anticipare l’uscita oppure a ricorrere ad altri mezzi pubblici o privati, con maggiori spese e tempi di percorrenza più lunghi.
Alle difficoltà sul versante di Torre Ciaule si aggiungono, nel quadro descritto dal movimento, le limitazioni e i restringimenti legati ai lavori nella galleria di Capo Calavà, in direzione Messina.
La proposta dei minibus sotto le sei tonnellate
La soluzione indicata da GioiosAttiva è l’impiego di navette o minibus con massa complessiva inferiore alle sei tonnellate. Il movimento richiama infatti una deroga che, secondo quanto riportato nel documento, consentirebbe il transito a Torre Ciaule ai mezzi destinati al trasporto pubblico locale al di sotto di tale soglia.
Da qui la richiesta di predisporre immediatamente corse sostitutive sulla SS113, ripristinare gli orari originari e individuare un’organizzazione temporanea capace di mantenere i collegamenti nelle fasce mattutine, pomeridiane e serali.
L’obiettivo dichiarato è evitare che le restrizioni alla viabilità si traducano in una sostanziale riduzione del servizio previsto dalla concessione regionale. GioiosAttiva lega infine la richiesta al rischio di un crescente isolamento della comunità, già alle prese, osserva il movimento, con lo spopolamento e la progressiva riduzione dei servizi essenziali.


